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Ospite del Meeting

Maroni: "C'è un piano per far fuori Berlusconi. Dal vertice chiarezza"

Roberto Maroni (Adnkronos)  Roberto Maroni (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 25 agosto, ore 20:22
Rimini - (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Interno parla delle prospettive di governo: "Senza maggioranza certificata, subito nuove elezioni". Dal summit di oggi si aspetta che venga assunta una "strategia". E si smarca sull'Udc: "Bossi ha parlato chiaro". Immigrati: "Le critiche? Non mi interessano". Pdl-Lega, attesa per il vertice. Sul tavolo il nodo dei centristi
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Rimini, 25 ago. (Adnkronos/Ign) - Il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, non è sicuro che la situazione si possa ricomporre, e anzi crede che ci sia in atto una operazione per mettere Silvio Berlusconi fuori gioco. A chiarirlo lo stesso ministro a margine del Meeting di Rimini. "Io non sono certo -dice infatti- che si riesca a ricomporre la situazione. Credo anzi che ci sia un'operazione in corso per far fuori Berlusconi e dobbiamo capire come muoverci".

"Non c'è un complotto -sostiene Maroni- ma un progetto, pur legittimo che a me non piace, sostenuto da molti per concludere il lungo e utile periodo di guida di Berlusconi, il cosiddetto berlusconismo e sostituirlo con qualcosa d'altro". Nulla di nascosto, dice, nulla che accada negli scantinati ma "un progetto che viene scritto sui giornali" e che Maroni intende contrastare. "Io e la Lega siamo contrari e riteniamo che se passa questo progetto il governo cade. Non può governare -chiosa- chi ha perso le elezioni. Altrimenti c'è molto di palazzo romano e poco di democrazia".

"La Lega -ricorda Maroni- le sue indicazioni le ha già date: se non c'è una maggioranza che venga certificata, bisogna andare subito a nuove elezioni". E si smarca quando i cronisti gli domandano dell'ipotesi apertura all'Udc."Bossi ha parlato chiaro", sottolinea Maroni senza aggiungere altro.

Dal vertice di oggi a Villa Campari il ministro si aspetta che "si prenda una decisione chiara sulle mosse da fare nei prossimi giorni della settimana, che saranno decisivi". In particolare Maroni spiega di attendersi che venga assunta nel corso del summit "una strategia che significa sapere cosa fare nel caso accada una certa cosa, o che cosa fare nel caso ne succeda un'altra, per evitare di trovarci impreparati, qualunque cosa sia quello che succederà".

Passando allo spinoso capitolo immigrazione soprattutto dopo le polemiche sorte in seguito alle sue dichiarazioni, l'esponente della Lega dice che alle critiche è "abituato" sottolineando poi come vi siano soggetti che devono gestire il fenomeno dell'immigrazione rom, ma non lo stanno facendo, "ovvero l'Unione europea".

In passato, aggiunge, "ho avuto critiche ben peggiori da Famiglia Cristiana: un anno e mezzo fa mi hanno definito Hitler e sono stato costretto a sporgere querela perché, francamente, non era una critica ma una serie di insulti". Le critiche "non mi fanno né caldo né freddo. Sono convinto -spiega Maroni- che le azioni che abbiamo fatto e che stiamo facendo non solo sono nel solco della normativa europea, ma sono anche utili per una migliore convivenza. Continueremo -assicura - in questa direzione".

In particolare, Maroni si dice "d'accordo" riguardo alla necessità espressa dal presidente romeno circa la opportunità di un piano di integrazione europeo. "Noi abbiamo preso -ricorda- una serie di iniziative nei due anni passati sui campi rom abusivi, regolarizzando situazioni che erano di vergogna per un paese civile".

"C'è una direttiva europea che riguarda le condizioni per cui i cittadini europei possono stabilirsi negli Stati membri. E' la direttiva 38 del 2004. Vogliamo -ribadisce- applicare con rigore questa direttiva che è europea. Il governo si è mosso e si muoverà sempre nell'ambito delle norme europee" assicura infine Maroni, facendo presente che "chi dice il contrario è in malafede oppure non sa di cosa parla".

E conclude il suo intervento, applauditissimo, ricordando che gli immigrati clandestini minori "vengono presi in carico dal sistema Italia che li accoglie e li tiene anche quando avrebbe il diritto di rimpatriarli. Nessun altro paese lo fa".

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