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Il Rapporto a un anno dal terremoto
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Save the Children: oltre 12mila i bambini colpiti dal sisma in Abruzzo
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ultimo aggiornamento: 06 aprile, ore 13:23
Roma - (Adnkronos) - Tre tende all'Aquila, Roma e Milano per ricordare le vittime. Sono 1.700 i bambini che finora sono stati seguiti e sostenuti dall'organizzazione nella fase di adattamento alle mutate condizioni di vita
Roma, 6 apr. (Adnkronos) - Tre tende - una all'Aquila una a Roma e una a Milano - per ricordare le vittime di quel 6 aprile in Abruzzo. Così Save The Children' lancia il suo rapporto "Abruzzo: un anno dopo il terremoto" nel quale vengono illustrati le necessità e le esigenze espresse dai bambini e dalle famiglie colpite dal devastante sisma. Sono stati 12.530 i minori colpiti dal terremoto, 1.700 sono stati quelli seguiti e sostenuti dall'organizzazione fino ad ora, in una fase di adattamento a mutate condizioni di vita.
Le tre tende vogliono simboleggiare il lavoro fatto e quello ancora in corso. Il 6 aprile sarà installata una tenda di Save the Children di fronte alla Basilica di Collemaggio (dalle 11 alle 13) dove i bambini e ragazzi avranno la possibilità di disegnare e lasciare un proprio messaggio a commento della giornata. E due tende verranno allestite anche a Roma (Piazza San Giovanni, dalle 10 alle 17) e a Milano (Piazza Cairoli, angolo Via Dante dalle 10 alle 17) dove sarà possibile vedere una mostra fotografica sull’emergenza del terremoto e le attività di aiuto di Save the Children in Abruzzo e in altri paesi colpiti da disastri naturali ed emergenze umanitarie.
Il mondo distrutto dal sisma e fondamentale per bambini ed adolescenti deve riconquistare i suoi spazi, piccoli e più grandi devono riavere opportunità di aggregazione per ricostruire amicizie, relazioni e un tessuto sociale che si è disgregato con la distruzione dei centri cittadini e la nascita delle "new town". Save the Children è intervenuto all'Aquila e nell'area limitrofa sin dalle ore immediatamente successive al sisma ed è ancora attiva al fianco di molti minori, con attività nelle scuole dell'aquilano e dei comuni della costa e il supporto a strutture aggregative sorte sul territorio, per un totale appunto di 1.700 bambini e adolescenti seguiti finora, grazia al generoso sostegno di privati ed anche di importanti aziende come la Sisal e Ikea.
Gli oltre 12 mila bambini colpiti dal sisma sono tornati nelle 72 scuole di nuovo operative dall'inizio dell'anno scolastico, una parte è rientrata nelle proprie abitazioni, o comunque in una casa sia che si tratti delle strutture dei Complessi Antisismici Sostenibili Ecocompatibili e sia se si tratti dei Moduli abitativi provvisori. Alcuni piccoli invece sono ancora in alberghi.
“Save the Children ha deciso di restare a fianco di questi bambini e adolescenti anche dopo la chiusura delle tendopoli e la fine della prima emergenza ”, spiega Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia. “Sono i bambini stessi in un certo senso che ce lo hanno chiesto attraverso i focus group e gli incontri di valutazione che abbiamo organizzato. La chiusura delle tende, - continua Neri - l’ingresso magari in nuove case ubicate in posti a loro non familiari, le scosse che continuano ad esserci costituiscono altrettante sfide. A ciò si aggiungono i sentimenti spesso non positivi degli adulti che pressati dai problemi della casa, del lavoro, possono trasmettere insicurezza, ansia e negatività ai bambini e ai ragazzi”.
Un ragazzo di 17 anni ha raccontato all'organizzazione che anche se sta bene ha ancora paura: "ho paura soprattutto quando ci sono delle scosse che in queste casette si sentono molto di più... La scuola non ci aiuta perché non si parla mai di quello che è successo, giusto all'inizio ci è stato chiesto di come abbiamo passato i mesi scorsi". Sono 1.200 gli alunni di 30 scuole di ogni ordine e grado e 30 i docenti coinvolti nel progetto di Save the Children: "Attraverso laboratori per gli studenti e percorsi formativi per gli insegnanti, il progetto offre strumenti e occasioni di rielaborazione e di narrazione di quanto vissuto durante e dopo il terremoto in un’ottica di continuità con le attività realizzate da Save the Children negli Spazi a misura di bambino allestiti nelle tendopoli”, conclude Neri.
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