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Da una ricerca del giornalista Michele Bovi

E' già sfida a colpi di plagi sui titoli delle canzoni. I meno originali i Matia Bazar

Matia Bazar  Matia Bazar
ultimo aggiornamento: 31 gennaio, ore 15:42
Roma - (Adnkronos) - 'Sei tu', il nome del brano che il gruppo porterà a Sanremo, compare nei registri SIAE ben 679 volte. Mentre sono 652 i pezzi intitolati ''Per sempre'' come quello che interpreterà Nina Zilli


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Roma, 31 gen. (Adnkronos) - Ancor prima di ascoltare i brani in gara al prossimo Festival di Sanremo, il plagio colpisce già i titoli delle canzoni. Lo rileva una ricerca di Michele Bovi, giornalista e autore nel 2004 di ''Anche Mozart copiava''. Il titolo del brano in gara all'Ariston meno originale è quello dei Matia Bazar ''Sei tu'' che sui registri della SIAE compare già ben 679 volte: altrettante canzoni con lo stesso titolo sono state depositate in passato al fine di essere tutelate da tentativi di plagio. Tra la marea di ''Sei tu'' le più significative sono quelle di Umberto Balsamo nel 1977 e di Syria nel 1997, ma anche Mino Reitano scrisse una ''Sei tu'' incisa da Donatella Moretti nel 1992.

Sono 652 le canzoni con il titolo ''Per sempre'' come quella che interpreterà Nina Zilli: tra i precedenti quella di Marcella Bella del 1974, quella di Amedeo Minghi del 1992, quella di Adriano Celentano del 2002 e quella fresca di Emma dello scorso anno . 108 precedenti per il brano affidato ad Arisa, ''La notte'', celeberrima quella del 1965 cantata da Adamo. 51 titoli ''Respirare'' sono stati depositati prima di quello di Gigi D'Alessio che farà coppia con Loredana Berté; 8 precedenti per ''Sono solo parole'' la canzone di Noemi. E 23 ''Nani'' come il brano di Lucio Dalla e Pierdavide Carone, il più popolare dei quali composto e inciso da Bruno Lauzi nel 1977.

La questione dei plagi nei titoli al Festival di Sanremo ha origini antiche, come rileva la ricerca di Bovi pubblicata sul sito www.michelebovi.it: già al primo Festival di Sanremo, nel 1951, ad incappare in un'accusa di plagio fu la paroliera Ornella Ferrari, in arte Biri, autrice del testo di un brano, ''La luna si veste d'argento'', classificatosi al secondo posto e interpretato da Nilla Pizzi (anche vincitrice dell'edizione con ''Grazie dei fiori''): quel titolo fece gridare subito al plagio gli appassionati di letteratura perché era tratto da un verso de ''L'amica di nonna Speranza'', poesia contenuta nei Colloqui di Guido Gozzano del 1911.


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