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Il sistema camerale ha elaborato e sta mettendo in pratica proposte e iniziative a sostegno

Imprese: Unioncamere, 50 mila in piu' nel 2011 (+0,8%)

ultimo aggiornamento: 26 gennaio, ore 20:07
Se rispetto al 2010 il dato certifica un rallentamento della vitalita' del sistema (+0,8 contro +1,2% il tasso di espansione della base imprenditoriale), il bilancio dello scorso anno e' stato comunque migliore di quelli del triennio 2007-2009, quando la crescita media si e' aggirata intorno allo 0,5%


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Roma, 25 gen. - (Adnkronos) - La crisi di fiducia che dalla meta' del 2011 ha colpito l'Italia e gli altri paesi dell'eurozona ha rallentato ma non fermato la voglia di fare impresa degli italiani. Tra gennaio e dicembre i registri delle Camere di commercio hanno rilevato la nascita di 391.310 imprese, a fronte delle quali 341.081 hanno cessato l'attivita'. Il saldo di fine anno ammonta pertanto a 50.229 imprese in piu' che portano il totale dello stock di imprese esistenti al 31 dicembre, al valore di 6.110.074 unita': un'impresa ogni dieci abitanti.

Se rispetto al 2010 il dato certifica un rallentamento della vitalita' del sistema (+0,8 contro +1,2% il tasso di espansione della base imprenditoriale), va detto pero' che il bilancio del 2011 e' stato comunque migliore di quelli del triennio 2007-2009, quando la crescita media si e' aggirata intorno allo 0,5%. E' quanto emerge dell'indagine Movimprese, la rilevazione trimestrale sulla natalita' e mortalita' delle imprese condotta da InfoCamere, diffusi oggi dal Presidente di Unioncamere Ferruccio Dardanello a Reggio Emilia, in occasione del convegno celebrativo a centocinquant'anni della legge istitutiva delle Camere di commercio.

A determinare la minore crescita dello stock e' stata principalmente la piu' ridotta dinamica delle aperture (diminuite di circa 20mila unita' rispetto al 2010), mentre ha inciso meno l'aumento delle chiusure (solo 3mila unita' rispetto all'anno precedente). Fa eccezione il Mezzogiorno, dove queste dinamiche appaiono invertite: a determinare la riduzione del saldo annuale, comunque positivo per oltre 13mila imprese, e' stato infatti l'aumento delle cessazioni rispetto al 2010, mentre meno hanno inciso le minori iscrizioni.

L'impresa, sottolinea Dardanello, ''resta un'ancora fondamentale per la tenuta del tessuto sociale, oltre che economico, del Paese. Soprattutto in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando. A chi fa impresa nel rispetto delle regole e con l'obiettivo di costruire qualcosa di duraturo, deve andare il rispetto e l'incoraggiamento di tutti, a partire dalle istituzioni. Siamo un Paese che ha tutte le carte in regola per mantenere alto il proprio prestigio nel mondo a partire dalle proprie produzioni di qualita', dalla creativita' diffusa, dalla capacita' di innovare. Tutte doti che si ritrovano nelle nostre imprese, anche le piu' piccole, a cui bisogna dare fiducia e strumenti per crescere e competere''.

Il sistema camerale, aggiunge il presidente di Unioncamere, ''ha elaborato e sta mettendo in pratica un arco di proposte e iniziative a sostegno del fare impresa che puo' dare un contributo concreto a riprendere il percorso della crescita. Al governo abbiamo offerto tutta la nostra collaborazione e chiesto due cose: di intensificare gli sforzi per non far mancare il credito a chi investe, produce e crea occupazione e di attuare con scrupolo, in tutti i prossimi passaggi normativi, i principi contenuti nello Small Business Act puntando a sostenere la piccola impresa, senza la quale non c'e' made in Italy, non c'e' occupazione, non c'e' sviluppo''.


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