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Un costo complessivo pari a circa il 6% del pil della Regione
Mafia: Confesercenti, ogni anno in Sicilia circa 50mila imprese vittime
ultimo aggiornamento: 03 aprile, ore 18:08
Negli ultimi tre anni per la stessa ragione hanno alzato bandiera bianca circa 100mila imprese e di queste oltre 30 mila hanno chiuso i battenti per grave indebitamento ed usura
Palermo, 3 apr. - (Adnkronos) - In Sicilia ogni anno sono circa 50mila le imprese colpite, a vario titolo, dalla criminalita'. Negli ultimi tre anni per la stessa ragione hanno alzato bandiera bianca circa 100mila imprese e di queste oltre 30 mila hanno chiuso i battenti per grave indebitamento ed usura.
Numeri che si sono tradotti per l'intero sistema imprenditoriale siciliano in un costo complessivo che sfiora i 5 miliardi di euro, circa il 6% del pil della Regione. L'allarme e' contenuto nel Focus dedicato all'Isola del XIII rapporto annuale di Sos Impresa 'Le mani della criminalita' sulle imprese', presentato oggi a Palermo.
Nel focus, giunto alla sue seconda edizione, emerge oltre ad un'attivita' di tipo tradizionale della criminalita' costituita dall'estorsione e dall'usura anche un progressivo affermarsi della 'mafia imprenditrice', in grado di intervenire con proprie imprese nelle relazioni economiche stabilendo collegamenti collusivi con la politica, le banche e gli apparati burocratici.
"Si discute di aiuti per il Mezzogiorno, di fiscalita' di vantaggio, di lotta al sommerso e all'evasione - si legge nel rapporto di Sos Impresa - senza voler rendersi conto che perdurando il 'fattore mafia', l'economia continuera' a ristagnare, gli investimenti prenderanno altre strade".
Da Confesercenti arriva anche un duro attacco alla "politica dello struzzo che non ha pagato e non paga. Se non si prendera' atto che in un terzo del Paese non e' garantita la liberta' di fare impresa non si determinera' quella svolta necessaria e attesa".
Per Confesercenti infatti, "gli interventi necessari per contrastare effettivamente la criminalita' languono. Il movimento antiracket resta un'avanguardia. Una testimonianza essenziale, ma da solo non potra' farcela. Non c'e' un investimento della politica, se soprattutto la grande impresa e le grandi confederazioni non squarceranno il velo dell'ipocrisia - conclude Confesercenti - non si faranno grandi passi avanti".
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