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Sulle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata: ''Dobbiamo tenere la guardia molto alta''

Il prefetto dell'Aquila: ''Le priorità? Il ritorno delle famiglie ancora delocalizzate e la ricostruzione''

Il prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli (Adnkronos)Il prefetto dell'Aquila Franco Gabrielli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 03 aprile, ore 16:01
Roma - (Adnkronos) - Franco Gabrielli traccia un bilancio a un anno dal sisma: ''Attenzione ai comitati d'affari, ma la maggior parte di quelli che hanno lavorato all'emergenza lo hanno fatto onestamente'' (VIDEO)
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Roma, 3 apr. (Adnkronos) - "Molto è stato fatto e moltissimo resta da fare". Franco Gabrielli, prefetto dell'Aquila, uno degli uomini che, a partire dal 6 aprile di un anno fa, sono stati catapultati in pochi istanti sulla prima linea dell'emergenza terremoto e poi sul fronte della ricostruzione, traccia all'ADNKRONOS un bilancio di questi dodici mesi. "La mia preoccupazione - spiega - è quella di dire che da un lato questo anno non è trascorso invano, è stato denso di impegni e realizzazioni, ma tutti noi abbiamo la consapevolezza che per la dimensione e l'estensione del terremoto del 6 aprile, moltissimo resta da fare".

Il prefetto, che fino al 31 gennaio è stato anche vice commissario dell'Emergenza Abruzzo, elenca le priorità: "quelle immediate di concludere il ritorno delle famiglie e dei nuclei che sono ancora delocalizzati e ovviamente la partenza delle realizzazioni per quanto riguarda la ricostruzione vera e propria". Ma, aggiunge, "credo che la priorità delle priorità sia la questione economica".

"Vorrei dirlo una volta per tutte - prosegue Gabrielli - questo territorio non era l'Eldorado, non era un territorio fiorente dove i problemi non albergavano. Questo era un territorio già profondamente segnato e depresso e senza voler essere blasfemo, dico che il terremoto, un evento che tutti avremmo voluto non si verificasse mai, deve diventare un'opportunità".

Il prefetto Gabrielli, poliziotto di rango, con incarichi che vanno dalla guida della Digos per la Questura di Roma, alla direzione del servizio centrale antiterrorismo, alla direzione del Sisde, non nasconde il pericolo che l'"opportunità" che si prospetta agli abruzzesi con la ricostruzione, possa fare gola anche ad altri. "Nessuno ha mai negato, io per primo, la possibilità che soggetti o organizzazioni potessero essere in qualche modo essere interessati".

E se la prima fase, sul fronte delle possibili infiltrazioni della criminalità organizzata nel business della ricostruzione, "si è conclusa tutto sommato abbastanza positivamente", c'è ora "la preoccupazione per quello che avverrà, rispetto al fatto che molti soldi dovranno arrivare, molte opere dovranno essere realizzate; dobbiamo tenere la guardia molto alta". Ma il prefetto, "l'ho detto in epoca non sospetta", più che dalle infiltrazioni criminali vere e proprie, appare preoccupato dai "comitati di affari, perché anche quella dev'essere una preoccupazione e l'attenzione anche su questo fronte dev'essere molto alta".

Le polemiche, spesso preventive, per Gabrielli non devono cancellare quanto è stato fatto nei giorni immediatamente successivi alla tragedia e poi, ancora, nel corso di questi dodici mesi. "In questo Paese c'è sempre la capacità di farsi del male e di andare a cercare sempre e comunque le negatività e mai le positività - dice il prefetto - che ci siano persone di malaffare, nessuno è così ingenuo da non pensarlo, ma per fortuna, in questo Paese, c'è anche tanta gente che ha voglia di fare e di farlo onestamente. Io in massima parte ho visto questo film , se qualcuno ne ha visto un altro, me lo racconti e poi ci confronteremo".

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