l turismo culturale in Italia è passato dal 14% al 40%
Una governance di sistema per la valorizzazione dei beni culturali
ultimo aggiornamento: 20 maggio, ore 11:07
Resca: "L'Italia ha il maggiore, il più ambito, il più importante patrimonio al mondo concentrato nel nostro Paese di opere d'arte, di archeologia, di beni architettonici di una cultura che dura da millenni"
Roma, 19 mag. - (Adnkronos) - Anche i beni culturali possono risentire della crisi sia per quanto riguarda il restauro e la tutela che la valorizzazione e il turismo culturale. Per questo oggi al Forum per la Pubblica amministrazione, in corso fino a domani alla Nuova Fiera di Roma, si e' parlato di "una governance di sistema per la valorizzazione dei beni e delle attivita' culturali". Il convegno e' stato l'occasione per avviare un primo confronto sulla governance dei beni culturali, da cui far scaturire, in seguito, un modello per la valorizzazione dei beni stessi, in modo da evitare dispersione di risorse.
"L'Italia ha il maggiore, il piu' ambito, il piu' importante patrimonio al mondo concentrato nel nostro Paese di opere d'arte, di archeologia, di beni architettonici di una cultura che dura da millenni". E' quanto ha affermato Mario Resca, direttore generale per la valorizzazione del patrimonio culturale del ministero per i Beni e le Attivita' culturali.
"Questo patrimonio -ha aggiunto Resca- e' anche un valore economico". Il direttore generale ha infatti ricordato che il numero di turisti che vengono in Italia per motivi culturali e' passato negli ultimi anni dal 14 al 40%. ''Bisogna razionalizzare, occuparsi molto di piu' della tutela della conservazione e bisogna comunicare molto di piu'", ha aggiunto Resca che ha sottolineato l'importanza di mettere al centro dell'attenzione il visitatore avendo anche "dipendenti informati".
"L'investimento in cultura -ha spiegato Angelo Crespi, consigliere per la comunicazione del ministero per i Beni e le Attivita' culturali e direttore del Maga di Gallarate- e' un potente moltiplicatore economico. Oggi in un mercato molto competitivo -sottolinea- i beni culturali sono l'unico settore del turismo che cresce, mentre quelli tradizionali come quello balneare e montano diminuiscono".
"Noi stiamo facendo l'esperienza a Como -ha detto Sergio Gaddi, assessore alla Cultura del Comune di Como- della gestione diretta, vale a dire dell'assessorato alla Cultura che diventa produttore di eventi culturali in proprio. Senza delega -aggiunge- o limitando il concetto di delega allo stretto indispensabile".
"Questo -ha continuato Gaddi - permette una costruzione del progetto, una cura in ogni fase, dall'ideazione fino alla curatela scientifica. E' un aspetto nuovo -ha concluso- diverso, non usuale nel panorama nazionale. Vediamo che gli eventi gestiti in questo modo sono maggiormente sotto il controllo dell'ente".
"Abbiamo il piu' grande patrimonio al mondo -ha affermato il presidente di Federculture, Roberto Grossi- ma in termini di gestione e di efficienza non siamo certamente all'avanguardia. Qui in Italia serve una strategia da parte dello Stato ma insieme alle regioni e agli enti locali nella logica anche del federalismo. E' assolutamente indispensabile -ha concluso- creare dei sistemi di gestione effettivamente adeguati in una logica di indirizzo e controllo da parte dell'ente pubblico, ma in una prospettiva di gestione efficiente e delegata a soggetti responsabilizzati verso i risultati".
"Non si puo' parlare di un modello unico di governance" per via della complessita' delle situazioni locali, ha detto Benedetta Stratta membro dell'Uval-dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica MISE, per la complessita' delle situazioni locali. ''Ma -ha aggiunto Stratta- non si puo' non rilanciare una nuova politica culturale''.
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