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''Non sono tentato dalla presidenza di Confindustria''

Crisi, Scaroni: ''Italia meglio del previsto. Scuola, P.a. e lavoro i nodi per crescere''

ultimo aggiornamento: 25 agosto, ore 19:26
Rimini - (Adnkronos) - L'ad di Eni nel suo intervento al meeting: ''Il governo e Tremonti hanno fatto le cose giuste e evitato suggerimenti sbagliati''. Per questo, ''nel gregge dell'Europa non solo noi non siamo più la pecora nera ma anzi siamo nel gruppo di testa''
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Rimini, 25 ago. (Adnkronos) - "L'Italia è entrata nella crisi internazionale con una maggioranza di governo forte che ha sostenuto una politica economica severa e senza tentennamenti. Il ministro Tremonti in questi due anni difficili ha fatto le cose giuste, e, soprattutto, ha evitato di fare le cose sbagliate che tanti gli suggerivano". Cosi' l'ad di Eni Paolo Scaroni, nel suo intervento al meeting di Rimini, traccia le ragioni per cui l'Italia "se la sta cavando meglio di quanto avremmo sperato anche noi ottimisti" in questa crisi economica.

Scaroni attribuisce la performance a "tre caratteristiche" della nostra economia, ovvero "la ricchezza delle nostre famiglie fatta di risparmi e di diffusa proprietà di casa; il provincialismo delle nostre banche che le ha tenute al riparo da scorribande finanziarie; infine la manifattura".

"Il combinato delle caratteristiche della nostra economia e della gestione efficace della crisi ha fatto sì - osserva Scaroni - che nel gregge dell'Europa non solo noi non siamo più la pecora nera ma che anzi siamo nel gruppo di testa".

I nodi cruciali per tornare a crescere, sottolinea, sono formazione, pubblica amministrazione e lavoro. Per quanto riguarda la scuola, in particolare, Scaroni evidenzia come "dobbiamo essere capaci di toglierci di dosso gli ultimi residui di quella cultura egualitarista figlia del '68, sviluppatasi nell'economia ancora chiusa negli anni '70 e '80, che voleva livellare tutti verso il basso e che, per 30 anni, ha reso quasi impossibile premiare i migliori, penalizzare i furbi, mettere al centro della nostra società l'individuo, la famiglia, per costruire quell'Italia che tutti vogliamo". Cambiare la scuola, dunque, ma anche riformare l'università, eliminando la "pletora di sedi, con innumerevoli corsi di laurea". Scaroni evidenzia come, in base all'esperienza di Eni, i laureati stranieri siano più preparati di quelli italiani.

Rispetto alla pubblica amministrazione, "essa - sottolinea l'ad - rappresenta l'esempio più evidente di quel garantismo malsano teorizzato e tradotto in norme e accordi sindacali negli anni '70 e non si può dire che il mondo delle imprese ne sia immune".

L'ad di Eni ha poi fatto sapere di non essere tentato dalla presidenza di Confindustria. Lo ha confidato ai cronisti a margine del meeting, osservando che si tratta di un ruolo in "totale contraddizione" con il suo attuale. Rispetto a Eni, a chi gli domanda se pensa a un nuovo mandato, "ho un contratto per il quale devo essere disponibile. Al limite sarà chi me lo da' che deve decidere".

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