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Gli stipendi sono ancora minori nella ex Rdt rispetto ad ovest

Staadt: ''Nessuno tedesco dell'Est rivorrebbe il Muro ma c'è nostalgia di uguaglianza''

ultimo aggiornamento: 01 novembre, ore 18:16
Berlino - (Adnkronos) - L'accademico della Freie Universitaet: ''Molti sono scontenti dei cambiamenti avvenuti dopo il crollo, si aspettavano molto di più''. Ma sottolinea: ''Al di là dei problemi siamo in una buona situazione se facciamo il paragone con paesi come la Romania, la Polonia o l'Ungheria''
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Berlino, 1 nov. (Adnkronos) - Molti nell'ex Rdt affrontano il ventesimo anniversario con un senso di nostalgia. Non del Muro, che nessuno può rimpiangere ma di un società più ugualitaria. Così Jochen Staadt, accademico presso la 'Forschungsverbund SED-Staat' della Freie Universitaet di Berlino, analizza, parlando con l'ADNKRONOS, la situazione nella Germania di oggi, ed in particolare in quella ex comunista, venti anni dopo il crollo del Muro di Berlino.

"Nessuno tedesco vissuto fino al 1989 nella Rdt vorrebbe riavere il Muro, nessuno tornerebbe a quel sistema politico. Ma molti rimpiangono una società più ugualitaria e la maggior parte di loro, quando i nostri colleghi vanno sul campo a fare inchieste, definisce il valore dell'uguaglianza più importante di quello della libertà, a differenza di quanto fanno i loro connazionali che non sono vissuti dietro il Muro tra il 1961 ed il 1989. Questa nostalgia testimonia le difficoltà in cui si sono trovate alcune generazioni di tedeschi orientali in questi 20 anni".

Staadt riparte proprio dalla sera del 9 novembre 1989, per darne il suo ricordo personale: "Mi era venuto a trovare un vecchio amico che per la prima volta dopo la guerra voleva tornare a visitare il quartiere di Berlino est in cui era nato. Era un architetto, che dopo il 1945 si era stabilito a Duesseldorf. Eravamo a cena al ristorante ed abbiamo sentito la notizia dell'annuncio fatto da Guenther Schabowski sulle nuove disposizioni per i viaggi. Quando siamo usciti, alle 10, abbiamo visto le Trabant con la gente che ci chiedeva da che parte era Kurfuerstendamm", la via dello shopping di Berlino.

"Le generazioni cresciute dopo il crollo del Muro - afferma Staadt ripercorrendo le trasformazioni della società tedesca in questi venti anni - si sono perfettamente integrate, non si vedono differenze. Nei primi anni dopo la riunificazione ad esempio gli studenti provenienti dalle due parti del paese si distinguevano, i tedeschi orientali erano riconoscibili. Ora non è più così, loro non sentono differenze''.

Ma la situazione è diversa per le generazioni precedenti. "Molti sono scontenti dei cambiamenti avvenuti dopo il crollo del Muro, si aspettavano molto di più. Bisogna anche ricordare - prosegue - che la SED (il partito comunista tedesco orientale) aveva 2,3 milioni di iscritti, molti lo facevano per convenienza, per il lavoro, ma molti anche erano convinti che la Rdt fosse migliore della Rft, la Germania ovest, non dal punto di vista del progresso economico compiuto, ma perché aveva risolto problemi che mettevano in relazione con il lato negativo del capitalismo. Molti di questi sentono di 'aver perso casa', non hanno più il paese ed il partito. E non è un caso che in quelle regioni il 25-30 per cento voti per Die Linke, nel quale è confluito il partito erede della Sed".

Tra i problemi che devono affrontare, il fatto ad esempio "che ad est ancora gli stipendi siano minori rispetto ad ovest, una cosa di cui la gente non comprende il motivo a venti anni dalla riunificazione", poi ci sono stati cambiamenti dal punto di vista della composizione della società.

"Ci sono zone rurali in cui moltissimi giovani sono partiti in cerca di lavoro e resta solo una popolazione più anziana e con più problemi". Dopo il crollo del Muro infatti più di un milione di tedeschi dell'est ha lasciato la parte orientale della Germania per andare a cercare lavoro all'ovest o in altri paesi. "Un'altra difficoltà sta nel convivere con gli immigrati, cosa cui non erano abituati, ed in certi casi vengono fuori simpatie per opinioni razziste".

Ma al di là di tutti questi problemi, "in generale siamo in una buona situazione se facciamo il paragone con paesi come la Romania, la Polonia o l'Ungheria, che facevano parte del blocco orientale ma non avevano una parte del paese in occidente per aiutarli e sono dovuti ripartire contando unicamente sulle proprie forze. In questo la Germania est è stata fortunata".

Quanto ai sentimenti dei tedeschi occidentali, ai sondaggi dai quali emerge che una parte di loro - più consistente che ad est - rivorrebbe il Muro, Staadt invita a prendere queste risposte come semplici 'provocazioni': "Intanto bisogna ricordare che ogni tedesco dell'ovest paga ancora mensilmente una 'tassa di solidarietà' per la riunificazione, poi che dei problemi dell'integrazione delle due Germanie si parla molto ma che la gente ha anche altri problemi da affrontare e che 'boutade' provocatorie analoghe a queste circolano anche ad esempio tra abitanti del nord e del sud".

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