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Crisi e multicanalità, internet continua a crescere ma tornano in auge i media tradizionali
ultimo aggiornamento: 03 dicembre, ore 13:17
Roma - (Ign) - La necessità di risparmiare sta spingendo una parte della popolazione a passare più tempo in casa. Spesso si tratta di persone con abitudini tradizionali e questo, prevede il commercial director di Nielsen Cetti Galante, potrebbe far aumentare il tempo passato davanti alla televisione, fenomeno che si affiancherebbe a quello ormai consolidato di crescita di internet e delle nuove tecnologie. E a riscoprire una seconda giovinezza potrebbe essere anche il punto vendita, che potrebbe riprendere ad avere una forte centralità nelle scelte, consentendo di toccare e valutare l’oggetto da comprare
Roma, 3 dic. (Ign) – Sempre più italiani fanno colazione, aperitivo e feste in casa invece che in bar e locali. Un comportamento dettato dalla necessità di risparmiare in un periodo di crisi e che, con tutta probabilità, porterà a degli scenari insoliti in quello che è il fenomeno della multicanalità. “Sembra una banalità, ma è un fenomeno abbastanza forte”, afferma la commercial director di Nielsen Cetti Galante che, intervistata da Ign, testata on line del gruppo Adnkronos, indica una serie di categorie che di questo fenomeno ne hanno beneficiato. “I biscotti, o tutti i classici prodotti della prima colazione, ad esempio. Aumenta il loro consumo perché più gente fa colazione in casa. Così come la tendenza a fare molti più aperitivi in casa, party, feste di bambini, che permette la crescita di tutta una serie di categorie, come i piatti di carta e le decorazioni, lo stesso per le torte, le pizze: si fanno di più a casa, e cresce la farina, il burro, crescono le basi di pasta fresca e i preparati per torte.
“Una tendenza generale”, afferma quindi Cetti Galante che porta a un punto di discontinuità con quanto emerso lo scorso anno dall’Osservatorio Multicanalità. Perché se nel 2008 a crescere erano stati soprattutto internet e i nuovi media, nel corso del 2009, “con tutta probabilità ci saranno dinamiche interessanti. Mi aspetto più gente che guarda la televisione, facendoci assistere a una polarità di fenomeni. Da una parte l’evoluzione fisiologica della popolazione – illustra il commercial director - che sempre di più si avvicina alle tecnologie, dall’altra la ripresa dei mezzi classici come la televisione”. Sarà quindi interessante, aggiunge Cetti Galante, “vedere come cambia la mappa della popolazione in questo senso, perché paradossalmente la crisi e dunque lo stare più in casa potrebbe andare nuovamente a nutrire anche una serie di mezzi più classici, come la tv. Questo fenomeno sarà da osservare da vicino”.
Ma non solo. Perché oltre ai media tradizionali potrebbe riscoprire una seconda giovinezza il classico punto vendita. “Questo perché mi aspetto che in uno scenario di crisi ci sia un bisogno di concretezza, un bisogno di toccare, girare per il punto vendita, fare paragoni toccando i beni, realizzando dunque il famoso rapporto qualità prezzo ottimale che si fa generalmente manipolando il bene che voglio acquistare”. Un fenomeno che, prosegue la Galante, “riporterà il punto vendita a una centralità molto importante”. Un cambiamento che potrebbe anche andare a modificare i comportamenti dei reloaded, quegli utenti “punta di diamante” della mappa che ha tracciato l’Osservatorio Multicanalità: la persona realmente multicanale che si informa ovunque utilizzando tutti i mezzi in modo integrato. E infatti possibile, prevede Cetti Galante, che “andranno anche loro un po’ di più nel punto vendita, spostando il proprio asse proprio sul ‘toccare e vedere’ in maniera concreta”. Anche se, ci tiene a precisare, “non so quanto questo si vedrà con l’edizione dell’Osservatorio 2009. Probabilmente si vedrà con l’edizione 2010, che coglierà l’ultima coda della crisi, quella che ha iniziato a toccare anche le persone più alto reddito, i reloaded dunque".
Un altro aspetto che l’Osservatorio Multicanalità 2009 affronterà, illustra poi Cetti Galante, è quello legato al settore dell’energia. “E’ un mercato che si sta liberalizzando, per cui è interessantissimo da osservare. Spero colga – auspica - le opportunità date dalla comunicazione multicanale”. “Dai primi nostri dati sul settore Energia, ancora non incrociati con quelli sulla multicanalità, si vede – anticipa - che c’è una popolazione anziana che ha più inerzia nel cambiamento del fornitore di energia. E c’è invece una popolazione più giovane, come le coppie che mettono su casa per la prima volta, che fanno davvero un’analisi comparata delle offerte e vanno a scegliere con i nuovi criteri del mercato libero. Fanno veramente una comparazione delle nuove offerte, cosa che un utente già consolidato tendenzialmente non fa, anche solo per pigrizia”. Un’opportunità quindi per le aziende che operano nel settore: “Nel momento in cui le aziende dell’energia vorranno davvero mettere in atto una comunicazione multicanale – conclude - questo studio sarà utilissimo, perché consentirà di capire quale tipologia di utenza si avvicinerà per prima a una comunicazione integrata per orientarsi meglio ”.




























