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Pubblicati i dati definitivi della rilevazione censuaria
Turismo: Istat, nel 2010 cresciuti gli arrivi negli esercizi italiani, +3,5% sul 2009
ultimo aggiornamento: 22 dicembre, ore 11:58
I risultati migliori hanno riguardato il Nord-ovest e il Sud dove la dinamica e' stata trainata dalla componente straniera. Incremento limitato al Centro e nel Nord-est, con dinamiche positive per gli stranieri e negative gli italiani, mentre il risultato peggiore si e' registrato nelle Isole, con un calo complessivo dell'1,5%
Roma, 22 dic. (Adnkronos) - Salito nel 2010 il movimento dei clienti negli esercizi ricettivi italiani, gli arrivi lo scorso anno hanno registrato un aumento rispetto al 2009 del 3,5%, avvicinandosi alla soglia dei 100 milioni di clienti in un anno. Lo rileva l'Istat che oggi pubblica i dati definitivi provenienti dalla rilevazione censuaria. Una dinamica, sottolinea l'Istat, che e' stata trainata dalla crescita robusta (+4,0%) registrata negli esercizi alberghieri, mentre gli arrivi sono aumentati in misura piu' modesta (+1,4%) nella componente degli esercizi complementari.
Al significativo aumento degli arrivi, rileva ancora l'istituto di statistica, ha corrisposto un incremento decisamente meno intenso delle presenze (notti spese dai clienti nei medesimi esercizi) che sono cresciute rispetto al 2009 dell'1,3% portandosi a un totale appena superiore ai 375 milioni. Questa risalita delle presenze, giungendo dopo due anni di lieve contrazione (-0,8% sia nel 2008, sia nel 2009) ha riportato il livello dell'aggregato vicino al valore massimo, osservato nel 2007. L'incremento e' stato piu' marcato nella componente alberghiera, le cui presenze sono aumentate dell'1,8%, recuperando quasi completamente la caduta registrata nell'anno precedente (-2,0%).
Per gli esercizi complementari vi e' stato, invece, un incremento molto lieve (pari allo 0,2%) che e' peraltro giunto dopo il risultato positivo (+1,8%) del 2009, aggiunge l'Istat sottolineando che a frenare la crescita delle presenze ha contribuito il calo della durata media del soggiorno nelle strutture ricettive, risultata nel complesso di 3,80 notti (-0,08 notti rispetto al 2009) con differenze minime per tipologia di esercizio. Questa nuova diminuzione prosegue la tendenza discendente della durata dei soggiorni che caratterizza da ormai almeno un decennio il nostro Paese.
Il risultato complessivamente positivo emerso nel 2010, rileva ancora l'Istat, e' stato determinato essenzialmente dalla crescita delle presenze della componente straniera della clientela, che ha largamente compensato la dinamica lievemente negativa emersa per la componente nazionale. Le notti trascorse dagli italiani negli esercizi ricettivi nel 2010 si sono ridotte di quasi un milione rispetto all'anno precedente (-0,4%) attestandosi a circa 210 milioni. Le presenze dei non residenti sono invece cresciute di 5,7 milioni (pari a un aumento del 3,6%) superando per la prima volta il tetto di 165 milioni di notti.
Per quel che riguarda i piu' importanti paesi di origine dei turisti stranieri, emerge che i tedeschi si confermano nettamente al primo posto con 47,8 milioni di presenze e con un incremento dell'1,1% rispetto al 2009. La componente piu' dinamica, tra le maggiori, e' quella dei clienti statunitensi che, con un aumento del 7,2%, giungono a 10,8 milioni di presenze e diventano la seconda nazionalita' negli esercizi ricettivi italiani. Seguono da vicino, con oltre 10 milioni di pernottamenti ciascuno, i flussi provenienti da Olanda e Gran Bretagna, che nel 2010 hanno presentato variazioni annue significativamente negative (rispettivamente -1,8 e -1,3%), e quello dei clienti francesi che e' invece aumentato dell'1,7%.
Considerando gli andamenti registrati a livello territoriale, nel 2010 i risultati migliori hanno riguardato il Nord-ovest, con un aumento delle presenze del 3,8%, e il Sud dove la crescita e' stata del 2,9%; in entrambi i casi la dinamica e' stata trainata dalla componente straniera, con rispettivamente +7,6 e +5,9%. Nel Centro e nel Nord-est l'incremento e' stato limitato (rispettivamente +1,6 e +0,1%), segnando in entrambi i casi dinamiche positive per gli stranieri e negative gli italiani. E' da sottolineare, conclude l'Istat, che nel Centro le presenze dei primi hanno superato quelle dei secondi. Infine, il risultato peggiore si e' registrato nelle Isole, con un calo complessivo dell'1,5% e andamenti negativi per entrambe le componenti.
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