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Fino al 27 dicembre a Palazzo Marino
L'arrivo del San Giovanni Battista a Milano
L'incontro con il San Giovanni passa attraverso un ''labirinto iniziatico''
L'arrivo del San Giovanni Battista a Milano
ultimo aggiornamento: 21 dicembre, ore 14:42
Roma - (Ign) - Originale allestimento a Milano per l’esposizione monografica del capolavoro di Leonardo. Dopo un percorso fatto di immagini e testo ''si entra, pochi alla volta, in una sorta di camera immaginaria all’interno della quale nulla distrae dall’osservazione'', spiega l'architetto Elisabetta Greci
Roma - (Ign) - Originale allestimento a Palazzo Marino a Milano per il San Giovanni Battista di Leonardo: attraverso un percorso tra pannelli informativi e video, il visitatore giunge in una piccola sala, appena illuminata, dove può ammirare quasi in solitudine il mistero del capolavoro vinciano.
La mostra monografica 'Leonardo a Milano. Dal museo del Louvre a Palazzo Marino', curata da Valeria Merlini e Daniela Storti, è promossa e organizzata da eni e dal Comune di Milano in collaborazione con il Museo del Louvre e con il patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. L’esposizione ripropone la stessa formula di successo impiegata lo scorso anno in occasione dell'esposizione del Caravaggio della collezione Odescalchi.
L'allestimento del San Giovanni Battista, normalmente esposto al Louvre di Parigi, tiene conto di due aspetti fondamentali: le caratteristiche dell'opera e l'importanza dell'area espositiva, la Sala Alessi di Palazzo Marino, con la sua architettura e i suoi preziosi pavimenti in marmo. ''Il San Giovanni Battista è bellissimo e importantissimo'', spiega a Ign, testata on line del Gruppo Adnkronos, l'architetto Elisabetta Greci che ha curato l'allestimento per AleaArt - progetti d'immagine. ''Non è un'opera di grandi dimensioni - prosegue - e quello che traspare è come, dal momento che probabilmente la committenza era privata, Leonardo abbia voluto realizzare con questo suo lavoro un rapporto intimo, conturbante e molto personale. Lo sguardo quasi ammiccante e il gesto di indicare la divinità… l’opera crea un relazione personale per portare chi lo osserva al trascendente''.
A questo primo aspetto si unisce un lavoro di analisi del contesto nel quale viene inserita l'opera: la Sala Alessi, appunto, uno spazio ''molto ricco''. Da qui nasce l'allestimento ''semplice e pulito realizzato nel totale rispetto del salone''. ''Si entra - racconta la Greci - e si percorre un labirinto iniziatico, che è un percorso in cui si acquisiscono informazioni sull'opera e sull'autore''. I pannelli illustrativi riportano un breve testo informativo e sono inframmezzati da alcuni video. ''C'è anche un vecchio filmato dell'Istituto Luce sulla mostra del '39 a Milano (l'ultima occasione in cui il San Giovanni Battista è stato esposto nel capoluogo lombardo e in Italia, ndr)'', continua la Greci. In un altro video scorrono le immagini del film di Castellani con Philippe Leroy.
Non solo. Luca Berni, esperto musicologo, ha fatto una selezione di brani, da Bach a Weber, per lo sfondo in note che accompagna la visita mentre guide d'eccezione, tecnici restauratori, sono a disposizione dei visitatori per fornire informazioni sull'opera.
Alla fine del percorso ''si entra, pochi alla volta, in una sorta di camera immaginaria, uno scrigno della devozione all’interno del quale nulla distrae dall'osservazione dell'opera'', spiega ancora la Greci. Il quadro è custodito infatti all'interno di una stanza alla quale possono accedere solo poche persone per volta. Qui il San Giovanni si trova in una teca climatizzata, realizzata dal Laboratorio Tecno Museale Gobbion, ed è illuminato da un sistema appositamente studiato da Giuseppe Mestrangelo per far emergere la luce dell'opera dalla penombra della stanza. All'interno di questo spazio delimitato e non affollato, il visitatore potrà avvicinarsi al capolavoro leonardesco e stabilire con esso un rapporto intimo e privato che gli consenta di coglierne il senso filosofico oltre che artistico, apprezzandone la tecnica pittorica piuttosto che l'impatto emotivo ed il significato simbolico di un'opera definita tra le più enigmatiche dell'artista fiorentino.
Inoltre, per l'occasione, è stato prodotto anche un cortometraggio con la storia del quadro, un giornalino per i bambini e un numero straordinario di Topolino con tre storie dedicate al genio vinciano sempre per i più piccoli. Il pubblico ha dimostrato di gradire l'iniziativa. I numeri parlano: ''Una media di 7000 visitatori al giorno'', è il commento soddisfatto di Cinzia Manfredini di AleArt.
Le porte della Sala Alessi resteranno aperte, gratuitamente, fino al prossimo 27 dicembre.
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