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Le imprese a finalita' sociale generano utili che vengono in gran parte reinvestiti nell'attivita' stessa

Imprese: 'Make a Change', il primo movimento per lo sviluppo a scopo sociale

Make a Change  Make a Change
ultimo aggiornamento: 20 novembre, ore 13:10
Soggetti privati innovativi offrono prodotti e servizi di valore sociale in modo ''economicamente sostenibile''
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Milano, 19 nov. (Adnkronos) - Nasce Make a Change, il primo movimento per lo sviluppo delle imprese a scopo sociale in Italia: soggetti privati innovativi che offrono prodotti e servizi di valore sociale in modo ''economicamente sostenibile''. I soci fondatori di questo nuovo movimento sono organizzazioni professionali e individui diversi e complementari (manager, imprenditori, finanziari, professionisti) che operano eticamente in vari settori.

Make a Change e' una piattaforma di ''attivismo for profit'' che si colloca all'interno del nostro sistema imprenditoriale e che lancia una sfida per unire il pragmatismo dei capitalisti e la sensibilita' dei militanti. Le imprese a scopo sociale, infatti, costituiscono l'anello mancante tra profitto e coesione sociale. Esse sono aziende a tutti gli effetti, in grado di produrre beni o servizi nel libero mercato. Il loro fine, pero', non e' la massimizzazione del profitto per pochi, bensi' la massimizzazione del benessere sociale. Sono realta' aziendali ''costruite all'inverso'': valorizzano le capacita' relazionali, economiche, progettuali dei soggetti disagiati e da queste costruiscono aziende competitive sul mercato.

Al contrario delle societa' no profit, le imprese a finalita' sociale generano utili che vengono in gran parte reinvestiti nell'attivita' stessa. Sono quindi economicamente e finanziariamente autonome nel medio-lungo termine e necessitano di fondi filantropici o di capitale paziente solo nella fase di avvio.

L'impresa sociale costituisce una vera a propria ''terza via'' tra profit e no profit e rappresenta un nuovo modello di azienda che consente una moderata remunerazione del capitale. Tuttavia, essa considera il denaro soprattutto come strumento per generare benessere e ricchezza per la societa'. Partire dalle persone, anteponendole ai profitti, creando business di successo.

Da Cristobal Colo'n a Jacqueline Novogratz; da Govindappa Venkataswamy a Kyle Zimmer: i pionieri del social business stanno gia' cambiando il mondo. Accanto a questi protagonisti di un radicale mutamento del capitalismo, ci sono istituzioni finanziarie, organizzazioni filantropiche ed aziende come Bank of England, Schwab Foundation, Social Edge e Whole Foods. Il successo delle loro esperienze testimonia quanto la societa' civile e la business community abbiano bisogno di un nuovo modello di imprenditorialita'.

In Italia esistono poche ma significative esperienze di impresa a finalita' sociale, realizzate da imprenditori brillanti, coraggiosi e illuminati. Ugo Bressanello, Ilario Cucchi, Francesco Castria, Sergio Urbani, Matteo Guidi e Andrea Limone sono social manager animati da un vero e proprio talento creativo: innovatori entusiasti che hanno realizzato modelli di impresa originali. Sono gli anticipatori di un'autentica rivoluzione culturale che fa dell'etica e della sostenibilita' le nuove parole d'ordine del nostro sistema economico.

Make a Change nasce per promuovere e sviluppare questo nuovo tipo di imprese in Italia ma, soprattutto, per crearne di nuove e piu' grandi. Il suo obiettivo piu' ambizioso e' quello di alimentare e promuovere presso la business community un nuovo asset class per gli investimenti responsabili.

Il movimento intende quindi allargare questa nuova famiglia di imprenditori sociali e moltiplicare le aziende che producono benefici sociali ed ambientali. L'imprenditore sociale sa infatti riconoscere un problema sociale ed utilizzare principi e metodi imprenditoriali per creare, organizzare e gestire un'iniziativa che generi profitto ma, soprattutto, che sia in grado risolvere quel problema. Per la prima volta, un'idea di business nasce dalla volonta' di generare cambiamento sociale positivo.

Gli operatori del terzo settore, le associazioni senza scopo di lucro e i gruppi spontanei di cittadini agiscono per migliorare le condizioni di vita delle fasce svantaggiate della popolazione e per salvaguardare l'ambiente. Gli imprenditori guardano esclusivamente alla remunerativita' del capitale investito. Il social manager valuta, invece, il successo della sua iniziativa sulla base dell'impatto sociale prodotto.

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