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Professioni: Calderone a Monti, su riforma governo ascolti anche noi
Marina Calderone, presidente del Cup
Roma, 21 nov. (Ign/Labitalia) - Una lettera aperta al neo presidente del Consiglio, Mario Monti, "per non privarsi del confronto con gli Ordini professionali anche per quanto concerne l'applicazione delle norme in materia di riforma delle professioni". E' quella che Marina Calderone, presidente del Comitato unitario permanente (Cup) degli Ordini e collegi professionali, ha indirizzato dalle pagine del 'Corriere della Sera' al governo, in vista del varo della riforma delle professioni.
"Le professioni italiane, con i 27 Ordini professionali, mettono a sua disposizione -scrive Calderone a Monti- i saperi e i valori di cui sono portatrici con la certezza che ogni processo riformatore non possa essere attuato senza l'apporto di chi ha fatto della specializzazione e delle conoscenze tecniche e scientifiche il principio ispiratore di ogni propria azione. Per questo le chiediamo -ribadisce Calderone, che è anche presidente del Consiglio nazionale dell'Ordine dei consulenti del lavoro- di non privarsi del confronto con gli Ordini".
Calderone, che nella lettera conferma la volontà delle professioni "di dare corso alla modifica degli ordinamenti" decisa "per ben due volte negli ultimi mesi dal legislatore", si dice certa che Monti vorrà utilizzare la "medesima metodologia" del consenso con le parti sociali, auspicata per la riforma del mercato sul lavoro, anche per le professioni.
"Il mondo delle professioni ordinistiche -ricorda Calderone- oggi in Italia conta 2.100.000 iscritti, la metà dei quali ha meno di 45 anni di età". "I giovani professionisti -afferma Calderone nella lettera indirizzata a Monti- hanno però necessità di veder valorizzati i loro sforzi al pari di tutti gli altri lavoratori, con interventi legislativi che non vanifichino i loro sacrifici e l'investimento in conoscenze e competenze che ogni giorno mettono al servizio dei cittadini".
"Su questi temi -conclude la lettera- che certamente incontrano la sua sensibilità, confidiamo si possa aprire un costruttivo confronto utile a dare al nostro settore un moderno impianto normativo che non ne penalizzi le finalità dell'azione".
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