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In difficoltà anche gli anziani privati dei loro abituali punti di riferimento

In aumento i casi di depressione e la vendita di psicofarmaci dopo il sisma

Medici davanti all'ospedale dell'AquilaMedici davanti all'ospedale dell'Aquila
ultimo aggiornamento: 03 aprile, ore 15:58
Roma - (Adnkronos) - Incremento di visite e richieste di psicoterapia al Dipartimento di Salute mentale dell'Aquila. Il direttore: ''Oggi più che mai il problema è legato soprattutto alla mancanza di futuro avvertita dalla popolazione''. E sottolinea: ''Gli aquilani hanno elaborato la perdita''. Rinasce l'ospedale dell'Aquila, recuperato al 90% a un anno dal sisma
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Roma, 3 apr. (Adnkronos) - Le macerie del terremoto 'pesano' ancora nella vita degli aquilani. E fanno male. A un anno dal sisma del 6 aprile, infatti, è aumentato il numero dei cittadini che si sono rivolti al Dipartimento di Salute mentale dell'Aquila per visite psichiatriche o per chiedere un aiuto psicologico. Non solo. Si è registrato un incremento nelle vendite di psicofarmaci, antidepressivi, ansiolitici, sonniferi, come conferma un'indagine condotta dall'ADNKRONOS fra le farmacie della zona.

Dopo il terremoto, "abbiamo osservato un aumento di casi di depressione, ansia, attacchi di panico, e disturbi nevrotici in genere. Un fenomeno che sta emergendo in tutta la sua drammaticità soprattutto negli ultimi mesi, e che ha comportato un aumento di visite psichiatriche e di richieste di psicoterapia presso il nostro Dipartimento. Un problema, oggi più che mai, legato soprattutto alla mancanza di futuro avvertita dalla popolazione", riferisce all'ADNKRONOS lo psichiatra Vittorio Sconci, direttore Dipartimento di Salute mentale del capoluogo abruzzese.

"Paradossalmente, al momento dell'emergenza, subito dopo il sisma - spiega lo psichiatra aquilano - abbiamo registrato un calo dell'afflusso di pazienti, da un lato perché le persone - come accade sempre nell'immediato di una catastrofe - erano prese a fronteggiare il disagio, soprattutto fisico, e dunque 'tiravano fuori' tutta la loro forza e il coraggio per rispondere all'emergenza; dall'altro perché molti non venivano più nel centro perché trasferiti sulla costa, o perchè assistiti direttamente dagli psicologi della Protezione civile o dai volontari che prestavano assistenza nelle tendopoli".

"Oggi però gli aquilani hanno elaborato la perdita e realizzato completamente cosa è accaduto", aggiunge lo psichiatra, precisando che "la stessa letteratura scientifica in materia descrive la comparsa dell'effetto boomerang a partire dai 6 mesi successivi alla catastrofe". Dunque, aggiunge, "i cittadini si trovano in un momento di grande confusione e insicurezza, dovuta soprattutto alla mancanza di informazioni, rassicurazioni e prospettive per il futuro, e non hanno più punti di riferimento o linee sulle quali basare le proprie certezze. Dunque hanno bisogno più che mai di un sostegno psicologico. E vengono da noi a chiedere aiuto".

"Quando i sintomi sono gravi e impediscono una vita accettabile - prosegue - si prescrive un trattamento farmacologico (soprattutto antidepressivi) da associare a una psicoterapia, nei casi meno gravi solo terapia psicologica". Ma quali sono le persone che si rivolgono al Dipartimento? "Più spesso si tratta di pazienti con precedenti psichiatrici i cui sintomi si riacutizzano ora, magari anche a distanza di 3-4 anni da un precedente episodio depressivo. Ma arrivano da noi anche molti anziani in stato confusionale, acuito soprattutto dal fatto che hanno dovuto cambiare casa, quartiere o addirittura paese, e dunque privati dei loro abituali punti di riferimento".

"Il problema più grave però, in questo momento - conclude - riguarda i giovani ai quali più che punti di riferimento fisici mancano punti di riferimento emotivi, prospettive future e vivono in una condizione di smarrimento".

L'aumento del disagio psicologico fra i terremoti si è tradotto anche in un incremento delle vendite di psicofarmaci, confermato dall'80% delle farmacie locali interpellate dall'ADNKRONOS. In particolare, i farmacisti hanno registrato vendite superiori alla media rispetto agli stessi periodi dell'anno precedente il sisma. Tra i medicinali più prescritti e acquistati: antidepressivi, ansiolitici, sonniferi e calmanti in genere.

"Dai dati in possesso delle farmacie comunali - riferisce Domenico Cesi, direttore della farmaci di Civita di Bagno - abbiamo osservato un certo aumento nella dispensazione di questi medicinali, con dei picchi registrati durante l'estate. Molte persone, soprattutto di età compresa fra 50 e 75 anni, durante i mesi di giugno, luglio e agosto, chiedevano ansiolitici per alleviare i sintomi dovuti alla 'sindrome di sismicità', fra i quali attacchi di panico, ansia, e sonniferi per riuscire a dormire di notte".

"Oggi notiamo soprattutto che i pazienti cronici, che già li usavano, hanno avuto un peggioramento, ma a questi si sono aggiunte tante altre persone. Quelle che sono ancora sulla costa o fuori città, stressate dall'allontanamento e dal pendolarismo a cui sono costrette, altre persone cadute in depressione per la perdita del lavoro e altre ancora proprio per il rientro a L'Aquila. Forse - ipotizza - fino a quando sono stati fuori non si sono completamente resi conto della situazione, ora si ritrovano, spaesati, in una città deserta, dove tutto è cambiato e nulla sarà come prima. E spesso crollano psicologicamente".

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