Tremonti e l'austerità di Berlinguer, lo scritto del '77 (Scheda)
ultimo aggiornamento: 25 agosto, ore 20:26
Roma, 25 ago. (Adnkronos) - Tremonti cita Berlinguer. E lo fa per evidenziare il concetto dell'austerita' e sostenere che "un aggiornamento sulla responsabilita' nelle politiche di bilancio e' la base politica di riflessione". Il riferimento e' al tema che lo storico leader comunista ha sviluppato a meta' degli anni Settanta. 'Austerita', occasione per trasformare l'Italia', recitava il titolo di un famoso scritto del '77 dell'allora segretario del Pci. Del resto, gia' nelle sue conclusioni al convegno degli intellettuali del 15 gennaio 1977, Berlinguer sostenne la necessita' di abbandonare ''l'illusione che sia possibile perpetuare un tipo di sviluppo fondato su quella artificiosa espansione dei consumi individuali che e' fonte di sprechi, di parassitismi, di privilegi, di dissipazione delle risorse, di dissesto inanziario''.
Nel 1983, al sedicesimo congresso del Pci, in un discorso che per molti aspetti rappresento' il suo testamento morale e politico, il leader comunista torno' sui temi dello spreco, del consumo e del declino: ''la societa' capitalistica contemporanea ha prodotto e produce sempre piu' un inaridimento dell'uomo… una spinta esasperata al consumismo individuale, alla avidita' di denaro, di successo, di potere, considerati il fine primo dell'esistenza umana''.
Di fronte a queste tendenze, come sostiene lo storico Paul Ginsborg, Berlinguer propose una nuova austerita', concepita non in termini di un angusto puritanesimo, ma come l'accettazione generale del bisogno di invertire le principali tendenze della societa' moderna, eliminando le distorsioni piu' vistose. L'austerita' era ''rigore, efficienza, severita''', ma mirava a creare ''una societa' piu' giusta, meno diseguale, relativamente piu' libera, piu' democratica, piu' umana''.
Nel 1983, al sedicesimo congresso del Pci, in un discorso che per molti aspetti rappresento' il suo testamento morale e politico, il leader comunista torno' sui temi dello spreco, del consumo e del declino: ''la societa' capitalistica contemporanea ha prodotto e produce sempre piu' un inaridimento dell'uomo… una spinta esasperata al consumismo individuale, alla avidita' di denaro, di successo, di potere, considerati il fine primo dell'esistenza umana''.
Di fronte a queste tendenze, come sostiene lo storico Paul Ginsborg, Berlinguer propose una nuova austerita', concepita non in termini di un angusto puritanesimo, ma come l'accettazione generale del bisogno di invertire le principali tendenze della societa' moderna, eliminando le distorsioni piu' vistose. L'austerita' era ''rigore, efficienza, severita''', ma mirava a creare ''una societa' piu' giusta, meno diseguale, relativamente piu' libera, piu' democratica, piu' umana''.




























