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Sisma in Abruzzo, un anno dopo

Dalla casa dello Studente alla facoltà di Ingegneria, 4 i filoni d'inchiesta sui crolli

Foto Vigili del Fuoco  Foto Vigili del Fuoco
ultimo aggiornamento: 06 aprile, ore 09:19
L'Aquila - (Adnkronos) - La Procura dell'Aquila indaga anche sul Convitto e un condominio privato in Via D'Annunzio. Finora ha emesso 17 avvisi di garanzia ma presto partiranno altre inchieste: occhi puntati sulla Prefettura e l'Ospedale 'San Salvatore'
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L'Aquila, 6 apr. (Adnkronos) - Sono quattro i filoni di indagine sui crolli seguiti al terremoto avviati in questi mesi dalla Procura della Repubblica dell'Aquila. Si tratta delle indagini avviate per il crollo della casa dello Studente (luogo simbolo del sisma), del Convitto nazionale, della facoltà di Ingegneria e quella di un condominio privato in Via D'Annunzio. Presto partiranno anche quelle riguardanti gli altri condomini e altri sono in corso di definizione e quelle relative ad altri edifici pubblici come la Prefettura e l'Ospedale 'San Salvatore'. La Procura dell'Aquila ha emesso 17 avvisi di garanzia nell'ambito dell'inchiesta sul terremoto dello scorso aprile: undici riguardano il crollo della Casa dello Studente, due quello del Convitto Nazionale, mentre altri tre sono stati notificati a eredi di quattro costruttori defunti, dei quali non si conoscono le generalità.

Le ipotesi di reato sono omicidio colposo, disastro colposo e lesioni. Per la casa dello studente sono indagati: Claudio Botta, ingegnere progettista; Giorgio Gaudiano, responsabile del collaudo per l'acquisto dello stabile da parte del Consiglio di amministrazione dell'opera universitaria dell'Aquila (anno 1977); Walter Navarra, ingegnere incaricato dal Cda dell'Opera; Bernardino Pace, progettista e direttore dei lavori di ristrutturazione dello stabile; Carlo Giovani, direttore dei lavori per conto della Regione Abruzzo; Pietro Centofanti, progettista e direttore dei lavori di restauro dello stabile; Tancredi Rossicone, progettista e direttore dei lavori di restauro; Massimiliano Andreassi, progettista e direttore dei lavori di restauro incaricato dei controlli che, secondo la Procura, non sarebbero stati eseguiti; Pietro Sebastiani, responsabile dell'area tecnica dell'Azienda per il diritto allo studio universitario, presidente della commissione di collaudo dei lavori di ristrutturazione; Luca Valente, direttore dell'Azienda per il diritto agli studi universitari dell'Aquila; Luca D'Innocenzo, presidente dimissionario dell'Adsu.

Per il Convitto nazionale gli indagati sono: Livio Bearzi, rettore del Convitto, e Vincenzo Mazzotta, dirigente del settore edilizio e pubblica istruzione della Provincia dell'Aquila. Per il crollo della facoltà di Ingegneria a Monteluco di Roio (L'Aquila) realizzata per alcune parti a metà degli anni novanta il Procuratore capo della Repubblica dell'Aquila, Alfredo Rossini, ha depositato nella cancelleria del Gup del Tribunale dell'Aquila le richieste di rinvio a giudizio dei sette dei nove indagati per disastro colposo.

Le due richieste di archiviazione sono state depositate nell'ufficio del Gip. I sette indagati sono Gian Ludovico Rolli, Giulio Fioravanti , Massimo Calda, Carmine Benedetto, Ernesto Papale, Sergio Basile e Giovanni Cecere. I due indagati che dopo le indagini della Procura non avrebbero avuto ruoli sul crollo della costruzione, sono Mauro Irti e Alessandro Fracassi.

Per quanto riguarda le altre indagini sugli edifici pubblici l'attenzione degli inquirenti è puntata sui crolli alla Prefettura, all'Ospedale San Salvatore. Con il quarto filone della maxi inchiesta che la Procura della Repubblica dell'Aquila sta portando avanti per il crollo del 6 aprile scorso, si apre la lunga lista dei condomini privati nell'ex zona rossa, in particolare in via XX Settembre e strade collegate, dove ci sono state decine e decine di morti. Si tratta di una quindicina di condomini privati nei quali si sono verificati i casi più gravi e dolorosi della tragedia. Il primo condominio ad essere esaminato è stato quello in Via D'Annunzio all'Aquila dove gli indagati sono 3 e dove nel crollo morirono 13 persone. Per tutti l'accusa è di omicidio colposo e distastro colposo.

Ma qual è la situazione oggi ad un anno dal terremoto? A L'Aquila ci sono ancora 2.455 persone negli alberghi, 622 negli appartamenti delle delegazioni G8 nella scuola della Guardia di Finanza e 146 nella Caserma Campomizzi restaurata. L'emergenza scattata la notte del 6 aprile dello scorso anno quando alle 3.32 una forte scossa investì l'Aquila e molti comuni della provincia determinando la morte di oltre 300 persone e stravolgendo la vita degli abruzzesi ha messo in moto una massiccia macchina organizzativa e di solidarieta' che ha consentito di prestare assistenza a 67.459 persone.

Di queste, 35.690 sono state ospitate nelle tendopoli e 31.769 in case e hotel, 73.521 edifici pubblici e privati controllati con la collaborazione di oltre 5 mila tecnici volontari, 17.618 persone impegnate nei soccorsi nel momento massimo dell'emergenza, 17.567 studenti delle scuole del ''cratere'' di ogni ordine e grado che a settembre sono rientrati a scuola e piu' un miliardo di euro speso per la ricostruzione.

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