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Nella terza giornata di lavori approvato un documento finale
XXXII Assemblea Upi, attuare riforma sistema parlamentare e delle conferenze
ultimo aggiornamento: 11 dicembre, ore 13:36
Istituire un'unica sede di raccordo tra governi dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e procedere a superare il bicameralismo perfetto attraverso la creazione di un Senato delle autonomie territoriali
Roma, 11 dic. - (Adnkronos) - Ripensare l'attuale sistema delle Conferenze per istituire un'unica sede di raccordo tra governi dello Stato, delle Regioni, degli Enti locali e procedere con la riforma del sistema parlamentare per superare il bicameralismo perfetto con la creazione di un Senato delle autonomie territoriali e la riduzione dei parlamentari. E' quanto chiede l'Upi nel documento finale approvato oggi all'unanimita', nella ultima giornata di lavori della XXXII Assemblea delle Province d'Italia.
Tanto piu' in un momento di crisi economica le Province sono d'accordo sulla lotta agli sprechi purche' venga collegata a un rilancio degli investimenti. Proprio in questa prospettiva, secondo l'Upi, occorre "avviare una profonda opera di riordino delle istituzioni che semplifichi effettivamente la pubblica amministrazione e fornisca un quadro di riferimento stabile, snello, moderno ed efficiente, che valorizzi i soggetti che oggi costituiscono la Repubblica: i Comuni, le Province, le Citta' metropolitane, le Regioni e lo Stato".
Superata insomma la campagna di abolizione delle Province, "un attacco alla democrazia", l'Upi chiede una riorganizzazione organica di "tutte le funzioni amministrative intorno alle istituzioni che compongono la Repubblica, colpendo le reali inefficienze e superando enti e strutture ridondanti a livello nazionale e a livello regionale, che non hanno una diretta legittimazione democratica".
L'Upi e' insomma d'accordo con l'abolizione di tutti quegli enti intermedi come Ato, Consorzi, comunita' montane, agenzie, uffici delle Regioni decentrati a livello provinciale, che svolgono funzioni di governo di area vasta da ricondurre in capo alle Province stesse. Ma al tema delle funzioni e' strettamente legata la certezza delle risorse.
Nel documento approvato dall'Assemblea, l'Upi chiede che il federalismo fiscale garantisca "ai Comuni, alle Province, alla Citta' metropolitane e alle Regioni la certezza delle risorse finanziarie necessarie per l'esercizio delle funzioni istituzionali, allocando la gestione dei cespiti tributari in modo appropriato e trasparente tra i diversi livelli di governo ed esaltando l'autonomia e la responsabilita' di tutte le istituzioni costitutive della Repubblica". D'accordo con la necessita' di "ripensare complessivamente i costi delle istituzioni", l'Upi sottolinea che la riforma istituzionale non puo' pero' limitarsi "ai rami bassi".
In questo senso l'Upi propone di "rilanciare l'istituzione della Commissione bicamerale per le questioni regionali integrata con rappresentanti di Regioni e Autonomie locali, nella prospettiva di una riforma complessiva del sistema parlamentare".
E su questo ultimo tema, secondo le Province, occorre "fare in modo che il Parlamento diventi finalmente il luogo centrale di confronto della Repubblica, superando il bicameralismo perfetto e le lentezze dell'iter di approvazione delle leggi, riducendo il numero dei parlamentari, prevedendo una Camera politica che dia la fiducia al Governo e un Senato rappresentativo delle autonomie territoriali, in modo da assicurare un maggiore coordinamento tra il legislatore nazionale e i legislatori regionali".
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