''Ci vorrebbe più prevenzione, in particolare se il territorio è ad alto rischio''
La rivolta delle carriole all'Aquila (Adnkronos)
Il Comitato 3e32: ''Manifesteremo ancora''.
La rivolta delle carriole all'Aquila (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 06 aprile, ore 13:28
L'Aquila - (Adnkronos) - Sara Vegni: ''Ogni domenica scendiamo in piazza a protestare: prima con le chiavi e poi con le carriole''. E attacca: ''Le città colpite non sono state ancora toccate e i soldi per il processo di ricostruzione non ci sono''
L'Aquila, 3 apr. (Adnkronos) - Non vuole ricordare quel 6 aprile di un anno fa. Sara Vegni, del 'Comitato 3 e 32', nato all'indomani del devastante terremoto che proprio alle 3,32 distrusse L'Aquila e diversi centri vicini, preferisce sottolineare le iniziative studiate per mantenere viva l'attenzione sul dopo-sisma. "Ci siamo riuniti la prima volta il 15 aprile, a poco più di una settimana dalla terribile scossa - racconta Sara Vegni all'ADNKRONOS - Abbiamo fatto la prima assemblea in un parco cittadino ed eravamo tantissimi, e ci meravigliammo perché l'assemblea era stata convocata attraverso degli sms e con dei volantini, eravamo dispersi non sapevamo dove cercarci. Ci siamo abbracciati perché era la prima volta che ci vedevamo dopo l'accaduto ed è stato molto emozionante".
"Rileggere il verbale di quell'assemblea oggi, che ancora conservo, - continua la Vegni - è illuminante perché dicevamo le stesse cose che diciamo ancora adesso. Avevamo capito come era stata improntata la gestione dell'emergenza e quanto sarebbe conseguito e la mancanza di considerazione da parte delle istituzioni. Avevamo discusso anche della 'militarizzazione dei campi', con la rete intorno alle tendopoli: il clima era pesante. E poi, il piano casa di cui si sentiva parlare e si formulavano le possibilità di una 'New Town' o addirittura di tante 'town'. Un piano casa al quale ci siamo opposti per non dover vedere ridisegnato in modo tanto rapido ed errato il nostro territorio. Poi nasce il Parco dell'Unicef, in via Strinella dove il 25 aprile si sono svolte e continuano tuttora a svolgersi iniziative di tutti i tipi: incontri per i bambini, letture, esibizioni musicali e quant'altro. Tutte iniziative - spiega la Vegni - rese possibili anche da coloro che da tutta l'Italia ci hanno aiutato: sono stati e sono ancora tantissimi".
"Posso dire che è da due mesi a questa parte che siamo tornati a sorridere per la prima volta da quel giorno - afferma la Vegni - perché abbiamo visto una città che ha ripreso a vivere, la testardaggine degli aquilani sta uscendo fuori, forse anche sull'onda dell'indignazione provocata dalle recenti inchieste e intercettazioni. E dal 14 febbraio, giorno in cui c'è stato il passaggio di consegne tra Bertolaso e Chiodi per la prima volta siamo entrati nel centro storico della città ed è stato emozionante e da allora ogni domenica scendiamo in piazza a manifestare: prima con le chiavi e poi con le carriole".
"Siamo stati 8 mesi nelle tende, un record assoluto dato che il massimo è un mese - prosegue ancora la Vegni - e poi le costruzioni temporanee del piano case, ma i centri storici, le città colpite non sono state ancora toccate e i soldi per il processo di ricostruzione non ci sono. Abbiamo poi espresso la nostra opposizione al decreto Abruzzo con la manifestazione a Roma: eravamo 3 mila, tanti considerato in quale situazione si trovava la popolazione".
Per il futuro, ''continueremo a manifestare sempre con le carriole. Continueremo le nostre iniziative, le nostre manifestazioni ma in altri borghi colpiti dal sisma, per portare l'attenzione anche in altri luoghi: sono 82 i bellissimi borghi del comprensorio andati distrutti e quindi credo che sposteremo le carriole in alcuni di questi".
Più in generale, ''ci vorrebbe più prevenzione. E' vero che i terremoti non si possono prevedere, - conclude - ma si possono studiare sistemi di emergenza, si può preparare la popolazione ad affrontare un evento così grave, in particolare se il territorio è ad alto rischio. E ancora adesso non si fa prevenzione".
articoli correlati
tutte le notizie di L'Aquila un anno dopo




























