Almanacco del giorno - Oroscopo  - Meteo - Mobile  - iPad - SMS
Aumento in tutte le forme giuridiche, società di capitali in testa

Crisi: Cerved, nel 2011 +7,4% fallimenti, totale oltre quota 12 mila

ultimo aggiornamento: 23 gennaio, ore 17:56
Male anche il quarto trimestre con 3500 procedure: il dato annuo e' il piu' alto dalla riforma 2006


condividi questa notizia su Facebook

commenta commenta 0     vota vota 1    invia     stampa    
Facebook  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
Roma, 23 gen. - (Adnkronos) - Sono state 3500 le procedure di fallimenti nel quarto trimestre 2011, un dato che conferma le difficolta' per le aziende italiane (+1,9% sul quarto trimestre 2010) e che ha portato il numero complessivo dei fallimenti aperti nell'anno oltre quota 12.000, con un incremento del 7,4% rispetto alle oltre 11.000 procedure riportate nel corso del 2010. E' quanto emerge dal rapporto del Cerved sulle crisi d'impresa: in una nota si sottolinea come il dato dell'anno passato sia il massimo registrato da quando e' stata riformata la disciplina fallimentare nel 2006.

''Un dato questo che sebbene non superi in termini assoluti il record toccato nel 2005 (quando prima della riforma potevano accedere alle procedure anche le microimprese) evidenzia ripercussioni piu' gravi rispetto al passato - commenta Gianandrea De Bernardis, amministratore delegato di Cerved Group -: vista la maggiore dimensione media delle imprese coinvolte nel 2011, i costi in termini di posti di lavoro persi e ricchezza non prodotta sono significativamente maggiori".

Nel corso del 2011 i fallimenti sono aumentati in tutte le forme giuridiche, con una crescita piu' sostenuta tra le societa' di capitali (+8,6% sul 2010), rispetto alle altre forme giuridiche, +4,7%. Gli insolvency ratio (IR), che misurano la frequenza dei default - fallimenti ogni 10.000 imprese operative - indicano che sono proprio le societa' di capitale a fallire piu' spesso: l'IR infatti ha toccato nel 2011 quota 81,5 punti contro i 14,5 delle societa' di persone e i 5,2 delle altre forme.

Le imprese piu' colpite sono state le piccole e medie aziende con un attivo tra i 2-10 milioni di euro, IR 132,9 punti e quelle con un attivo tra i 10-50 milioni, con un insolvency ratio pari a 127,2 punti. Nel 2011 e' proseguito l'aumento dei fallimenti nei servizi (+10% rispetto al 2010) e nelle costruzioni (+7,8%). In controtendenza l'industria che, pur rimanendo il macrosettore con la maggiore frequenza di fallimenti (IR 39,8), ha registrato un'inversione di tendenza rispetto al 2010 (-6,3%). Il risultato e' da attribuire soprattutto ai miglioramenti dei settori che negli anni precedenti hanno pagato un conto salato alla crisi: alla meccanica, il cui IR passa da 70,6 punti del 2011 a 60,3 del 2010, alla chimica (da 59,1 a 46,3), al sistema moda (da 54,4 a 46,6), alla siderurgia (da 51,2 a 40,1). In peggioramento invece il sistema casa, da 54,7 a 59,9 punti e la filiera auto, da 45,2 a 53,1 punti.

Dal punto di vista territoriale, la crescita dei fallimenti osservata nel 2011 ha riguardato tutte le aree ad eccezione del Nord Est, in cui il numero delle procedure si e' attestato sui livelli del 2010 (-0,3%), beneficiando dei cali registrati in Trentino Alto Adige (-5,5%), Veneto (-4,4%) e Friuli (-3,4%). Nel Nord Ovest i fallimenti sono aumentati ulteriormente rispetto al livello gia' elevato del 2010 (+8,4%), portando l'IR a 25,7 punti. L'incremento dei default nel Centro Italia (+9,5%) risente della cattiva performance del Lazio (+23,4%), mentre l'aumento delle procedure del Mezzogiorno e' dovuto principalmente agli alti tassi osservati in Molise (+39,5%) e Campania (+29,6%). Tra le province, Milano e' quella in cui i fallimenti hanno avuto l'impatto maggiore nel 2011 (IR pari a 39 punti), seguita da Prato (37,5), Lodi (35,8), Novara (33,9) e Lucca (33).

''Il conto della crisi e' pesante: tra 2009 e 2011 sono fallite 33 mila imprese, per lo piu' aziende gia' fragili prima della recessione - conclude De Bernardis -. Con lo scenario di mercato che si prospetta davanti a noi, se non si interviene rapidamente sul fronte della liquidita', il rischio che gli effetti negativi si ripercuotano anche sulle aziende sane, ma prive delle risorse finanziarie necessarie, diventa molto concreto".


pubblica la notizia su:  Facebook    segnala la notizia su:  Viadeo  OkNotizie  Segnalo  Wikio Friendfeed 
TAG
Crisi
articoli correlati
tutte le notizie di Piccola e Media Impresa
commenta commenta 0    invia    stampa   
adnkronos.com  |   aki arabic  |   aki english  |   aki italiano  |   salute  |   labitalia  |   Washington chiama Roma  |   musei on line  |   immediapress