Solo attraverso la passione e la sofferenza si giunge alla Resurrezione
Alla Via Crucis ricordo di Wojtyla, due iracheni portano la croce col Papa.
ultimo aggiornamento: 02 aprile, ore 14:03
Città del Vaticano - (Adnkronos) - Il procuratore del Patriarcato caldeo di Babilonia presso la Santa Sede: ''Segno tangibile di grande vicinanza e affetto al nostro Paese e alla sofferenze del suo popolo, e dei cristiani in particolare''. Oltre ai due iracheni sarà portata anche da due haitiani, una vietnamita e una congolese (VIDEO)
Città del Vaticano, 2 apr. (Adnkronos) - Fra le persone che porteranno la croce in occasione della Via Crucis al Colosseo, ci saranno rappresentanti di varie regioni del mondo, fra di loro anche due iracheni.
Una presenza definita ''un segno tangibile di grande vicinanza e affetto al nostro Paese e alla sofferenze del suo popolo, e dei cristiani in particolare'', secondo padre Philip Najim, procuratore del Patriarcato caldeo di Babilonia presso la Santa Sede. Il Papa presiederà come di consueto la celebrazione senza portare però la croce in nessuna stazione, come già avvenne l'anno passato.
''Il Papa - ha detto ancora mons. Najim al Sir (l'agenzia dei vescovi) - ha voluto ricordare, in questo modo, il calvario dell'Iraq e ribadire che solo attraverso la passione e la sofferenza si giunge alla Resurrezione. L'Iraq e' sofferente ma anche attraverso questo dolore riuscira' a rialzarsi e per questo viene associato alla sofferenza della Chiesa e di Cristo''. In questi giorni padre Najim, che e' anche visitatore apostolico dei caldei in Europa, si trova in Svezia. A Stoccolma ieri sera ha celebrato la messa 'in coena domini': ''erano presenti - racconta - diverse centinaia di persone e tra loro moltissimi giovani che sono rimasti in adorazione notturna fino alle quattro di questa mattina''. Oltre ai due iracheni la croce sara' portata, tra gli altri, anche da due haitiani, una vietnamita e una congolese.
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