''Vedremo in Parlamento se Fli è fedele al Governo, se no ricorso alle urne''
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Pdl in fermento, Matteoli: ''Fini dica se è d'accordo con Bocchino''
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ultimo aggiornamento: 25 agosto, ore 15:52
Rimini - (Adnkronos/Ign) - Il ministro alle Infrastrutture e Trasporti al Meeting: ''Con l'Udc credo che si debba provare. E' stato per 14 anni con noi, quindi sarebbe un ritorno a casa''. Il leader di Alleanza per l'Italia, Francesco Rutelli: ''Capisco la preoccupazione di Bocchino per la forza del Carroccio''. Lunedì la seconda giornata del Meeting con il ministro del Welfare, Maurizio Sacconi
Rimini, 24 ago. (Adnkronos/Ign) - Fini chiarisca se è d'accordo con Italo Bocchino rispetto alla proposta lanciata ieri dall'esponente di Fli ad allargare il Governo a Udc, Api e delusi del Pd. Lo chiede il ministro alle Infreastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, intervenendo oggi al margine del Meeting di Rimini. Dopo avere spiegato di aver trovato "curiosa" l'idea di Bocchino, infatti, Matteoli spiega che "la mia curiosità si allarga fino al punto di chiedere se l'onorevole Fini la condivide questa proposta, perché sennò si può pensare che il leader di questo nuovo gruppo non è più Gianfranco Fini, ma Italo Bocchino".
E con l'Udc "credo che si debba provare. L'Udc è stato per 14 anni con noi. Quindi sarebbe un ritorno a casa. L'elettorato dell'Udc guarda al centrodestra, sicuramente non guarda a sinistra. Quindi mi pare che questo tentativo si debba fare" dice convinto il ministro Matteoli.
Rispetto ai finiani, invece, spiega: "Il documento che è uscito dal vertice in 5 punti sarà portato all'attenzione del Parlamento e vedremo se questo nuovo gruppo lo voterà o meno. Ho ascoltato con attenzione quello che ha detto Della Vedova durante il dibattito su Caliendo e siccome ha detto che il bipolarismo non si tocca, che non vogliono costruire un nuovo grande centro e sono fedeli al programma elettorale che è stato presentato dal centrodestra, se queste parole hanno una conseguenza di buon senso significa che approveranno il documento e, quindi, metteranno in condizione il Governo di potere andare avanti, altrimenti c'è il ricorso alle urne".
Di sicuro, ammette, c'è attesa e curiosità per quello che Gianfranco Fini dirà a Mirabello, l'appuntamento annuale che si terrà nella provincia di Ferrara e che sarà quest'anno la festa di Futuro e libertà. "Mirabello - ricorda - era un nostro appuntamento importante, la ripresa dell'attività politica". Ora "aspettiamo cosa l'onorevole Fini, che è molto silenzioso in questi ultimi tempi, dirà. Siamo tutti molto curiosi di sentire se si riconosce nelle cose che i più moderati del suo gruppo hanno detto o se si riconosce nei meno moderati, che in questi giorni hanno buttato benzina sul fuoco anzi che ricercare accordi".
Inoltre, ha riconosciuto Matteoli parlando dell'altro alleato dell'esecutivo, "non c'è un atto in questi due anni in cui la Lega non si sia riconosciuta nell'azione di Governo". In particolare, il ministro evidenzia come il partito di Umberto Bossi "ha due tipi di comportamento: uno al Nord, in Padania, dove sta sul territorio e fa propaganda; uno a Roma, dove rispetta gli impegni che ha preso. Si è comportata correttamente. Non ho nulla da eccepire alla Lega". Certamente, fa notare, "c'è un confronto come è giusto che sia anche all'interno del Cdm, ma poi si è sempre trovata la sintesi. Non si è votato mai nel Consiglio dei ministri. Quindi a Roma - conclude Matteoli - il comportamento è responsabile e in coerenza con il programma sottoscritto".




























