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'Senza pericolose confusioni fra politica e religione e in piena autonomia'
Nella foto (Adnkronos) il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
Napolitano, la presenza della religione ha dimensioni e valori pubblici
Nella foto (Adnkronos) il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano
ultimo aggiornamento: 16 giugno, ore 18:30
La sottolineatura viene dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso del ricevimento al Quirinale della delegazione dei partecipanti al summit dei leader religiosi in occasione del prossimo G8 all'Aquila a guida italiana
Roma, 16 giu. - (Adnkronos) - "Nella visione che ispira la Costituzione italiana, noi riconosciamo pienamente che il fatto religioso e la presenza religiosa hanno una dimensione pubblica e un valore pubblico". La sottolineatura viene dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, nel corso del ricevimento al Quirinale della delegazione dei partecipanti al summit dei leader religiosi in occasione del prossimo G8 all'Aquila a guida italiana.
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricercaIl capo dello Stato afferma con forza che "senza pericolose confusioni fra politica e religione, nella piena autonomia dell'una e dell'altra sfera, abbiamo bisogno di questo apporto".
Il capo dello Stato sottolinea che l'incontro dei leader religiosi riuniti nel summit in occasione del prossimo G8 "ha un rilevante significato, che non puo' sfuggire a nessuno", specie se si considera che "e' essenziale un ristabilimento di valori spirituali e morali, che sono stati largamente assenti dalle determinazioni di molti soggetti economici e politici" sfociate poi nella crisi economica e finanziaria che ha investito il mondo globalizzato.
Napolitano ricorda che "nel passato, le riunioni dei capi di Stato e di governo avevano luogo in formato piu' ridotto, con la partecipazione dei soli paesi all'epoca piu' industrializzati del mondo, possiamo dire dei soli paesi piu' ricchi, che rappresentavano -osserva- solo alcune componenti del mondo delle religioni. Oggi, invece, il panorama e' profondamente cambiato. Sotto l'egida del G8 si riuniranno ben piu' dei rappresentanti di otto paesi, perche' saranno 14 il secondo giorno e oltre una ventina il terzo giorno i capi di Stato e di governo, compresi i rappresentanti delle nuove economie emergenti e di grandi e popolosi paesi che stanno affermando il loro ruolo crescente sulla scena mondiale e che saranno presenti all'Aquila", compresi "i rappresentanti del continente maggiormente afflitto dallo sfruttamento, dalla poverta', dalle guerre e dalla fame: l'Africa".
Sottolinea Napolitano: "Verranno cosi' superati i limiti della partecipazione alle riunioni di capi di Stato e di governo nonche' i limiti di contenuto che caratterizzarono prima il G7 e poi le successive fasi del G8. Da un lato, e' ormai evidente -osserva- che per la crescita dell'economia mondiale non bastano piu' le intese fra pochi grandi paesi industrializzati: viviamo nell'era del mondo globale e la crisi economica e finanziaria che ha investito il mondo nella sua globalita', al di la' dei confini nazionali e dei continenti, dimostra che si puo' garantire lo sviluppo e il progresso mondiale solo attraverso uno sforzo congiunto, che riunisce le energie del numero piu' grande di paesi di tutti i continenti"-
In tal senso, "non c'e' prospettiva e non c'e' sviluppo per i paesi appartenenti a tutti i continenti, se non si riesce a riaffermare e riformulare grandi valori di convivenza, di dialogo, di rispetto delle diversita', di collaborazione pacifica" accanto alla conferma dei "valori di liberta', responsabilita' e solidarieta'". Perche', ribadisce ancora una volta Napolitano, "sentiamo che in questa crisi economico-finanziaria globale, sono in gioco grandi scelte e grandi valori" e nel "mettere in atto tutti gli sforzi per superarla" non si puo' non rendersi conto che "e' essenziale un ristabilimento di valori spirituali e morali, che sono stati largamente assenti dalle determinazioni di molti soggetti economici e politici".
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