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Nella città meneghina arrivò trentenne da Firenze

Dalle macchine teatrali al Cenacolo, le opere del genio toscano realizzate a Milano

Ultima cena, Leonardo da Vinci, 1495-1498 Ultima cena, Leonardo da Vinci, 1495-1498
ultimo aggiornamento: 21 dicembre, ore 14:48
Roma - (Ign) - Leonardo si trasferì nell'allora capitale del ducato degli Sforza nel 1482 dove rimase 20 anni. Qui diede vita ad alcuni tra i suoi maggiori capolavori tra cui 'La Vergine delle Rocce' e il 'Cenacolo'
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Roma - (Ign) - La Vergine delle Rocce, l'Ultima Cena, la Dama con l'ermellino, la Belle Ferronnière. Sono solo alcuni dei capolavori realizzati da Leonardo durante la sua permanenza a Milano.

Il genio toscano si trasferì nell'allora capitale del ducato degli Sforza nel 1482 rimanendovi per il periodo più lungo di tutta la sua vita, quasi vent'anni. Nonostante qualche difficoltà iniziale con la lingua lombarda, Leonardo trovò infatti a Milano terreno fertile per il suo genio.

Inviato da Lorenzo il Magnifico presso la corte di Ludovico il Moro come abile apparatore di feste e musico (''Aveva trent'anni che dal detto Magnifico Lorenzo fu mandato al duca di Milano a presentarli insieme con Atalante Migliorati una lira, che unico era in suonare tale strumento'', scriveva l'Anonimo Gaddiano nella biografia di Leonardo del XVI secolo) Leonardo si presentò tuttavia principalmente come inventore e architetto militare e ''fra le tante cose, di scolpire o dipingere…'', scrisse nella sua lettera d'impiego.

Il suo eclettismo trovò a Milano il modo di esplicitarsi. Leonardo si occupò infatti delle cose più varie realizzando progetti di canalizzazione delle acque (''Bisogna legare i Navili che non abbiano cagione di correre innanzi verso il loco basso, dove cade l'acqua del Portello'', si legge negli appunti contenuti nel 'Codice' conservato al Castello Sforzesco) e studi per la difesa del castello, armi e osservazioni geologiche, studi di geometria e anatomia, di botanica e di fisica senza mai tralasciare di occuparsi dell'organizzazione delle feste e degli spettacoli teatrali della corte per i quali creava straordinarie macchine per 'effetti speciali'.

A Milano Leonardo realizza anche gli studi sul volo degli uccelli e le ricerche sui sottomarini. E il Codice Atlantico, i numerosi manoscritti attualmente all'Institut de France di Parigi, dopo il furto napoleonico dei preziosi cimeli della biblioteca Ambrosiana, il Codice Trivulziano, l'innumerevole serie dei disegni leonardeschi della collezione reale di Windsor e di numerose altre raccolte pubbliche e private, testimoniano questa sua brama di conoscenza che dide vita a numerosi appunti spesso frettolosi nei quali il maestro, con la sua caratteristica scrittura mancina, annotava le impressioni che il suo grande ingegno continuamente gli suggeriva.

La pittura restò comunque centrale nella sua vita. E' del 25 aprile 1483 la commissione della pala d'altare per la cappella della Confraternita nella chiesa di San Francesco Grande, il contratto prevedeva tre dipinti (uno sarà la Vergine delle rocce), da finire entro l'8 dicembre per un compenso complessivo di 800 lire da pagarsi a rate fino al febbraio 1485.

Anche il Moro commissiona a Leonardo due ritratti: quello di Cecilia Gallerani (la Dama con l’ermellino) e quello di Lucrezia Crivelli (la Belle Ferronière), entrambe sue amanti. Nel 1487 Leonardo riceve poi un incarico molto importante: è nominato architetto per i lavori della Cupola del Duomo. Egli disegna, annota, rivede, ma il suo progetto è scartato e il lavoro affidato ad altri.

Numerosi i disegni preparatori che anticipano la visione di quello che avrebbe dovuto essere il monumento equestre a Francesco Sforza, purtroppo andato distrutto dalla caduta del Moro, prima che Leonardo, sempre lento nell'esecuzione dei suoi lavori, potesse realizzarlo in bronzo. Oltre alla 'Vergine delle rocce' in questo periodo di permanenza a Milano, eseguì anche il 'Cenacolo' per il refettorio del convento dei Padri delle Grazie, le decorazioni di alcune sale del castello, la 'Belle Ferronière', la 'Dama dell'ermellino', la 'Madonna Litta' e il 'Rittratto di musico'. Terminato il Cenacolo nel 1497 ottenne in dono dal Moro una vigna fuori Porta Vercellina, ma nel 1499 il duca fu costretto a lasciare Milano in seguito all'invasione francese e si chiuse anche il periodo meneghino di Leonardo.

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