Speciali > Low cost e last minute, gli albergatori delle città d'arte alle prese con l'incognita 'pienone' per Pasqua
Il fascino della Capitale resiste ad ogni crisi
Low cost e last minute, gli albergatori delle città d'arte alle prese con l'incognita 'pienone' per Pasqua
ultimo aggiornamento: 26 marzo, ore 17:22
Roma - (Adnkronos) - Scendono i prezzi per mantenere alta la competitività ma la tendenza sembra essere quella di accorciare i soggiorni e di preferire gli spostamenti last minute. Effetto Sacra Sindone a Torino. Federalberghi Roma: ''Trend generale di timida ripresa del settore". Assoturismo: ''Non penso che si registrerà il tutto esaurito''
Roma - (Adnkronos) - Addio prenotazioni con largo anticipo. E anche la possibilità di chiudere la Pasqua con il tutto esaurito è ormai remota. Da Roma a Venezia, la tendenza sembra infatti essere quella di accorciare i soggiorni e di preferire gli spostamenti last minute. A cominciare dalla Capitale, dove secondo quanto riferito all'Adnkronos dal presidente di Federalberghi Roma, Giuseppe Roscioli, "le presenze turistiche cresceranno dall'1 al 3% in coincidenza delle vacanze pasquali. Un leggerissimo incremento che non fa che confermare il trend generale di timida ripresa del settore''.
Ma con un'anomalia: "all'aumento delle presenze - avverte - non corrispondera' l'aumento del fatturato, poiche' i prezzi delle strutture ricettive sono scesi moltissimo, anche con punte del 30%". Salgono di poco le presenze, dunque, ma i bilanci rimangono magri. E' la curiosa equazione che si spiega con il taglio dei prezzi delle camere e con servizi aggiuntivi previsti dagli albergatori per attirare i turisti. "Fino a tre anni fa - osserva Roscioli - Roma aveva sempre registrato il pienone per il periodo pasquale". Invece, l'obiettivo realistico del 2010 e' di superare di poche misure le 691.000 presenze del 2009, quando si e' registrato un calo pesante del 6,8% rispetto all'anno precedente.
"Mentre fino a qualche anno fa si potevano fare delle previsioni di medio-lungo termine, ora invece, per effetto del last minute e del dilagare delle compagnie low cost, questo rimane molto difficile". Gli albergatori, cioe', non sanno bene quel che avverra' nelle loro strutture fino all'ultimo. Prenotazioni fatte a ridosso delle festivita' e richieste piu' volatili sono gli elementi che hanno rimodulato la domanda dei vacanzieri. Intanto, i dati consuntivi dell'Ente bilaterale per il turismo segnalano che a gennaio, ultimi dati disponibili, sono calati tra il 5 e il 6% gli arrivi a Roma dei big spender, americani e giapponesi in primo luogo. Sono cresciuti, al contrario, gli arrivi dai cosiddetti mercati emergenti: dalla Cina, con trend positivo del 9%, e dal Brasile
Ad erodere i margini di guadagno degli albergatori ci si mette poi un calendario di primavera fortemente avverso ai ponti a maggiore valenza economica. Sia il ponte del 25 aprile, che cadra' di domenica, sia quello del 1° maggio, che cadra' di sabato, faranno infatti mancare, secondo i dati nazionali di Federalberghi, il loro importantissimo apporto economico con un 'buco' di oltre 3,2 miliardi di euro di spese turistiche.
Ma se il fascino della Capitale resiste comunque ad ogni crisi, anche senza segnare bilanci esaltanti, meno ottimistiche sono le previsioni a livello nazionale di Claudio Albonetti, presidente di Assoturismo, l'associazione di Confesercenti che raccoglie tutte le sigle del settore. "Non penso che per Pasqua si registrerà il tutto esaurito. L'impressione che ho parlando nel mio ambiente è che si registrerà una flessione delle presenze a livello nazionale di poco superiore al 10% e che gli strascichi della crisi saranno ancora pesanti". Una sensazione avvalorata dalle prenotazioni del suo albergo di Senigallia che procedono "molto, molto a rilento".
Possibile una inversione di tendenza in extremis e cheil gruppo degli indecisi si convinca alla fine a prenotare? Dipende in parte dalla meteorologia, secondo Albonetti. Anche un weekend di sole inatteso puo' infatti spingere a partire. Di sicuro, pero', c'e' solo un fatto: "Per mantenere i livelli di vendita accettabili, gli albergatori cercano di offrire pacchetti all inclusive e livelli di servizi piu' alti ma allo stesso prezzo, quando non tagliati del 20 o del 30%".
Procedono invece a gonfie vele le prenotazioni pasquali dei circa 250 alberghi della provincia di Torino. Nella citta' sabauda si potrebbe anche raggiungere il fatidico traguardo del tutto esaurito."Il booking sta andando molto bene gia' da alcuni mesi " commenta all'Adnkronos il presidente di Federalberghi Torino, Alessandro Comoletti. Ma su questo dato "ha certamente influito parecchio l'effetto ostensione della Sacra Sindone, che anche se avverra' dopo Pasqua, ha richiamato nella citta' migliaia di turisti".
Non lo aprira' nemmeno il suo albergo di Bibione il presidente di Federalberghi Veneto, Marco Michielli. Non per la crisi, che pure persiste, ma perche' la sua e' una struttura ad apertura stagionale che per rimettere in moto "ci vogliono dai sette ai dieci giorni solo per le pulizie. Se quest'anno Pasqua fosse capitata in una data piu' avanzata, ci avrei fatto un pensierino, ma cosi' non sarebbe conveniente" rivela all'Adnkronos. Per quanto riguarda, invece, le aspettative degli albergatori veneti, anche queste, a causa del calendario avverso e del calo generalizzato delle presenze, non sono rosee.
"Ascoltando i miei colleghi - spiega Michielli - posso dire che il bilancio sara' piuttosto magro. Gli alberghi piu' strutturati che gestiscono da soli gli eventi e richiamano la clientela con offerte speciali nutrono delle aspettative maggiori, mentre quelli a conduzione piu' tradizionale e collocati sulla costa non apriranno nemmeno". Gli alberghi del turismo balneare rimarranno infatti chiusi, anche quelli di Iesolo, Sottomarina e Caorle che "storicamente hanno sempre aperto prima di Pasqua".
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