Speciali > Professioni, il punto su Ordini e Casse previdenziali > Zambrano (Ingegneri), fare presto e bene con riforma professioni
Zambrano (Ingegneri), fare presto e bene con riforma professioni
Armando Zambrano (foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 19 gennaio, ore 14:25
Il presidente del Cni, no a presenza di soci di solo capitale in società professionisti.
Roma, 17 gen. (Ign/Labitalia) - "Fare presto e fare bene. Il Paese non può più attendere: via libera alle liberalizzazioni, per garantire il rilancio e lo sviluppo del Paese". E' questa la presa di posizione del presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri (Cni), Armando Zambrano, a seguito dell'incontro conclusosi nella tarda serata di ieri col ministro della Giustizia, Paola Severino.
Se gli ingegneri dicono sì alla riforma delle professioni "nel segno della maggior concertazione possibile", invitano tuttavia alla cautela sulle società di capitali su cui manifestano, ancora una volta, "forte criticità sull'opportunità di affidare anche a soggetti terzi, non professionisti, la maggioranza del capitale". Un aspetto su cui il governo ieri ha manifestato apertura "comprendendo le perplessità e i pericoli -informa Zambrano- paventati dalla categoria degli ingegneri". "Uno su tutti: consegnare a centri di interesse, ben individuati, il compito di salvaguardare i diritti dei cittadini che, invece, la stessa Costituzione affida ai professionisti".
"Nel corso del colloquio col ministro -riporta Zambrano- è emersa la possibilità di prevedere che le quote maggioritarie delle società di professionisti vengano affidate proprio agli stessi professionisti; si è anche ventilata l'ipotesi di creare società nella forma cooperativa per garantire una partecipazione minoritaria dei soci non operativi".
Un principio che gli ingegneri accolgono "con estremo favore, nell'interesse, prima di tutto, della collettività e, contestualmente, della qualità della prestazione professionale". Sulle tariffe, invece, duro attacco degli ingegneri: vietare anche tariffe "di riferimento", ovviamente derogabili e non obbligatorie, aprirebbe uno scenario di grande incertezza per l'utente. Ma anche nel caso delle opere pubbliche. "Troviamo assurdo -precisa Zambrano- questa presa di posizione che sembra rispondere più a una questione di formale rigore che di effettiva concretezza”. Anche se una buona notizia c'è: verrà presa in esame la questione delle liquidazioni giudiziali del compenso per le quali occorrerà individuare parametri di riferimento.
Invece, sul fronte dei tirocini formativi c'è chiarezza: verrebbero realizzati, in parte, nel corso degli studi universitari. Decisione che trova il pieno consenso della categoria degli ingegneri che chiedono però una modifica dell'ordinamento che oggi prevede un ciclo di studi basato sul 3+2, anche per garantire la possibilità del tirocinio nell'ultimo periodo del corso di laurea. Con un obiettivo: garantire la massima qualità della formazione.
TAG
non ci sono tag per questa notizia
non ci sono tag per questa notizia
articoli correlati
tutte le notizie di Professioni, il punto su Ordini e Casse previdenziali




























