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Studio della camera di commercio di Monza e Brianza

Sempre più donne imprenditrici in Italia: un'azienda su tre è rosa

ultimo aggiornamento: 22 agosto, ore 14:05
Nei primi sei mesi del 2009 sono nate circa 40 mila imprese femminili (esattamente 39.284) che rappresentano il 30% di tutte quelle individuali. Alle donne piace di più il commercio 33,4%) ma va forte anche l'agricoltura (28,9%) e i servizi alla persona (11%)
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Milano, 22 ago. (Adnkronos) - In Italia nei primi sei mesi del 2009 sono nate circa 40 mila imprese individuali con titolare donna (39.284), circa il 30% del totale delle nuove imprese individuali iscritte, e hanno aperto perlopiù in Lombardia (12,8%), Campania (10,2%) Piemonte (8,7%) e Lazio (8,7%). E' quanto emerge da indagini condotte dall'Ufficio studi della Camera di commercio di Monza e Brianza.

In Italia le imprese individuali femminili sono complessivamente 857.230 e rappresentano il 25,5% delle imprese individuali totali, con un tasso di resistenza alla crisi del 25% superiore rispetto a quelle maschili e una maggiore vivacità registrata in Calabria dove rispetto allo scorso anno sono aumentate dello 0,6%. E sebbene le imprese individuali in rosa siano più numerose in Lombardia (91.741 ovvero il 10,7%), il contributo delle donne alla piccola impresa individuale è più significativo in Molise dove le imprese individuali femminili rappresentano il 34,2% delle imprese individuali, in Basilicata il 31,6% e in Abruzzo il 30,4%.

Le imprese individuali con titolare donna si concentrano nel commercio (33,4%), ma anche nell'agricoltura (28,9%) e nei servizi alla persona (11%). Ma essere donna è una fatica e dopo la nascita del primo figlio il 10,1% delle donne lombarde ha smesso di lavorare, il 25,8% ha chiesto il part time e solo poco più della metà delle donne 52,2% ha continuato a lavorare a tempo pieno. Un difficile compromesso fra famiglia e lavoro per cui le donne guardano con favore agli asili nido aziendali: 95,6% delle donne manderebbe il figlio in un asilo nido aziendale principalmente per la comodità degli orari e degli spostamenti (67,3%), perché è un forte incentivo per il rientro dalla maternità (23,9%) e infine per l'8,8% può risultare un fattore positivo per fare carriera.

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