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Assistenti sociali, con Severino parliamo stessa lingua
Edda Samory, presidente Ordine assistenti sociali (Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 19 gennaio, ore 14:26
Il commento della categoria dopo l'incontro con il ministro della Giustizia.
Roma, 18 gen. (Ign/Labitalia) - ''Valuto molto positivamente questo incontro col ministro Paola Severino. Persona chiara, diretta, con la quale si può costruire sinergicamente un percorso di salvaguardia del ruolo essenziale delle professioni ordinate e quindi in particolare della nostra professione, cosa che ci preme in primo luogo, abbandonando gli irrigidimenti in difesa della casta che non ci appartengono". Così la presidente dell'Ordine nazionale degli assistenti sociali, Edda Samory, al termine dell'incontro di lunedì con il ministro della Giustizia, Paola Severino, a via Arenula, con la quale, spiega Samory, "abbiamo la sensazione di parlare la stessa lingua, preludio di un condiviso percorso di riforma, ormai ineludibile".
''Il ministro -ha proseguito Samory- ha mostrato molta attenzione alla qualità della professionale e delle proposte che sono state avanzate e mirate ad ottenere un percorso formativo accademico, altamente specifico, e adeguatamente preparato, attraverso un Tirocinio didattico, inserito nella formazione accademica. Per quanto ci riguarda il tirocinio nella nostra professione è in essere fino dai primi passi della formazione di base, pertanto rappresenta un chiaro esempio, se non un caso eccezionale, di esperienza di questa tipologia didattica di formazione".
Il Consiglio nazionale dell’Ordine degli assistenti sociali ha lavorato in questi mesi con tutti gli Ordini regionali, le associazioni e i sindacati della comunità professionale per giungere alla redazione di un testo unico di bozza di legge di riordino della professione, ai sensi della legge 148/2011, condivisa quanto più possibile. Sarà questo il lavoro che verrà portato in discussione nei tavoli di concertazione con il ministro Severino, annunciati dalla stessa Severino nell'incontro di lunedì, per giungere, entro agosto, al testo finale di riforma degli Ordini professionali.
"Il confronto è stato serio e costruttivo -prosegue Samory- e sono certa quindi che il ministro accoglierà con favore la nostra proposta che vede nella formazione un punto nodale. Ciò consentirebbe tra l'altro un riconoscimento del servizio sociale non solo come area di intervento, ma come area di concettualizzazione della conoscenza e quindi di studio della problematica sociale delle persone, per iniziare a identificare il servizio sociale professionale come Livello essenziale di intervento di assistenza pubblica a favore dei cittadini in difficoltà".
L'Ordine professionale degli assistenti sociali "è una risorsa dello Stato di importanza strategica per le politiche sociali e per la programmazione di azioni di recupero e prevenzione del disagio, cosa che può portare nel medio periodo a consistenti risparmi nella spesa sociale", aggiunge la presidente.
Per quanto riguarda l'abolizione delle tariffe, gli assistenti sociali non si oppongono, raccomandando solo "la possibilità di salvaguardare un buon rapporto costo-qualità e il controllo etico e deontologico degli interventi professionali dei propri iscritti". Interessante per l'Ordine la possibilità offerta dalle società tecniche professionali (Stp), previste dalla legge di stabilità, ma con la correzione chiesta e auspicata, in cui si affermi che la titolarità delle società per ragioni etico deontologiche sia in capo ai professionisti che esercitano in quelle società.
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