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''Un Pd discuta di problemi e non di incarichi pubblici''
Giovani, Sud e sviluppo. Franceschini traccia il Partito dei valori condivisi
ultimo aggiornamento: 16 ottobre, ore 13:27
Roma - (Adnkronos/ign) - Dalla sicurezza all'informazione, in un'Intervista a tutto campo la sfida e le prorità del candidato alla segreteria del Partito democratico. ''Usare la leva fiscale per aumentare i redditi dei lavoratori''
Roma, 16 Ott. - (Adnkronos/ign) - SICUREZZA - Alla sacrosanta domanda di sicurezza dei cittadini non si può rispondere con la demagogia delle ronde, ma potenziando le forze dell’ordine. Il governo in questo settore ha fatto dei tagli drammatici, spesso le volanti rimangono ferme perché non ci sono i soldi per acquistare il carburante. Servono risorse per assicurare i mezzi adeguati e pagare gli straordinari al personale. La sicurezza dipende anche dalla certezza della pena. Troppo frequenti sono i casi di condannati per reati di particolare allarme sociale che vengono ammessi a rilevanti benefici di legge senza avere mai scontato un giorno di carcere.
MORALITÀ DELLA POLITICA - Noi crediamo – senza alcun moralismo – che alla politica e ai politici spetti anche il compito di indicare valori condivisi. I comportamenti devono quindi essere in linea con le proprie parole e con la propria funzione pubblica. Non abbiamo “modelli” di comportamento da dettare, ma sappiamo che chi è impegnato nella politica, chi rappresenta le istituzioni ha un dovere di coerenza e correttezza. Poi ovviamente ci sono i reati. E questi vanno perseguiti.
TESTAMENTO BIOLOGICO - Si tratta di un tema delicato e complesso su cui è giusto fare un percorso di dialogo e ascolto reciproco. Ma dopo il dibattito bisogna assumere una decisione. Non si può imporre ad una persona che abbia consapevolmente espresso la sua volontà in senso negativo l’obbligo di idratazione e di alimentazione. Non è vero che il testamento biologico apre la strada all’eutanasia. Ma questioni così delicate, che interpellano egualmente le coscienze di laici e cattolici, non devono essere brandite nella polemica congressuale.
SUD - Il Sud non ha bisogno di assistenza o di aiuti generici ma richiede risorse per ridurre il divario infrastrutturale, per sostenere le imprese che investono, per colmare i ritardi del sistema formativo e, soprattutto, per vincere la battaglia nazionale per la legalità e contro le mafie. Va reintrodotta da subito la automaticità nella fruizione del credito d’imposta per nuovi investimenti nel Mezzogiorno. Dobbiamo impedire che continui l’esodo verso il Nord dei giovani laureati con un piano di 100 mila stage presso imprese private destinati a giovani diplomati e laureati del Mezzogiorno.
FISCO - Partito ormai quindici anni fa per tagliare le tasse, Berlusconi in realtà sta aumentando la pressione fiscale. Noi proponiamo di usare la leva fiscale per aumentare i redditi dei lavoratori, incentivando la contrattazione di secondo livello e facendo pesare di meno le tasse proprio su questo tipo di aumenti. E poi c’è molto da lavorare ancora sull’evasione fiscale e sulla grande area del “nero”.
IL PARTITO DEMOCRATICO CHE VOGLIAMO - Un partito nuovo, aperto, radicato sul territorio e capace di compiere localmente le scelte che riguardano le città o gli enti locali, ma che in questo federalismo mantenga un forte sguardo nazionale. Difficile? Si, ma possibile e soprattutto necessario: vecchi modelli possono stimolare affetto e nostalgia ma non sono in grado di comprendere i cambiamenti e di dare risposte alla società italiana. Soprattutto un Pd che discuta di problemi e non di incarichi pubblici.
GOVERNO E RUOLO DELL’OPPOSIZIONE - Siamo un partito che nasce sulla base di una forte scelta bipolare e un'ambizione maggioritaria. Perciò la distinzione di ruoli tra governo e opposizione deve essere estremamente netta. Discutere si può sui temi delle istituzioni per i quali una intesa è necessaria, ma le scelte politiche restano alternative.
MISSIONI ESTERE - L’impegno italiano nelle missioni di pace non deve essere in discussione. Il ruolo internazionale dell’Italia dipende anche da questo. Ovviamente col massimo di attenzione alla sicurezza dei nostri soldati, alla difesa dei civili che andiamo a proteggere nelle aree di conflitto o di aggressione terroristica.
SCUOLA - Il governo sa fare solo tagli: meno professori, più alunni in ogni classe, fuori migliaia di precari senza nessuna tutela. Noi diciamo invece che su una risorsa necessaria allo sviluppo come la scuola e la formazione dei giovani bisogna fare investimenti. Razionalizzare e tagliare gli spreci dove ci sono ma investire per strutture migliori, per formare i docenti, per stimolare i ragazzi premiando il merito e spingendo ad andare avanti negli studi.
SANITÀ - E’ ora che i partiti facciano davvero un passo indietro e liberino la sanità da ingerenze e lottizzazioni. Bisogna separare la gestione dall’indirizzo, separare i compiti della politica da quelli della gestione amministrativa. Bisogna investire sul merito e sulla competenza e scegliere i dirigenti sanitari in base a curriculum e titoli. Non sarà facile perché l’occupazione del potere da parte dei partiti dura, sotto forme diverse, da troppi anni, e questa occupazione ha finito per viziare lo stesso rapporto tra cittadini e istituzioni, per cui i diritti sono diventati favori. E viceversa.
FEDERALISMO - Il federalismo serve a rendere più efficiente lo stato e a ridurre il divario tra cittadino e istituzioni, a tutti i livelli. Ma se il federalismo viene strumentalizzato e torna a essere la bandiera di una forza politica che punta alla rottura dell’unità nazionale, allora dovremmo alzare la guardia. Questo rischio c’è e dobbiamo esserne consapevoli. Basti pensare alle polemiche attorno alla celebrazione dei 150 anni dell’Unità d’Italia.
GIOVANI E MERITO - Viviamo in un Paese in cui l’ascensore sociale è bloccato. Dare spazio al merito significa valorizzare e proteggere i più deboli, per offrire a tutti le medesime chanches. I giovani vano messi nelle condizioni di studiare, confrontarsi, viaggiare. Pensiamo per gli studenti a un anno di presenza all'estero finanziata, un Erasmus obbligatorio nel proprio percorso formativo, ma anche a incentivi a studenti stranieri per studiare in Italia. E all'interno del paese pensiamo ad uno scambio fra studenti del Nord e del Sud.
RIFORME ISTITUZIONALI - Servono riforme istituzionali per modernizzare lo Stato, per rendere più efficace l’azione di governo e il ruolo del parlamento. A cominciare dalla riduzione dei tempi della decisione politica riformando il bicameralismo con una sola camera legislativa, un senato federale ed un conseguente dimezzamento dei parlamentari eletti. Bisogna ricostruire il sistema dei checks and balances tra poteri e istituzioni dello Stato.
GIUSTIZIA - La centralità del cittadino, il nesso libertà–responsabilità vale anche per la giustizia. Gli attuali tempi, lunghi e incerti, dei processi angosciano le persone, e opprimono le imprese. Per questo servono procedure più semplici e più veloci, occorre favorire mezzi alternativi di soluzione delle controversie, migliorare il funzionamento della “macchina” della giustizia, con gli strumenti tecnici e organizzativi necessari. Noi vogliamo difendere l’autonomia della magistratura, e pretenderne l’efficienza per un migliore servizio ai cittadini.
INTERCETTAZIONI - Abbiamo presentato una legge sulle intercettazioni che si basa sul principio semplice: vanno fatte tutte le intercettazioni necessarie alle indagini contro la criminalità e i reati finanziari. Quella che va tutelata per legge è la riservatezza e insieme bisogna che i giudici siano responsabili del segreto istruttorio. Nessun limite insomma a questo strumento necessario alle indagini e lotta per tutelare i cittadini da ogni “fuga” estranea alla giustizia.
OCCUPAZIONE - Vogliamo contrastare l'abuso dei contratti a termine, rendere conveniente le assunzioni a tempo indeterminato con misure di incentivo/disincentivo, facilitare i percorsi di passaggio dal lavoro precario a quello stabile, anche sperimentando forme di contratti a tutele crescenti nel tempo, che riducano la pletora degli attuali strumenti di accesso, estendendo i diritti e facilitando l'entrata al lavoro stabile soprattutto dei soggetti più deboli. E realizzare una soglia minima di salario, comune a tutti i tipi di contratto di lavoro.
INFORMAZIONE-LIBERTÀ DI STAMPA - L'attacco alla stampa, l'insofferenza davanti alle critiche - che vengano dall'opposizione, dai giornali, dagli organismi internazionali - è uno dei tratti distintivi di questo governo. In questi ultimi mesi, però, questa insofferenza si è trasformata in una vera ossessione del premier: abbiamo assistito nel giro di pochi giorni a due giornali portati minacciosamente in tribunale, all’attacco verso il quotidiano della Cei ad opera dei giornali di famiglia fino alle dimissioni del direttore. Che il rapporto governo informazione sia ormai malato lo vedono tutti gli italiani. Noi pensiamo che la libertà di espressione, la possibilità di criticare e di dire la propria siano diritti inalienabili e caratteri fondanti di una democrazia piena.
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