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Quantificare quanti nuovi consulenti si iscriveranno nei prossimi anni e con quali redditi
Alessandro Visparelli, presidente dell'Enpacl (foto Labitalia)
Enpacl: stiamo verificando sostenibilità cassa per prossimi 50 anni
Alessandro Visparelli, presidente dell'Enpacl (foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 03 febbraio, ore 10:54
Il presidente dell'ente di previdenza dei consulenti del lavoro Alessandro Visparelli: neanche attuari sanno quello che accadrà (video)
Roma, 31 gen. (Labitalia) - "Neanche gli attuari sanno quello che accadrà nei prossimi 50 anni. E noi in questi giorni stiamo cercando, anche in correlazione a quanto richiesto dal ministro Fornero sulla sostenibilità della cassa per i prossimi cinquanta anni, di fare delle proiezioni attuariali per vedere a che punto arriva la nostra sostenibilità e come raggiungerla". Così Alessandro Visparelli, presidente dell'Enpacl, l'ente nazionale di previdenza e di assistenza dei consulenti del lavoro, spiega, in un'intervista a LABITALIA, le azioni messe in campo dalla cassa per far fronte alle richieste avanzate dal governo sull'estensione della sostenibilità delle casse previdenziali privatizzate.
"Ad oggi siamo in piena commissione di riforma -spiega Visparelli- e i lavori stanno prosguendo per mettere mano a tutto il nostro sistema previdenziale. Il nostro sistema ad oggi funziona con una prestazione fissa pari a un contributo fisso. Un primo risultato della commissione -sottolinea- è quello di aver scelto di affidarsi al sistema contributivo per ragioni di equità tra le generazioni. Quindi correlare la prestazione ai contributi versati".
I tecnici dell'Enpacl stanno quindi lavorando per recepire le richieste dell'esecutivo. "Noi della cassa -spiega Visparelli- abbiamo un dato certo: le pensioni che si devono pagare nei prossimi 40 anni, quelle dei consulenti che sono già andati in pensione e quelli che ci andranno a breve".
I problemi arrivano, spiega Visparelli, nel quantificare quanti nuovi consulenti si iscriveranno nei prossimi anni e con quali redditi. "In passato -dice- era più facile, la pensione era fissa e quindi era un dato gestibile. Adesso dovremo sapere valutare l'aumento degli iscritti nei prossimi anni specialmente nel lungo periodo, e con il contributivo il dato poco certo è il dato reddituale".
Infatti, secondo Visparelli, "in questo momento di recessione economica, immaginare di sapere proiettare nei prossimi 50 anni la redditività della nostra categoria non sarà semplice. Questo è il dato più difficile da immaginare. Dobbiamo essere non dico dei maghi, ma capire quanti saranno i colleghi che si iscriveranno nei prossimi dieci anni, e quanto reddito avranno questi colleghi. E questo è -conclude- quello che ci chiede la Fornero".
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