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Dopo la fiaccolata la messa solenne officiata dall'arcivescovo Molinari

L'Aquila si ferma, una fiaccolata per non dimenticare le sue vittime

La fiaccolata in piazza Duomo (Foto dal sito della Protezione Civile)La fiaccolata in piazza Duomo (Foto dal sito della Protezione Civile)
ultimo aggiornamento: 06 aprile, ore 17:38
L'Aquila - (Adnkronos/Ign) - Gli aquilani si sono ritrovati per ricordare le vittime del sisma che nella notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009 ha distrutto gran parte del centro storico della città e molti paesi vicini. Letti i nomi dei 308 morti, poi i rintocchi della campana della Anime Sante. Napolitano: "Ora stesso spirito di coesione per le sfide del Paese". Vigili del fuoco, il comandante Lupica: ''Ricordo il silenzio della città''. Il generale Lisi (Gdf): da Coppito si gestì la macchina dei soccorsi. L'Adnkronos in volo sulle aree del sisma (VIDEO). La distruzione dall'alto (FOTO)
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L'Aquila, 6 apr. (Adnkronos/Ign) - Una giornata dedicata al ricordo. Iniziata nella notte quando oltre 20mila persone si sono raccolte per le vie della città, ad un anno esatto dalla tragedia che tra il 5 e 6 aprile 2009 ha fatto oltre 300 morti e più di 1.500 feriti.

Alle 22 si è svolto il consiglio comunale straordinario, durante il quale sono stati letti i messaggi di Napolitano, nel quale si ringraziavano Vigili del fuoco, Protezione civile e volontari, e quello di Berlusconi. Il premier ha voluto sottolineare ''che nulla è cambiato nel coinvolgimento del Governo e dell’intero Paese nella vicinanza alla popolazione, nella condivisione della sofferenza che ha attraversato i cuori e le menti di tutti gli aquilani, nella solidarietà attiva ed operosa con i cittadini dei centri colpiti dal sisma''. Un messaggio fischiato da alcuni contestatori.

Poi, al via i cortei diretti in piazza Duomo. Qui, migliaia di aquilani, fiaccole e ceri in mano, si sono ritrovati per ricordare le vittime di quel 6 aprile di un anno fa. Nella piazza principale, alle 3.32, stessa ora in cui una scossa di 5,8 gradi della scala Richter ha distrutto la città, sono stati letti i nomi delle 308 vittime, quindi sono seguiti altrettanti rintocchi della campana delle Anime Sante. Dopo la commemorazione delle vittime c'è stata la messa solenne dell'arcivescovo Giuseppe Molinari nella Basilica di Collemaggio.

In mattinata, alle 9.30, il capo della Protezione Civile Guido Bertolaso ha deposto una corona in ricordo delle vittime in piazza 6 Aprile presso la Caserma della Guardia di Finanza di Coppito, quartier generale dei soccorsi del dopo-terremoto. Alle 11, la messa a San Sisto. Iniziative in programma anche nel pomeriggio: alle 15.32, il lancio di palloncini dei bambini aquilani con i loro messaggi scritti ai compagni persi nel terremoto. Alle 17.30, nella Chiesa di S. Maria del Suffragio, la celebrazione del Consiglio Regionale alla presenza dell'arcivescovo Molinari. Ancora, alle 18.45, il concerto nella Basilica di Collemaggio.

Il pensiero va, chiaramente, anche alla ricostruzione. I soldi del Governo ''attualmente stanno arrivando con il contagocce'', ha detto al Gr di Teleradiostereo il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente. ''In questo momento la mia preoccupazione non è legata ai soldi che attualmente ci sono per la ricostruzione delle case quanto alla certezza di un flusso che consenta una programmazione rapida - spiega Cialente - Inoltre manca uno stanziamento per la ricostruzione dei beni architettonici e monumentali, per i quali la valutazione del danno è di 3 miliardi e mezzo di euro".

Il sindaco di Roma Gianni Alemanno, presente alla commemorazione di questa notte, ha commentato i fischi indirizzati al messaggio di Berlusconi: "Io penso che valgano molto di più 10 mila persone silenziose e determinate che gruppi che manifestano la propria rabbia strillando e spesso portando con sé uomini e donne che non sono cittadini dell'Aquila".

Ad un anno dal sisma, anche il presidente della Camera Gianfranco Fini ha voluto esprimere la sua ''vicinanza alle famiglie delle persone che vi persero la vita, unitamente all'auspicio che tutto il Paese, istituzioni e società civile, prosegua nell'impegno volto a sostenere con tutti i mezzi la continuazione dell'opera di ricostruzione''.

Il leader dell'Idv Antonio Di Pietro va all'attacco. "L'Aquila trema ancora - ha scritto sul suo blog -. La situazione oggi, in quei luoghi, non è assolutamente risolta. I politici che hanno governato quest'anno sono gli unici responsabili del fatto che la popolazione della città si senta ancora abbandonata, che alcune famiglie vivano ancora in albergo, oppure ospiti da parenti e amici o, peggio ancora, in ripari di fortuna".

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