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Beretta: "Riflettere su modello spagnolo, con vivai e talenti stranieri''

ultimo aggiornamento: 12 luglio, ore 18:01
Roma - (Adnkronos/Ign) - Per il presidente della Lega Calcio di Serie A, ospite del Salotto dei Mondiali non servono logiche protezionistiche ma un mix tra "giovani e maestri stranieri".
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Roma, 12 lug. - (Adnkronos/Ign) - ''C'è sempre da imparare, dobbiamo fare una riflessione sul modello spagnolo''. La Spagna campione del mondo può diventare un punto di riferimento per il calcio italiano. Ne è convinto Maurizio Beretta, presidente della Lega calcio di Serie A, ospite del 'Salotto dei Mondiali - Speciale Sudafrica 2010' in onda su www.adnkronos.com.

''La Spagna ha coniugato la grande attenzione vivai con la massima apertura a talenti e campioni internazionali. E' piu' facile far crescere i talenti se questi hanno vicino grandi campioni. Senza adottare logiche protezionistiche, è più semplice avere tanti maestri di grande classe'', dice Beretta. ''Il sistema del calcio italiano è andato avanti e ha raggiunto risultati solo ed esclusivamente sulle spalle dei presidenti che hanno investito e ci hanno messo la faccia, nonostante tutte le difficoltà sistemiche affrontate di volta in volta -aggiunge-. Dobbiamo avere un'attenzione diversa nei confronti del calcio professionistico: fare business in questo ambiente è molto più complesso''.

La riduzione degli extracomunitari tesserabili da altre federazioni è una ''misura di facciata'' e una ''forzatura'', aggiunge il presidente della Lega Calcio di Serie A, criticando la decisione adottata dal Consiglio della Figc. Con il voto contrario della Lega, il numero degli extracomunitari è stato ridotto da 2 ad 1. ''La decisione è stata adottata a mercato aperto, lo strappo è stato assolutamente immotivato'', evidenzia.

Se tutte le società coinvolte avessero utilizzato le possibilità offerte dalla norma in vigore fino a pochi giorni fa, il numero degli extracomunitari sarebbe aumentato di 12 unità: pensare che questo possa fare la differenza e' una presa in giro''. ''Il Coni -dice allargando il discorso al Comitato olimpico nazionale- ha una linea di tendenza da 8 anni, è difficile capire cosa sia precipitato così rapidamente''. In generale, dice Beretta, ''ci vorrebbe molta più sensibilita''' nei confronti del calcio professionistico. ''Noi siamo una risorsa fondamentale per il calcio italiano, redistribuiamo alle altre componenti il 10% dei diritti tv, circa 100 milioni di euro. La capacità di generare risorse è attorno a 1,5 mld. Messi in condizioni di competere in condizioni normali, potremmo generarne di più, con beneficio anche per le altre componenti''.

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