"La domanda interna difficilmente potrà sostenere la ripresa"
Beniamino Quintieri (Foto Adnkronos)
Expo 2015, a Shanghai primi passi per il successo di Milano
Beniamino Quintieri (Foto Adnkronos)
ultimo aggiornamento: 01 ottobre, ore 19:51
Il commissario di Governo Beniamino Quintieri: "In Cina un'occasione unica per le imprese italiane". Tra l'altro "solo l'export può trainare la ripresa". Poi sottolinea: un marchio made in Italy al 100% ''è antistorico"
Roma, 1 ott. (Adnkronos) - L'Expo 2015 farà a Shanghai, dove si tiene l'Esposizione universale 2010, "il primo passo verso la sua riuscita". E' quanto sostiene il commissario di Governo per l'Expo 2010 Beniamino Quintieri(nella foto), intervistato dall'ADNKRONOS al Palazzo dell'Informazione. "Stiamo predisponendo con Expo 2015 un programma speciale: è la prima grande occasione di comunicazione per Milano, con tutti gli interlocutori presenti, paesi, ministri e commissari", spiega, parlando dell'appuntamento di Shanghai come di "una occasione unica, l'evento espositivo più importante mai organizzato". Per le imprese italiane, evidenzia Quintieri, "c'è la possibilità di essere rappresentate per sei mesi, quando in genere le singole missioni durano poche ore" in un mercato, quello asiatico, "riconosciuto come l'area più dinamica dell'economia mondiale e come un fondamentale mercato di sbocco".
In questo contesto, fa notare il Commissario, le imprese italiane "hanno colto tutta l'importanza dell'Expo di Shanghai e, nonostante il peso della crisi, hanno scelto di essere presenti". A partire dalla realizzazione del padiglione italiano che "sarà interamente costruito con materiali italiani, offerti da 40 imprese". Tra queste, alcune grandi come Permasteelisa, Graniti Fiandre e Guzzini "hanno fatto investimenti importanti, vedendo nel padiglione l'occasione per pubblicizzare i loro prodotti".
Quintieri si dice tra l'altro convinto che solo l'export può trainare la ripresa. "E' l'unica cosa che può fare da traino all'economia", considerato che "la domanda interna difficilmente potrà sostenerla, visto che i problemi con il disavanzo pubblico impediscono politiche espansive".
Il Commissarrio interviene anche sul marchio made in Italy al 100% che "è antistorico", perché "la delocalizzazione è un lascito positivo della globalizzazione". Al contrario, "i consumatori vanno garantiti sulla qualità, che va associata all'italianità, che non vuol dire 100% made in Italy". L'ex presidente dell'Ice evidenzia anche come sul tema sia in piedi "un dibattito che va avanti da molti anni e che non trova d'accordo neanche gli imprenditori", perché "è difficile fissare una soglia", visto che "sono importate molte materie prime, in buona parte già lavorate".
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