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Cnf: no a stralcio Avvocatura da regolamento professioni è attacco a categoria
Roma, 3 ago. (Ign/Labitalia) - "Il mancato stralcio dell'avvocatura, professione riconosciuta dalla Costituzione, dal regolamento sulle professioni approvato oggi dal Consiglio dei ministri, è un attacco al diritto di difesa. Per lo statuto dell'avvocatura, soggetto imprescindibile della giurisdizione, serve una legge dello Stato". E' il commento del Consiglio nazionale forense all'approvazione del dpr professioni oggi in Consiglio dei ministri.
"Il regolamento -continua la nota dell'Avvocatura- non rispetta le specificità delle professioni e inspiegabilmente non esclude dal suo ambito di applicazione gli avvocati che, come i medici, svolgono un'attività relativa a diritti costituzionalmente riconosciuti. Il Cnf non può che stigmatizzare questo approccio, prima che sul merito, innanzitutto sul metodo di legiferare in materia di professioni e di avvocatura e si riserva di adire ogni rimedio giurisdizionale per denunciare la illegittimità del regolamento".
A questo si aggiungono, sottolinea il Cnf, "le gravi perplessità che suscita la disciplina in esso contenuta, in alcuni passaggi di chiara impronta dirigista ed esorbitante dai poteri regolamentari dell'esecutivo". "Il Cnf peraltro attende di conoscere -avverte- la decisione del governo, che a quanto risulta si è riservato di comunicarla la prossima settimana, circa l'assenso al passaggio in commissione Giustizia alla Camera in sede deliberante della riforma forense. Un rifiuto -conclude la nota del Consiglio nazionale forense- sarebbe inspiegabile e inusuale in una dialettica istituzionalmente corretta con il Parlamento, attesa la chiara volontà parlamentare in questo senso".
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