Speciali > Verso una regolamentazione bilanciata del settore tabacco > Tabacco, tra Iva e accise oltre 14 mld di entrate per lo Stato nel 2011
139.000 gli addetti coinvolti nella distribuzione
Tabacco, tra Iva e accise oltre 14 mld di entrate per lo Stato nel 2011
ultimo aggiornamento: 13 giugno, ore 12:51
Rispetto al 2000, l'incremento delle entrate derivanti dal tabacco è stato pari al 58%. Le tabaccherie in Italia sono circa 56.000, e i loro introiti derivano per oltre il 60% dal tabacco
Roma, 13 giu. (Adnkronos/Labitalia) - Nel 2011, le sigarette hanno garantito allo Stato il 97,4% del gettito Iva e il 98,5% di quello delle accise sul tabacco, per un totale di oltre 14 miliardi di euro. Rispetto al 2000, l'incremento delle entrate derivanti dal tabacco e' stato pari al 58%. Le tabaccherie in Italia sono circa 56.000, e i loro introiti derivano per oltre il 60% dal tabacco. La distribuzione e' inoltre integrata da circa 14.500 patentini, per un numero totale di addetti coinvolti e' pari a 139.000 unita'. Sono i dati emersi oggi a Roma in occasione della seconda edizione del Forum 'La regolamentazione del settore del tabacco, quale futuro per la filiera?', organizzato da 'The European House-Ambrosetti' con il supporto di Unindustria, Fit-Federazione Italiana Tabaccai, Coldiretti e Logista.
L'Italia e' il primo produttore europeo di tabacco in foglia, ma nel periodo 2000-2011 si e' verificata una perdita di circa 10.816 ettari di superficie agricola coltivata, che ha comportato la cessazione dell'attivita' per oltre 24.200 produttori (-81,8%) tra Toscana, Puglia, Campania, Umbria e Veneto.
Si stima che nel solo 2011 il volume d'affari relativo ai prodotti del tabacco sia stato pari a circa 19 miliardi di euro, in crescita rispetto all'anno precedente anche a causa dell'aumento dell'imposizione fiscale. (segue)
I prodotti del tabacco sono regolamentati a livello europeo dalla direttiva prodotti tabacco (2001/37/CE), attualmente oggetto di un processo di revisione ad opera della Commissione europea che, molto probabilmente, si concludera' a fine 2014. Tra le varie proposte di revisione, quelle che comporterebbero maggiori impatti sulla filiera del tabacco nel suo complesso sono l'introduzione del pacchetto generico o di immagini shock, che ricoprirebbero quasi interamente la superficie del pacchetto, rendendolo di fatto standardizzato, e il divieto di utilizzo degli ingredienti.
Una consultazione pubblica indetta dalla Commissione europea nella seconda meta' del 2010 ha mostrato un generale scetticismo in merito a tali misure da parte di tutti i settori coinvolti: nello specifico, circa il 95% dei 85.000 cittadini rispondenti ha dichiarato di essere contrario alle opzioni di revisione. Il 15 settembre 2011, il Parlamento europeo ha rigettato, convalidando la scelta dei cittadini, un emendamento di sostegno a tali opzioni.
L'introduzione del pacchetto generico o di immagini shock di dimensioni sproporzionate, determinando di fatto una standardizzazione del prodotto, comporterebbe verosimilmente l'abbassamento del suo prezzo e, di conseguenza, la diminuzione dei margini per le oltre 56.000 rivendite italiane, le cui entrate sono per il 60-65% derivanti dai prodotti del tabacco, oltre che seri impatti per l'Erario e la filiera.
L'impossibilita' di utilizzare alcuni ingredienti nella lavorazione del tabacco genererebbe un effetto di spiazzamento di produzione e commercializzazione della varieta' di tabacco Burley che, concentrata per il 93% in Campania, rappresenta oltre un terzo della produzione italiana. Risulterebbero quindi a rischio il 50% delle aziende tabacchicole italiane e 7.000 ettari coltivati, con potenziali riflessi negativi su una base occupazionale di circa 40.000 addetti alla coltivazione e prima trasformazione. Scomparirebbero circa 48 milioni di euro di valore della produzione e circa 26 milioni di euro di valore aggiunto della prima trasformazione.
In Italia, le sigarette contraffatte e contrabbandate rappresentano quasi il 3,4% del totale (dato in crescita rispetto agli anni precedenti), pari a circa 3 miliardi di sigarette. Tali dati, anche alla luce delle esperienze di altri paesi, rischiano di peggiorare in modo consistente qualora pacchetto generico o avvertenze sanitarie di dimensioni eccessive e divieto di ingredienti venissero introdotti.
Si calcola che nel 2010 contrabbando e alla contraffazione di sigarette abbiano arrecato un danno alla filiera italiana del tabacco di oltre 650 milioni di euro, di cui 485 milioni sottratti all'Erario pubblico.
tutte le notizie di Verso una regolamentazione bilanciata del settore tabacco



















