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Con Carole Bouquet e André Dussollier
Immagine dal film "Impardonnables"
Bouquet, 'Impardonnables' film generoso sull'amore adulto
Immagine dal film "Impardonnables"
ultimo aggiornamento: 20 aprile, ore 19:11
André Techiné ci insegna che vale la pena innamorarsi e che si può fare anche a una certa eta''
Roma, 20 apr. (Adnkronos) - Un film generoso e tenero che dimostra quanto valga la pena di innamorarsi anche in tarda età. E' 'Impardonnables', il nuovo film di André Techiné con Carole Bouquet e André Dussollier, proiettato a Roma al festival del nuovo cinema francese 'Rendez-vous', ideato dall'Ambasciata di Francia e organizzato dall'Institut Francais - Italia, del quale l'Adnkronos è media partner.
''E' una storia d'amore tra una donna di cinquant'anni e un uomo di sessanta'', spiega all'Adnkronos Carole Bouquet, a Roma per presentare il film e nel suo ruolo di madrina d'eccezione del festival. ''I due si sono innamorati e hanno dimenticato, come spesso succede a chi si innamora, di avere avuto una vita prima, dal momento che non hanno più vent'anni. Ognuno di loro ha un passato con varie vicissitudini che si manifestano talvolta in maniera violenta, altre volte in maniera tenera. Mille strade diverse, perché la vita non è mai una strada dritta, che si scoprono mentre si vive questo amore. Ma la bellissima cosa di questo film -sottolinea l'attrice- è che è molto tenero e generoso sull'essere umano, pur essendo molto reale e a volte crudele. Ed è bello che un uomo vicino ai settanta anni come Techiné, ci dica che la vita va vissuta, che vale la pena di innamorarsi, che è possibile farlo ancora una volta''.
Il film è anche un omaggio a Venezia, città dove è interamente girato e che non è solo uno sfondo. ''Venezia è un personaggio del film -rimarca Bouquet-. Essendo un'isola, cosa che i turisti spesso dimenticano perché arrivano per un giorno e poi ripartono, i veneziani la vivono con il ritmo di un'isola, che ti entra dentro e ti prende nel sangue''.
E l'isola che è entrata dentro e ha preso nel sangue Carole Bouquet è Pantelleria, dove possiede delle vigne che producono un celebre Passito. ''Pantelleria mi ha presa con un colpo di fulmine. L'amore per l'Italia -spiega l'attrice- l'ho da molti anni, amo questo Paese con tutti i suoi difetti, che vedo ma come tutti gli innamorati, li accetto. E ho scelto di mettere le mie radici stranamente a Pantelleria. Dico stranamente perché sono una 'ragazza di città' -afferma con un sorriso-. Ma questa terra mi affascina totalmente perché è paradossale: sembra dura, austera, vulcanica e invece produce cose di una sensualita', di una bontà uniche. E' terra mia. Ormai la mia identità è fatta di Pantelleria''.
Bouquet dell'Italia ama anche il cinema, del quale è stata spesso protagonista in passato, che, in questo momento di crisi, attraversa una fase felice: ''Attraverso il cinema si parla -dice l'attrice- e nei momenti difficili, di crisi, si parla ancora meglio perché c'è bisogno di parola. Questo è un momento veramente molto importante per l'italia, per questo stanno uscendo molti film interessanti. Lo so che noi in Francia abbiamo una produzione più facile -afferma- perché c'è un sistema fatto sessant'anni fa dallo Stato, che agevola la produzione di nuovi film attraverso prelievi forzati sugli incassi di quelli nelle sale. Ma anche in Francia, dove la crisi non è diversa da quella italiana, in questo momento si fanno più film perché si parla di più''.
Domenica il festival 'Rendez-vous' proietterà la pellicola che 35 anni fa ha lanciato Carole Bouquet, 'Quell'oscuro oggetto del desiderio', di Luis Bunuel. ''L'emozione del primo ciak con il maestro spagnolo -ricorda l'attrice- era talmente forte da essere in realtà paura. Fare un film con Bunuel era per me un regalo enorme, avevo vent'anni e debuttavo in un mestiere che non sapevo fare. E' stato un momento bellissimo, perché ha cambiato la mia vita, ma lo ricordo come un buco nero. E quando ho visto il film, ero felice perché nel mio Pantheon dei grandi registi, Bunuel era accanto a Fellini, Visconti, Antonioni, Lubitch, Hitchcock. E' stato il più grande regalo della mia vita fare un film con lui -conclude Bouquet- anche se non sapevo come scartarlo''.
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