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Secondo il segretario confederale della Fillea-Cgil, oltre il 30% dei lavoratori ha ammesso di non poter 'dichiarare' gli infortuni sul lavoro, per via delle pressioni delle imprese

Infortuni, Schiavella (Cgil): 'I dati Inail raccontano un'altra realta''

ultimo aggiornamento: 24 giugno, ore 15:33
Secondo il segretario confederale della Fillea-Cgil, oltre il 30% dei lavoratori intervistati per la ricerca dell'Ires ha ammesso di non poter 'dichiarare' gli infortuni sul lavoro, per via delle pressioni delle imprese
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Roma, 24 giu. - (Adnkronos/Labitalia) - ''I dati diffusi dall'Inail -dice Schiavella- darebbero una diminuzione degli infortuni, ma noi misuriamo, quotidianamente, una realta' diversa, e lo facciamo anche con questa ricerca, che dimostra come il 36% dei lavoratori intervistati afferma di non 'dichiarare' gli infortuni sul lavoro, per via delle pressioni delle imprese e per il sistema di irregolarita' complessivo in cui lavora. Quest'area grigia e sommersa, in assenza delle norme necessarie che chiediamo, rischia di aumentare''. Cosi' Walter Schiavella, segretario confederale della Fillea-Cgil, commenta con LABITALIA i dati Inail sugli infortuni sul lavoro nel 2008 a margine della presentazione della ricerca 'Il lavoro offeso. Il difficile percorso per il riconoscimento dei diritti delle vittime del lavoro nelle costruzioni', realizzata dai ricercatori dell'Ires con il sostegno del patronato Inca e del sindacato di categoria Fillea Cgil.


''Dall'indagine che presentiamo oggi -sottolinea Schiavella- emerge un'altra 'faccia' del problema degli infortuni sul lavoro, di cio' che accade dopo, che rischia di essere in stretta continuita' con quanto accade prima''. Infatti, secondo Schiavella, un 'filo conduttore' unisce l'infortunio sul lavoro e la fase successiva: ''A nostro avviso -continua Schiavella- manca un approccio complessivo al tema della sicurezza. Da una parte, infatti, assistiamo a un rischio di abbassamento del sistema normativo e sanzionatorio che interessa il Testo unico sulla sicurezza, in questi giorni in discussione in Parlamento e, dall'altra, l'assenza di qualsiasi norma tesa a garantire la regolarita' del lavoro e, con essa, la sua sicurezza''.

E a pagare i costi maggiori, sottolinea Schiavella, sono i lavoratori. ''I lavoratori, spesso, anche se per tutte queste cause si trovano da soli a dover affrontare il complesso percorso ad ostacoli per il riconoscimento dei loro diritti, dopo che l'infortunio l'hanno subito''. Per Schiavella, in conclusione, ''serve un approccio piu' ampio e integrato di tutto il sistema di assistenza pubblica, e anche da parte dell'Inail; e' necessario spostare l'attenzione dall'equilibrio dei bilanci alla tutela del lavoro''.

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