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Cinema: Salmy, un film sulle donne per narrare il Marocco della tradizione
ultimo aggiornamento: 13 novembre, ore 17:04
Roma, 13 nov. - (Adnkronos/Aki) - Ha gia' suscitato la veemente reazione dei politici piu' conservatori del suo Paese, il nuovo film del regista marocchino, Aziz Salmy, intitolato 'L'amore velato', in questi giorni nelle sale di Roma nell'ambito del Medfilm Festival, manifestazione cinematografica internazionale della capitale che promuove il dialogo culturale tra i Paesi che si affacciano sul Mediterraneo. "Ho voluto parlare delle donne trentenni, in carriera e moderne che, tuttavia, sono sempre legate ai condizionamenti della societa' in cui vivono", afferma Salmy in un'intervista ad AKI - ADNKRONOS INTERNATIONAL. "La protagonista del film - aggiunge - fa una scelta di liberazione dalla tradizione, che alla fine si rivelera' sbagliata". Batoul, questo il nome della protagonista, si innamora dell'affascinante Hamza. Fortemente credente, Batoul, decidera' di portare avanti la sua gravidanza fuori dal matrimonio, noncurante dello scandalo.
"Ogni volta che uno fa una provocazione, che si tratti di fatti di politica, economia, societa', e' facile che esca uno scandalo", spiega Salmy. "In questo caso specifico - aggiunge - c'e' anche dietro il dramma delle donne di 30 anni che arrivano a quest'eta' e si rendono conto di non aver trovato ancora un marito". Salmy in patria viene considerato 'l'Almodovar del Marocco' per il suo modo di stare dietro la macchina da presa, molto simile a quello del regista spagnolo. "Il paragone con Almodovar e' molto bello pero' abbiamo un modo diverso di girare - dichiara il regista marocchino - sento di ispirarmi piuttosto al cinema italiano degli anni '60 e '70, tanto che molti mi hanno avvicinato a Ettore Scola perche' faccio un cinema intimista".
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