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L'intervista a 'Max'

Nina Zilli: "Dopo il Festival vado da Panariello a fare Mina"

Nina Zilli  Nina Zilli
ultimo aggiornamento: 01 febbraio, ore 17:46
Roma, 1 feb. (Adnkronos) - La cantante si prepara alla sua seconda esperienza sanremese: "Ho detto no a 'X Factor', volevano che facessi il giudice"


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Roma, 1 feb. (Adnkronos) - Ha detto no ad 'X Factor' dove la volevano come giudice, ora Nina Zilli si prepara al suo secondo Festival di Sanremo dove gareggerà con il brano Per sempre e subito dopo prenderà parte al nuovo programma di Giorgio Panariello che gli ha chiesto di interpretare Mina. Lo racconta la stessa Zilli in un'intervista a 'Max', nel numero in edicola e su iPad dal 6 febbraio. "Panariello mi ha chiamata e in puro toscano mi ha detto: 'Vorrei che tu facessi Mina!'… ancora non so come sarà il programma ma l'idea di avere un'intera orchestra a mia disposizione mi elettrizza", dice.

Un 2012 all'insegna della Tigre di Cremona per la Zilli che a Sanremo canterà anche 'Grande Grande Grande' con Skye dei Morcheeba: "Me la sto facendo sotto già ora. Pensa se Mina mi sente e non le piace la mia interpretazione? Magari capita quello che è successo a Beyoncé: all'insediamento di Obama ha cantato At last, un pezzo della mitica Etta James. Secondo me è stata anche brava, eppure Etta le ha fatto un culo così!".

Quanto a 'X Factor'', "mi hanno proposto di fare il giudice -racconta- e ovviamente si sono beccati un no grande come una casa. Ma come gli è venuto in mente di proporlo proprio a me, che sono l'antitesi del talent? Questi sono programmi fatti bene, i ragazzi sono bravi. Però, se non sai come muoverti, come vestirti, come cantare, forse è meglio se vai a fare il karaoke! La parola 'talento' mi ha proprio nauseato…".

Arrivata al successo riscoprendo la black music, quella vintage della Motown, della Stax e dell'Atlantic, la Zilli è esplosa poi con pezzi come '50mila' e 'L'uomo che amava le donne'. Ora con il nuovo disco 'L'amore è femmina' ha allargato gli orizzonti e si è spostata di un decennio: "Diciamo che stavolta esploro la seconda metà degli anni Sessanta e i primi Settanta. Fare il secondo album è sempre più difficile… Non volevo fosse un disco con cinque belle canzoni e un tot di riempitivi, così ne ho scritte tantissime e alla fine credo che quelle scelte siano tutte buone".

Il disco vanta anche una serie di collaborazioni illustri in alcune canzoni: "Ne ho messe anche alcune non mie: 'Per le strade' di Pacifico e 'La felicità' di Diego Mancino mi hanno letteralmente fulminata al primo ascolto. Poi mi sono tolta la soddisfazione di firmare un pezzo, 'Un'altra estate', con Carmen Consoli. Io l'ho sempre amata, ho visto almeno 15 suoi concerti. Secondo me è l'ultima cantante donna degna di nota che abbiamo avuto in Italia".


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