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Un funerale a Porto Recanati per celebrare il Venerdì Santo

'Vattienti', 'giudei' e la 'Madonna che scappa',

ultimo aggiornamento: 27 marzo, ore 15:00
Roma - (Adnkronos) - Rievocazioni e riti pagani, l'Italia parte con le celebrazioni nella Domenica delle Palme. Tanti gli appuntamenti che precedono la Pasqua: dai Misteri di Trapani a Catanzaro dove i battenti si autoflagellano davanti alla statua della Madonna. E a San Fratello, in Sicilia, ci si veste di abiti sontuosi per la Festa dei Giudei. Ancora a Sulmona, dove la Madonna 'scappa' in piazza, passando per l'ostensione dei Sacri Vasi con la terra bagnata del sangue di Cristo a Mantova
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Roma, 28 mar. (Adnkronos) - Sacre o profane, ludiche o luttuose, antiche o moderne, la Pasqua italiana racchiude un insieme di tradizioni tutte da scoprire. Dal Nord al Sud, nelle grandi città o nei piccoli paesi, adulti e bambini, a questa festività non rinuncia proprio nessuno.

Il comune di Nocera Terinese, in provincia di Catanzaro, ad esempio è famoso per le celebrazioni legate ai 'vattienti'. Come racconta all'ADNKRONOS Elvira Adamo, degli uffici amministrativi del comune, "il venerdì sera ed il sabato mattina i vattienti si autoflagellano davanti alla statua della Madonna come segno di voto. E' una tradizione che è stata riscoperta negli ultimi anni, soprattutto dai giovani. Infatti già l'anno scorso c'erano più di 100 partecipanti, i più piccoli non saranno stati nemmeno maggiorenni ed i più grandi avranno superato anche i 60 anni".

"Anni fa -aggiunge Adamo- un uomo che aveva il figlio muto si è battuto e dopo qualche tempo il figlio ha cominciato a parlare, si è anche sposato ed oggi è uno dei vattienti. I vattienti si colpiscono con il cardo e con la rosa, con 13 pezzi di vetro, tanti quante sono le spine sulla corona di Gesù Cristo, ma non si prendono le vene ed il miracolo è proprio questo, finita la processione si lavano e dopo 5 minuti le ferite si chiudono subito".

"Ogni battente -sottolinea Adamo- è accompagnato da un 'ecce Homo', un ragazzo scalzo, sempre come segno di flagellazione, che lava con il vino le gambe di chi si batte. E' un grande segno di rispetto essere scelti per essere un Ecce Homo, come lo è anche ritrovare 'la stampa' del sangue (l'impronta della spugna imbevuta, ndr) sulla propria porta di casa".

In Puglia, a Noicattaro, in provincia di Bari, invece, il Giovedì Santo, viene fatto un falò con la legna accatastata davanti alla Chiesa Madonna della Lama. "La legna -spiega all'ADNKRONOS Padre Giuseppe- viene raccolta dalla confraternita 'Passione e Morte del Nostro Signore', che ha sede nella Chiesa della Lama, e viene accatasta già dal martedì o dal mercoledì precedenti. Quando esce la prima croce della processione del giovedì Santo, alle 20, viene dato fuoco, generalmente dal sindaco, alla legna, che continua a bruciare per tutta la notte, accompagnando l'uscita delle altre croci".

In Sicilia è particolare la 'Festa dei Giudei', celebrazione che avviene ogni anno a San Fratello, la cittadina in provincia di Messina colpita da una frana lo scorso febbraio. "Anticamente - racconta all'ADNKRONOS Padre Salvatore, arciprete della Chiesa Madre - era un dramma sacro rappresentato dalla gente per rivivere la passione di Cristo. Oggi, invece, si è perso l'aspetto organizzativo di celebrazione del popolo dietro a Cristo sofferente ed è diventata più libera, anche se resta sempre il lume di fede".

"Per la festa dei giudei - spiega Padre Salvatore - si indossano dei vestiti con delle perline, sono molto belli, simili ad un costume romano, e si mettono delle maschere, come antica reminescenza del male. I giudei seguono la processione con le trombe, eseguendo dei motivi militari, per sparire il venerdì santo. Nonostante la frana -puntualizza- quest'anno si faranno tutte le celebrazioni della settimana Santa, anche quella dei Giudei, perché S. Fratello vuole rivivere, vuole risorgere e non vuole perdere la sua identità e le sue radici".

In Abruzzo, a Sulmona la Pasqua si festeggia con 'la Madonna che scappa in piazza'. Come spiega all'ADNKRONOS il priore della confraternita di Santa Maria di Loreto, Claudio Pantaleo: "La domenica mattina comincia la processione, in cui vengono portati i simulacri di Gesù Cristo, San Giovanni e San Pietro, dalla chiesa di Santa Maria della Tomba (dove per tutto l'anno, tranne il sabato prima di Pasqua, risiede la Madonna Addolorata) fino al plateatico di Piazza Garibaldi, per poi arrivare alla Chiesa di San Filippo, dove la sera prima viene portata la statua della Madonna Addolorata. Proprio qui comincia la manifestazione dell'annuncio della resurrezione di Cristo".

"San Giovanni - sottolinea il priore - è il primo che va verso la porta della chiesa a dare la notizia alla Madonna, che però non gli crede. Allora San Giovanni torna indietro e si avvia San Pietro,ma anche lui senza successo. Per la seconda volta, quindi, si incammina San Giovanni, che questa volta convince la Madonna, che gli crede e lo segue, con il mantello nero e un fazzoletto bianco nella mano destra, fino a piazza Garibaldi, dove era rimasto, sotto un acquedotto medievale, il simulacro di Gesù Cristo".

"Appena la Madonna lo vede -racconta il priore- comincia a corrergli incontro, per circa 80-90 metri, e lungo il tragitto perde il mantello nero facendo vedere il suo verde ricamato in oro e, al posto del fazzoletto, appare una rosa rossa. Appena la Madonna comincia a correre -conclude- vengono sparati dei mortaretti e spiccano il volo 12 colombe bianche, un tempo ritenuto un buon segnale (oltre alla caduta del manto) per la raccolta dei campi o per la stagione futura".

In Emilia Romagna, invece, a Fiorenzuola D'Arda (Piacenza), per le festività di Pasqua si gioca a 'Ponta e Cull', "una vecchia tradizione - afferma all'ADNKRONOS Claudia Verdiani, consigliere comunale delegato alle Tradizioni popolari - risalente ai primi del '900. Dopo essere andata a messa - racconta - la gente si riuniva in piazza per giocare e svagarsi un po'. Ognuno dei partecipanti aveva un suo uovo sodo, colorato o no, che doveva battere sull'uovo di un'altra persona. Chi riusciva a rompere sia 'la punta' che 'il culo' dell'uovo avversario poteva prendere l'uovo. Questo gioco - puntualizza - viene fatto sia il giorno di Pasqua, da adulti e bambini, che quello di Pasquetta, dai più piccoli".

Ma le tradizioni e le celebrazioni pasquali continuano anche più a Nord. A Mantova, infatti, il venerdì santo avviene l'ostensione dei Sacri vasi, contenenti la terra bagnata col sangue di Cristo. Come afferma all'ADNKRONOS Don Giancarlo Manzoli, direttore dell'ufficio per i Beni Culturali di Mantova: "E' un'antica tradizione che trova la sua concretizzazione documentaria nella cronaca di Carlo Magno dell'804. Fu lo stesso Carlo Magno a chiedere a Papa Leone III di fermarsi a Mantova, prima di andare a trovarlo a Parigi, per appurare la veridicità e l'effettiva esistenza delle reliquie, ovviamente non contenute nei vasi attuali ma in altri contenitori".

"La nostra celebrazione - prosegue Don Giancarlo Manzoli - ha un seguito anche a Weingarten in Germania, dove si svolge, il giorno dopo l'Ascensione, la processione a cavallo, con circa 3mila cavalieri, per 11 chilometri. Anche loro infatti hanno una parte della reliquia, oggi conservata all'interno di un reliquiario d'oro gemmato, giunta proprio a Weingarten nel 1094".

"Dal 1876 - spiega - i vasi sono stati riposizionati nell'attuale cripta della Basilica di Sant'Andrea ed il venerdì Santo vengono esposti e accompagnati da momenti liturgici di preghiera e di devozione, come ad esempio la Via Crucis. La sera del venerdì Santo, alle 21, si svolgono i riti della passione e, a seguire, si comincia la processione solenne per le vie della città. I vasi -conclude- molto pesanti, sono portati in processione e il punto di partenza e di arrivo rimane sempre la Basilica di Sant'Andrea".

A Porto Recanati, in provincia di Macerata, nelle Marche, è la volta della 'Bara de notte'. "La processione di Cristo del venerdì Santo -dice all'ADNKRONOS Guido Cittadini, dei servizi culturali e turistici del comune- nasce nel '700, periodo in cui risalgono i documenti che attestano che la confraternita del Cristo Morto doveva organizzare la processione. Sostanzialmente -continua- è la rappresentazione di un funerale suddiviso in tre scene". (segue)

"In processione -prosegue Cittadini- che comincia e finisce nella Parrocchia di San Giovanni Battista (patrono del Paese), viene portata la bara di Gesù Cristo, fatta come un parallelepipedo verticale cavo, al cui interno si inseriscono 12 uomini, guidati da altri 4 posizionati all'esterno per indicare la strada''.

''Sempre in processione - continua - sfilano anche le due croci, una con gli strumenti della passione di Cristo l'altra, invece, con attaccate le rappresentazioni della sacra sindone e della 'Veronica', cioé il velo su cui è rimasta impressa l'immagine del volto di Gesù mentre saliva al calvario. Sotto quest'ultima croce si trovano le tre statue delle pie donne, portate in processione, con al centro la Madonna, i cui capelli sono veri, donati dalle donne di Porto Recanati".

"Dietro il catafalco della bara - prosegue Cittadini - ci sono tre figuranti, rappresentanti Gesù e i due ladroni, che trascinano tre croci per le vie del paese. La tradizione vuole che la bara esca sempre, a prescindere dalle condizioni meteorologiche, perché le uniche due volte che non l'abbiamo portata sono scoppiate le due Guerre Mondiali. Inoltre, i 3 figuranti sono rappresentati dai pescatori, che si tramandano i ruoli di padre in figlio".

In Liguria, in provincia di Imperia, "nella frazione di Gavenola, una piccola comunità vicino a Borghetto D'Arroscia -spiega all'ADNKRONOS Luigianna Pastorino, della 'Comunità Montana dell'Olivo e Alta Valle Arroscia'- ogni 5 anni veniva fatta la processione il venerdì santo. I bambini - continua - indossavano dei costumini da angelo in lamina d'argento lavorati a mano (risalenti al 1700 e donati al pese dalla famiglia dei Wannenes) e partecipavano alla processione in cui veniva portato anche il Cristo morto del Maragliano".

"Più di 5 anni fa -racconta Pastorino- il parroco si è detto contrario a questa manfestazione, perché ritenuta folcloristica e non religiosa, così l'ha vietata. Quest'anno -conclude- la curia di Albenga ha invitato il sindaco a far sì che l'evento ci sia, ma ancora non sappiamo nulla".

Infine, a Cividale del Friuli (Ud) si gioca al 'Truc', "un gioco, tuttora praticato, attestato dal 1700 ma che sicuramente ha origine anche più antiche". "Nelle piazze principali -dice all'ADNKRONOS Claudio Mattaloni, curatore del libro 'Il tradizionale gioco del Truc a Cividale del Friuli'- vengono allestite delle 'piste-gioco' e dal loro punto più alto si fanno scivolare, lungo un catino di sabbia inclinata, delle uova di gallina cotte. Lo scopo - afferma - è quello di farle toccare tra loro. Ogni giocatore posa a turno un uovo e se riesce a colpirne un altro, già sul fondo della pista, vince o una monetina o una caramellina da parte dell'avversario. E' un gioco imprevedibile e semplice ma con regole molto precise. Le uova con cui si gioca, inoltre, sono state colorate facendole bollire insieme a fiori, sostanze o tessuti, in modo da renderle una diversa dall'altra. Recentemente - conclude - è stato scoperto un gioco straordinariamente simile in Germania, precisamente in Lusazia".

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