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''Per essere riformisti non bisogna stare necessariamente nel Pd''

Intanto Rutelli prepara l'addio: ''Vado con Casini ma non subito e non da solo''

Francesco Rutelli (Adnkronos)  Francesco Rutelli (Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 26 ottobre, ore 21:47
Roma - (Adnkronos/Ign) - L'ex leader della Margherita: ''I moderati da un lato sono sempre più attratti da lui e dall'altro guardano a Di Pietro. Per riparare, il Partito democratico si sbilancia a sinistra, e così peggiora la situazione, si isola. Serve una forza nuova''. Poi precisa: ''Tema serio, parlerò domani''
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Roma, 26 ott. (Adnkronos/Ign) - Francesco Rutelli lascia il Pd per andare con Pier Ferdinando Casini? "Con Casini, ma non subito e non solo". Così l'ex vice presidente del Consiglio risponde a Bruno Vespa per il suo nuovo libro 'Donne di cuori - Duemila anni di amore e potere da Cleopatra a Carla Bruni, da Giulio Cesare a Berlusconi' in uscita da Rai Eri Mondadori il 6 novembre prossimo.

''Mentre Berlusconi detta l'agenda al Paese, nel nostro campo da un lato i moderati sono sempre più attratti da Casini e dall'altro guardano a Di Pietro, che batte solo su un punto, Berlusconi è un mascalzone, e se incontra sulla propria strada il presidente della Repubblica, non risparmia neppure lui. Per riparare, il Pd si sbilancia a sinistra, e così peggiora la situazione, si isola", risponde Rutelli a Bruno Vespa.

"Una scelta ancora più assurda - prosegue Rutelli - nel momento in cui il centrodestra si sbilancia a destra a favore di Bossi, Fini è in grandissima difficoltà e il terreno competitivo diventa quello moderato. E' incredibile che il Pd si costruisca radici socialiste con un quarto di secolo di ritardo e molta sinistra è andata a destra. Per essere riformisti, insomma, non bisogna stare necessariamente nel Pd. A destra ci sono socialisti come lo stesso Berlusconi, Tremonti, Brunetta. Frattini è diventato socialista venendo dal Manifesto. Bondi era comunista. Maroni viene addirittura da Democrazia Proletaria…..".

E allora? "Deve formarsi una forza nuova - dice Rutelli nel libro di Vespa - per favorire aggregazioni che nascano da questa crisi, un confronto tra moderati del centrodestra e democratico-riformisti del centrosinistra". Vespa argomenta: Rutelli, allora, se va con Casini…. "Casini - risponde Rutelli - ma non subito e non solo".

Ai giornalisti che gli chiedevano un commento sulle parole di Rutelli, il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani, ha risposto: ''Non credo che qualcuno voglia sottrarsi a questa sfida. Penso che la prova di ieri sia stata inequivocabile, abbiamo avuto una spinta e un incoraggiamento formidabile e inaspettato. Mi pare indiscutibile che chi ha partecipato alle primarie di ieri, sia iscritti che militanti e cittadini, ha fiducia nel progetto del Pd, che è un partito nuovo e non un partito vecchio". "Non credo - ha concluso - che qualcuno voglia sottrarsi a questa sfida".

Un comunicato dell'ufficio stampa di Rutelli ha tenuto però a precisare che le dichiarazioni diffuse questo pomeriggio da Bruno Vespa ''risalgono a una conversazione di alcune settimane fa in vista del libro, non ancora pubblicato, del conduttore di 'Porta a Porta'. La loro divulgazione nella data di oggi potrebbe, dunque, trarre in inganno, poiché le anticipazioni riferiscono solo parzialmente le opinioni di Rutelli che si esprimerà sulle primarie del Pd e sui propri orientamenti in occasione della presentazione del suo libro, 'La svolta', domani a Milano''.

Quello delle alleanze "e dei rapporti con i partiti come l'Udc" è "un tema serio" che "non può essere liquidato con i giochini che servono a Vespa per lanciare i suoi libri" avrebbe detto Rutelli, a quanto si apprende, parlando con i suoi più stretti collaboratori sull'ipotesi di un suo futuro lontano dal Pd.

La replica del giornalista non si è fatta attendere. ''Si tratta di un testo rivisto, meditato e concordato - ha rimarcato Bruno Vespa - Nessun giochetto editoriale, quindi, ma una chiara e precisa posizione politica''.

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