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Si conclude oggi il IV vertice dei leader religiosi a Roma
Nella foto Adnkronos, un momento del summit interreligioso
G8 leader spirituali, necessari valori etici per risolvere crisi mondiali
Nella foto Adnkronos, un momento del summit interreligioso
ultimo aggiornamento: 17 giugno, ore 19:07
Recessione economica, migrazione, proliferazione nucleare e terrorismo sono tra i temi trattati oggi durante il summit. Obiettivo finale, proporre idee pratiche da mettere sul tavolo dei capi di Stato che si riuniranno a luglio per il G8 a L'Aquila, prima fra tutte la necessita' di un nuovo paradigma spirituale
Roma, 17 giu. - (Adnkronos/Aki) - Crisi economica, migrazione, proliferazione nucleare e terrorismo sono i temi trattati oggi nelle prime sessioni della seconda e conclusiva giornata del IV vertice dei leader religiosi, organizzato presso il ministero degli Esteri, a Roma. L'obiettivo finale del summit, come sottolineato da Din Syamsuddin, capo della Muhammadiya, e' "quello di proporre idee pratiche da mettere sul tavolo dei capi di Stato" che si riuniranno in occasione del G8, dall'8 al 10 luglio, a L'Aquila.
non ci sono tag per la questa notizia, prova con la ricercaNel corso del vertice, i leader spirituali, in rappresentanza di tutte le denominazioni religiose (cristiani, musulmani, ebrei, buddisti, zoroastriani e induisti), hanno ribadito la necessita' di lanciare un nuovo paradigma spirituale che porti a una condivisione dei valori universali, viste le crisi globali che mai come in questo momento colpiscono l'umanita'. Questa necessita' e' emersa in particolare dalle parole di Maria Voce, presidente del movimento dei Focolari, la quale ha sottolineato che "le crisi in se' negative possono rappresentare un'opportunita' per intervenire", a patto che le Nazioni attuino "scelte coraggiose e forti".
Voce ha poi indicato quella che, a suo parere, e' "la maggiore minaccia alla pace e alla sicurezza", ovvero "la diseguaglianza economica", per correggere la quale "serve una maggiore equita' nella distribuzione delle risorse". Proprio il tema della crisi economica e' stato al centro di numerosi contributi che hanno portato i leader religiosi al dibattito. William Wendley, segretario generale della Conferenza Mondiale delle Religioni per la Pace (Wcpr), parlando a proposito della recessione globale, ha sottolineato la necessita' di "lanciare un nuovo patto finanziario che abbia nuovi principi di base", primo tra tutti quello della partecipazione di tutti gli individui al nuovo sistema.
Wendley punta il dito contro "la mancanza di regole" del sistema finanziario e delle banche off-shore, "all'interno delle quali marcisce il triplo del denaro destinato ai Paesi in via di sviluppo" e propone di portare al G8 una proposta per incrementare i finanziamenti agli Stati piu' poveri". Una critica al sistema economico attuale e un invito a "riportare l'uomo al centro delle politiche economiche e sociali", e' giunto dal rabbino Giuseppe Saras, il quale, sottolineando come "il valore dell'uomo sia fondamentale", ha dichiarato che "gli uomini non sono monete tutte uguali e che "bisogna diffondere una cultura della spiritualita'".
Altro tema sul quale si e' abbondantemente dibattuto e' quello legato al concetto di "sicurezza condivisa" e la lotta alla proliferazione nucleare. In particolare su questi argomenti e' intervenuto Nikolaus Schneider, rappresentante della chiesa evangelica di Rhineland (Germania), il quale ha spiegato che in questi tempi non dobbiamo rapportarci al termine "sicurezza inteso come corsa agli armamenti", ma e' necessario allargare le nostre vedute al concetto di "sicurezza condivisa, che estende il significato del termine ai bisogni primari dei popoli".
Su quest'argomento sono intervenuti anche Leonid Kishovsky, rappresentante del Wcpr e Homi Dhalla, rappresentante della comunita' zoroastriana dell'India che, riferndosi al suo Paese, ha dichiarato che "disoccupazione, poverta' e disuguaglianza sociale sono alla base del terrorismo. L'India - ha continuato Dhalla - oggi e' diventata terreno fertile per il reclutamento dei terroristi e la causa principale di cio' e' l'esplosione demografica".
Sulla proliferazione nucleare si e' concentrato, invece, l'intervento di Gijun Sugitani, rappresentante giapponese del buddhismo 'Tendai', il quale ha dichiarato che la corsa agli ordigni atomici "non deve essere permessa da noi leader religiosi" e il fatto che gli Stati proseguano nel loro armamento "significa che non siamo ancora abbastanza forti". Sugitani ha poi espresso preoccupazione per quanto sta avvenendo in Corea del Nord e ha invitato la platea di religiosi a "battersi per l'abolizione delle armi nucleari che potrebbero distruggere la Terra".
Un appello ai Capi di Stato che parteciperanno al G8 e' stato rivolto, infine, da Gerard Defois, arcivescovo di Lille, il quale ha parlato di cinque punti, a suo parere fondamentali, che dovranno essere contenuti nel documento finale che sara' poi presentato ai potenti della Terra in occasione del summit di luglio a L'Aquila.
I cinque punti elencati da Defois riguardano "la necessita' per i leader politici di occuparsi delle anime delle persone e non solo delle loro soddisfazioni materiali, ricordare loro gli 'obiettivi del millennio' stabiliti nel 2008, occuparsi del fenomeno migratorio, rispettare la vita umana e condannare la guerra". Il documento finale, dopo un'attenta analisi del comitato redattore formato da alcuni religiosi che hanno partecipato al summit, sara' presentato stasera al termine dei lavori del vertice.
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