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Zingales (Chimici), sì liberalizzazioni nelle professioni ma con garanzie

Armando Zingales, presidente Consiglio nazionale chimici (Foto Labitalia)  Armando Zingales, presidente Consiglio nazionale chimici (Foto Labitalia)
ultimo aggiornamento: 20 gennaio, ore 19:20
Il commento della categoria alla vigilia dei provvedimenti in materia di liberalizzazione delle professioni che il governo è pronto a portare in Cdm


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Roma, 19 gen. (Labitalia) - Sì alle liberalizzazioni, ma con le giuste garanzie, per i professionisti e per i cittadini. E' questa, in sintesi, la posizione dei chimici italiani, alla vigilia dei provvedimenti in materia di liberalizzazione delle professioni che il governo è pronto a portare in Cdm. "Ho apprezzato la concretezza del ministro Severino nell'incontro di lunedì: si vedeva -spiega in un'intervista a LABITALIA Armando Zingales, presidente del Consiglio nazionale dei chimici- che non parlava per dire chiacchiere ma comprendendo bene i temi sul tavolo. E' una persona preparata e già questo è importante".

L'abolizione di tutte le tariffe per tutti i professionisti, spiega Zingales, "personalmente come chimici non ci tocca: il nostro piano tariffario risale al 1986, noi ci muoviamo su un piano di concorrenza e di mercato a livello europeo". "Abbiamo però posto al ministro, per quanto riguarda il settore delle analisi, il problema delle offerte al ribasso, anche fino al 70%, in appalti della pubblica amministrazione, che ci fanno dubitare -avverte- sulla bontà dell'operato di queste aziende. Il ministro ci ha risposto che le offerte anomale nelle gare sono da gestire e che in seguito si discuterà dei controlli da realizzare".

Per quanto riguarda invece le società tra professionisti, "il problema che abbiamo posto è quella dell'indipendenza di giudizio dei professionisti dipendenti rispetto ai datori di lavoro".

Quanto poi all'introduzione dei tirocini nelle università, Zingales sottolinea che "io ho dato personalmente un giudizio negativo sull'opzione di realizzare i tirocini nelle università, perchè, avendovi insegnato per 40 anni, so bene che purtroppo non vi sono le competenze per formare per quanto riguarda l'accesso alla professione. Nella nostra professione poi non è previsto il tirocinio, sarebbe introdotto con questa norma. Si potrebbe anche fare -conclude Zingales- ma a patto di realizzare i tirocini nelle università in convenzione con gli ordini professionali, con i professionisti a fare lezione negli atenei".


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