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Molti i visitatori attratti dagli oggetti d'epoca, mentre i giovani s'interessano alla figura di Mattei

Dai manifesti ai caroselli, la storia del cane a sei zampe in una mostra a Rovereto

Fortunato Depero, Bozzetto per la pubblicità Supercortemaggiore, 1951-1952, china e tempera, cm 21,9x21,7 Rovereto, Mart 1659-aFortunato Depero, Bozzetto per la pubblicità Supercortemaggiore, 1951-1952, china e tempera, cm 21,9x21,7 Rovereto, Mart 1659-a
ultimo aggiornamento: 21 dicembre, ore 14:38
Rovereto (Tn) - (Ign) - Grande successo per l'esposizione che rende omaggio allo storico logo di eniaperta fino al 10 gennaio 2010 alla Casa Depero. Un viaggio per immagini che ripercorre l’evoluzione del costume e della comunicazione pubblicitaria in Italia dal dopoguerra ad oggi
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Rovereto (Tn) - (Ign) - Campeggia da anni sulle strade, ma anche tra pozzi e piattaforme, il cane a sei zampe di eni, icona cara agli italiani, accompagna da oltre 50 anni la storia del nostro Paese. Una mostra aperta fino al 10 gennaio 2010 alla Casa d’Arte Futurista Depero a Rovereto rende omaggio allo storico logo, ricostruendone la genesi e seguendone le varie trasformazioni nel corso degli anni.

L'esposizione, curata in collaborazione con il Mart di eni, che da tempo promuove iniziative per avvicinare il grande pubblico all'arte, è stata visitata già da oltre 7mila persone riscuotendo un grande successo soprattutto tra i giovani che esprimono interesse nei confronti della figura di Enrico Mattei e della storia che lo accompagna.

Ad attirare l'attenzione del pubblico sono in particolare i caroselli e gli oggetti d’epoca contenuti nella vetrina, dalla saponetta dei motel al gioco in scatola metanopoli, dal cane giocattolo da appendere allo specchietto dell’auto fino ai vasi e ai posacenere che si trovavano negli anni '60 negli alberghi. Un tuffo nel passato per quanti hanno vissuto quegli anni ai quali è strettamente legata la storia del cane a sei zampe.

Alla base della mostra, la prima interamente dedicata alla storia del marchio, un intenso lavoro di ricerca nell’archivio storico di eni che - attraverso una fortunosa e fortunata raccolta di fonti orali e scritte - ha permesso di arricchire di interessanti e inediti particolari la storia del cane a sei zampe dalle origini fino alle successive evoluzioni.

Osservando le fotografie e le illustrazioni esposte appare chiaro come parlare della vita del cane a sei zampe significa ripercorrere l’evoluzione del costume e della comunicazione pubblicitaria in Italia, dal dopoguerra ad oggi, ma anche rivivere in parte 60 anni di storia italiana, tanto forte è il legame che unisce eni al nostro Paese.

Nella Casa Depero, restaurata grazie anche al contributo di eni, rivivono le foto in bianco e nero dei motel, le prime stazioni di servizio, i cartelloni pubblicitari - che rivelano il cambiamento del nostro stile di vita - e poi gli slogan familiari alle orecchie degli italiani fino alla musica dei caroselli, tanto apprezzata dal pubblico di Rovereto, che divertito e sorpreso si aggira numeroso per le sale dello spazio espositivo.

Il lavoro d'archivio, fatto in occasione della mostra, ha permesso di portare alla luce alcuni particolari fino ad oggi inediti sulla vita del cane a sei zampe. Innanzitutto il contesto in cui nacque: quello di un concorso pubblicitario bandito nel 1952 per il lancio sul mercato dei nuovi prodotti Supercortemaggiore e Agipgas.

Fu lo stesso Mattei, che aveva intuito il valore della pubblicità come strumento di marketing, a volerlo. L'obiettivo del presidente di eni era di fare rumore attorno ai prodotti e stupire il consumatore. Per questo aveva bisogno di un logo che fosse in grado di colpire l’immaginazione del cliente, rendere il prodotto riconoscibile e familiare e comparire sui giornali, sui cartelloni stradali, al cinema.

Il concorso, organizzato in collaborazione con la rivista 'Domus', fu un evento sensazionale per l’epoca con un altissimo montepremi ( ben 10 milioni di lire) e oltre 4mila progetti in gara. Anche la giuria, scelta personalmente da Mattei, vantava un parterre di grande qualità: oltre al segretario Dante Ferrari, giornalista, compaiono Mario Sironi, Mino Maccari, Gio Ponti, Antonio Baldini e Silvio Negro.

La giuria assegna ex aequo il primo premio per il marchio ai bozzetti presentati da Carlo Dradi e Fulvio Pardi, che avevano scelto di rappresentare la benzina italiana con una torre di perforazione. Il cane a sei zampe ottiene il primo premio invece come cartellone pubblicitario; il suo nome è 3x3 e l'autore, secondo quanto riporta il verbale del concorso, è Giuseppe Guzzi. Le lettere, ritrovate di Fortunato Depero, raccontano però che già allora era noto, almeno tra gli addetti ai lavori, che il grafico milanese aveva solo presentato il lavoro, ma il vero autore era lo scultore e pittore varesino Luigi Broggini, come molti anni dopo verrà ufficializzato.

Altra scoperta emersa dalle ricerche fatte per la mostra è che fu Mattei, al quale piaceva moltissimo l'animale fantastico con la sua forma strana e aggressiva, a insistere affinché il cane a sei zampe, più imponente, evocativo e riconoscibile, rappresentasse oltre all’immagine pubblicitaria anche il marchio della benzina.

Complice della scelta fu probabilmente l'esposizione dei bozzetti, organizzata dopo il concorso presso la Galleria dell'Annunciata di Milano e voluta dallo stesso Mattei per studiare le reazioni e le preferenze del pubblico.

Proprio dalle foto scattate in questa occasione ed esposte in mostra insieme a giornali dell’epoca si scopre che Depero aveva presentato ben 20 progetti, tra i quali una dinamica e futurista freccia alata. L'archivio del Mart conserva documenti che testimoniano il disappunto con cui l'artista apprese della propria mancata vittoria spingendosi addirittura a scrivere a Mattei, che non conosceva personalmente.

Armando Testa invece aveva disegnato per il concorso un boomerang. Tra i bozzetti si vedono poi tanti cavalli, fulmini e addirittura una tartaruga. E tra i numerosi artisti che avevano partecipato figura anche Marcello Nizzoli.

Da quel lontano 1952 il cane a sei zampe inizia la sua lunga corsa lungo le strade e nelle case degli italiani: i manifesti esposti e le proiezione di caroselli e slogan dell’epoca ricreano, tra suoni e immagini, questa atmosfera da boom economico. Non può allora mancare il fortunato slogan, coniato da Ettore Scola (allora all’ufficio pubblicità di Agipgas): 'cane a sei zampe fedele amico dell’uomo a quattro ruote', e le prime campagne pubblicitarie dal tratto fortemente grafico e artistico.

La mostra prosegue con le pubblicità degli anni Sessanta che puntano dapprima sul mondo femminile e familiare, poi su quello giovanile, per arrivare lentamente ai giorni nostri. Sullo sfondo di questo percorso emerge l’evolversi nei costumi e nei linguaggi comunicativi, avvenuto in Italia dalla seconda metà del secolo ad oggi. Le voci di Bob Noorda, Mario Boeri e Antonio Romano scandiscono il passaggio da un decennio all’altro raccontando i compleanni, o meglio le rinascite del cane a sei zampe ovvero i restyling del 1972, 1998 e 2009.

Il percorso della mostra si conclude con 60 immagini in bianco e nero tratte dall’archivio storico eni, che testimoniano i cinquantasei anni di attività del Gruppo. In questi frammenti di vita aziendale il cane a sei zampe è sempre presente, a testimoniare il forte legame che lega l’azienda al suo simbolo.

Documenti, fotografie, interviste e video non rivelano l’ispirazione iniziale che portò Broggini a disegnare questo cane-drago, ma permettono di capire come questo animale fantastico originalissimo per i canoni stilistici di quell'epoca sia diventato una icona ben riconosciuta dagli italiani e un marchio che raccoglie in sè i valori in cui Eni ancora oggi si riflette.

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