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Servono con urgenza un piano e una strategia mondiali

Clima: Rifkin, siamo a rischio estinzione

Il presidente della Foundation on Economic Trends, Jeremy Rifkin (Foto Adnkronos) Il presidente della Foundation on Economic Trends, Jeremy Rifkin (Foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 15 giugno, ore 16:31
Secondo, i cambiamenti stanno avvenendo "in tempo reale" e con "una grande accelerazione", destano allarme e fanno paventare "il rischio della fine di tutte le specie entro il secolo" (VIDEO)
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Roma, 15 giu. - (Adnkronos) - Il pianeta sta vivendo una "grave situazione" sotto il profilo ambientale e climatico, i cambiamenti che stanno avvenendo "in tempo reale" e con "una grande accelerazione" destano allarme e fanno paventare "il rischio di estinzione di tutte le specie entro la fine del secolo". A sostenerlo e' il presidente della Foundation on Economic Trends Jeremy Rifkin durante la sua Lectio magistralis intitolata "Leading the way to a third industrial Revolution" al Sustainability International Forum (Sif), il primo forum internazionale sulla sostenibilita' promosso da Minerva, la marketing innovation company e P&G Alumni a palazzo Colonna a Roma.


"Se la temperatura dell'acqua aumentera' di 3 gradi Celsius, si arrivera' a una situazione di 3 milioni di anni fa, al Pleocene e saremo a rischio estinzione e sara' la fine della civilta' umana", ha spiegato il guru dell'economia e profondo conoscitore delle tematiche ambientali americano.

Rifkin ha parlato di sottostima del fenomeno da parte di tutti, di previsioni sbagliate da parte degli esperti, a cominciare da lui stesso. La situazione "non ha precedenti, dobbiamo riaprire le dighe 100 anni prima rispetto a quanto avevamo previsto pochi anni fa, quando stilammo il 3° Rapporto sui cambiamenti climatici (ora siamo al 4°)". Alla luce di questo ha detto: "Serve un piano e una strategia mondiale che ci possa portare in modo molto veloce all'era del Post Co2. C'e' bisogno di una road map non possiamo sbagliare" perche' "non c'e' piano economico senza business plan", aggiunge Rifkin.

L'idea di Rifkin e' quella di una terza Rivoluzione industriale, siamo al tramonto della seconda, che si fondi sull'"energia distribuita e condivisa" che sta "nel cortile di casa: il sole splende tutto il giorno, il vento soffia, la terra sprigiona caldo, anche il pattume e i residui agricoli producono energia e infine l'idroelettrica".

E alla platea di imprenditori, rappresentanti delle istituzioni e dell'economia Rifkin, con il suo fare diretto e appassionato, ha detto che bisogna arrivare a un "capitalismo distribuito e condiviso". Ma il guru americano ha avvertito: "Il cambiamento economico non e' un'utopia ma non ne ho sentito parlare. Neppure Obama ha parlato ad esempio del consumo di carne che e' la terza causa di surriscaldamento del pianeta". Insomma per Rifkin occorre passare "dalla geopolitica alla biopolitica e fare in modo che ogni creatura abbia il diritto assoluto di accesso all'energia, un diritto indiscutibile . Tutti gli esseri umani - ha concluso - hanno diritto a partecipare a questa risorsa".

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