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''Alle 8 di quel giorno, dalla Scuola, è cominciato tutto''
Generale Fabrizio Lisi
Il generale Lisi (Gdf): da Coppito si gestì la macchina dei soccorsi
Generale Fabrizio Lisi
ultimo aggiornamento: 03 aprile, ore 16:02
Roma - (Adnkronos) - A un anno dal sisma, il ricordo del comandante della Caserma simbolo dell'emergenza: ''Quel 6 aprile è stata invasa dai colori delle divise e delle uniformi di Protezione Civile, Vigili del Fuoco, Croce Rossa, volontari: è stato un accorrere straordinario di forze dell'ordine e dell'Esercito'' (VIDEO)
Roma, 3 apr. (Adnkronos) - Alle 9 del mattino la riunione di molti dei protagonisti dell'emergenza. Poi, la deposizione di una corona di fiori sotto la targa che nell'ex Piazza d'Armi, ora Piazza 6 Aprile, ricorda le vittime del sisma di un anno fa. La Caserma della Guardia di Finanza di Coppito, luogo simbolo del terremoto in Abruzzo, a dodici mesi dalla tragedia sarà ancora una volta protagonista.
Ne parla con l'ADNKRONOS il comandante, il generale Fabrizio Lisi: "Alle 8 di quel giorno, dalla Scuola, è cominciato tutto - ricorda - il capo del Dipartimento della Protezione Civile, Guido Bertolaso, atterrò nel nostro eliporto e poi, dopo un breve giro all'esterno, capì e capimmo che questo era il luogo più adatto". La Scuola Ispettori e Sovrintendenti della Guardia di Finanza di Coppito, alle porte dell'Aquila, "una vera e propria cittadella, 50 ettari di costruzioni ben fatte, che nonostante i danni e le ferite che pure hanno subito, si è presentata subito come il luogo migliore dal quale partire", prosegue Lisi. La Scuola assunse così il ruolo di centro di gravità di ogni aspetto istituzionale ed organizzativo correlato con la macchina dei soccorsi che si attivò in conseguenza della tragedia.
E Bertolaso, un anno dopo quel primo sopralluogo, il 6 aprile sarà ancora una volta, insieme al prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli, ex vice commissario per l'emergenza, e a tutti gli altri protagonisti della macchina dei soccorsi e di quella della ricostruzione, intorno al tavolo della Sala Briefing della Caserma, "per ricordare quel giorno e quello che è avvenuto nelle settimane e nei mesi successivi".
Ma la caserma di Coppito, ci tiene a sottolineare il generale Lisi, "non è solo un simbolo, benché lo sia diventato anche a livello mondiale, ma un luogo attivo". Perché a partire dal 6 aprile di un anno fa, "è stata invasa dai colori delle divise e delle uniformi della Protezione Civile, dei Vigili del Fuoco, della Croce Rossa, dei volontari accorsi da tutte le altre regioni, è stato un accorrere straordinario di altre forze dell'ordine e dell'Esercito e da lì si è sviluppato tutto". In un'autorimessa vennero accolte le salme delle vittime, ma la Scuola rappresentò anche un primo approdo per le decine di giornalisti inviati sul posto e costretti a cercare un rifugio di fortuna. Al piano terra dell'edificio fu allestita una sala stampa, in breve tempo fu organizzato anche uno spazio adibito ad aula giudiziaria. Sempre nella caserma, venne trasferito l'ufficio del prefetto dell'Aquila, Franco Gabrielli. In breve, la cittadella della Guardia di Finanza di Coppito, una delle strutture militari più grandi d'Italia, in grado di ospitare tremila persone, divenne il luogo di riorganizzazione e di lavoro di tutte le istituzioni dello Stato, le cui strutture materiali erano andate distrutte nel terremoto.
Un ricordo su tutti, il generale continua a custodire nel libro della memoria della Scuola di Coppito, il giorno dei funerali solenni per le vittime: "quelle duecento bare allineate nella piazza d'armi, 15mila persone, le autorità nazionali, dal capo dello Stato in giù, non c'è stato un grido fuori luogo, un raccoglimento assoluto". E poi ancora, la visita di Benedetto XVI, che citò il motto dannunziano della Guardia di Finanza,"nec recisa recedit", neanche spezzata retrocede, quale simbolo della rinascita abruzzese. E infine il G8, "con i leader che hanno scoperto una struttura straordinaria e vederli la sera passeggiare per i nostri viali è stata una cosa veramente emozionante". Il generale traccia un bilancio "favorevole" di quanto è accaduto negli ultimi dodici mesi. Il suo, spiega, è "un punto di osservazione interno", che non esclude le critiche, che pure ci sono state: "Qui abbiamo visto quanto è straordinaria la macchina della Protezione Civile, la macchina delle nostre strutture, quanto è senza limiti e colori di bandiera, quanto è straordinaria la macchina degli italiani e quanto sono capaci, nelle emergenze di fare cose incredibili".
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