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Secondo Me » Forum


L'università è ancora una carta vincente?

I dati dell'Istat mostrano che laurearsi conviene, ai fini di trovare lavoro. A tre anni dal conseguimento della laurea il 73,2% svolge un'attività lavorativa. Partecipa al forum


Inviato da elsa il 16/11/2009 ore 15:25
L'Università è ancora una carta vincente?
Secondo me no, se la vediamo in termini di investimento economico, oltre che culturale. I dati dell’Istat dovrebbero anche parlare del livelli retributivi dei neo-laureati per vedere se l’università rappresenta ancora una carta vincente! Se ad un percorso di studio così lungo, tra laurea triennale, biennio magistrale, master e contro master (con costi da capogiro!) corrisponde un posto di lavoro (dopo tre anni quando va bene!) con uno stipendio mensile medio di euro 1500,00, dire che l’università è ancora una carta vincente mi sembra proprio una pia illusione e un vero dispendio di risorse economiche e umane, sul piano individuale e su quello delle risorse pubbliche. Oggi molti studenti si iscrivono all’università perché non trovano facilmente lavoro dopo il diploma e quando il percorso di studio è concluso, rimangono ad aspettare… oppure accettano di fare un lavoro non corrispondente al proprio profilo culturale. L’istruzione universitaria è ancora troppo “scolastica”, non sviluppa competenze ad ampio raggio spendibili concretamente e parallelamente nel mondo del lavoro, come avviene in altri paesi europei. Alcuni nuovi corsi o corsi professionalizzanti universitari nascono solo sotto la necessità di utilizzare risorse finanziarie, mentre sull’altro versante (il mondo produttivo) la ricerca di personale è orientata ad altri profili professionali. Una carta vincente potrebbe essere oggi una seria preparazione culturale di base garantita dai diversi ordini di scuola, primaria e secondaria e, dopo il diploma, la scelta di un percorso professionale di breve durata, mirato ad una specifica qualifica o mestiere. Elsa C.

Inviato da carletto6 il 07/11/2009 ore 17:35
Dipende....
Se ho un papà notaio, si...

Inviato da fabiom il 26/10/2009 ore 19:16
Parole o numeri
Caro Hugo hai ragione. E' tutto vero, ma 1+1=2 a chi giova? Studiare materie umanistiche permette di fare affermazioni che non si rivoltino contro. E leggere un libro sotto l'ombrellone non è letteratura, come non è giurisprudenza rendersi conto di un'ingiustizia, come non è economia controllare lo scontrino.

Inviato da blubblub il 07/09/2009 ore 08:42
Carta
Si, come carta...[insulto, ndr].

Inviato da jazmine il 01/07/2009 ore 10:22
Vincente non lo sò ma necessaria sì!
Carta vincente?...carta necessaria magari!Credo sia indubbio che oggi avere una laurea sia il minimo, ovviamente ciò non garantisce un lavoro e purtroppo questo paese ha delle dinamiche a volte incomprensibili che esulano dalla meritocrazia e rendono tutto più difficile. Siamo tanti, troppi e il mondo del lavoro in alcuni campi risulta davvero saturo!Rimane indubbio però la necessità di una laurea ma solo come punto di partenza non di arrivo.

Inviato da tripem il 26/05/2009 ore 15:48
Valore legale
Il titolo universitario fa punteggio per i concorsi ed altro, secondo me va gli va tolto il valore legale, è l'unico modo per far tornare l'università un luogo in cui si studia e si apprende

Inviato da Hugo_mi il 21/05/2009 ore 23:47
Lingue morte? Nuove strade dove non ci sono?
Ma cosa vi siete fumati? Ma parlerete mica del Napoletano stretto e della Salerno Reggio Calabria? Cordialità

Inviato da Hugo_mi il 21/05/2009 ore 23:43
Non c'è nulla da interpretare.
Non c'è nulla da interpretare Ernesto. Le regole le fa il mercato. Anche quello russo pre crollo muraglia berlinese assorbiva tecnici molto più che parolatori vari. Quanto al mio orientamento politico, devi modificare la tua assunzione sistemica. La politica è una sfera e la destra è talmente poco destra per me che a furia di girare finirei tranquillamente a sinistra. Ma per mazzolare con Dempsey nel club dei Giacobini. Cordialità

Inviato da Luca80 il 20/05/2009 ore 15:28
Perdonami Ernesto...
Praticamente riprendo il discorso che stavo facendo. :) Prima dici che in Italia pochi fanno quello per cui hanno studiato e poi dici che in Italia ci sono pochi filosofi e che sono gli unici a vedere nuove strade. Esorti anche lo studio delle lingue morte... ...quindi tu vorresti più filosofi di professione ed un esercito di traduttori di lingue morte? Io credo che la filosofia sia bella ma il suo limite è la pragmatica. Sai le lingue morte? Sai trovare nuove strade? A che serve se non sai l'inglese e non sai porti nel modo giusto (non dico te eh, parlo in generale).

Inviato da sottiletta il 20/05/2009 ore 14:08
Chiusura mentale.
Dalle mie parti si dice che una t****a può essere riconosciuta solo da una t****a più grande. Quindi, quando si parla di chiusura mentale epica, chi, meglio dei [insulro, ndr] è in grado di riconoscerla? Loro ne sono i portabandiera.

Inviato da dempsey il 20/05/2009 ore 14:34
Interpretare, caro Ernesto.
Tralasciando l'interpretazione aristotelica del concetto di Metafisica, il che sarebbe troppo pesante in questo forum, ti esorto a capire meglio la natura stessa dello speculare, che sicuramente infonde virtù come "il senso critico". Evidentemente, ancora sei estraneo a questo concetto, altrimenti avresti interpretato diversamente il post di ugolino! Tutto qui!

Inviato da Ernesto Guevara il 20/05/2009 ore 13:52
La filosofia dell' 1+1
Dempsey, in molti si chiedono a cosa serve imparare le lingue morte...me lo sono chiesto anche io. E lo sai cosa ho scoperto? Che è un esercizio per mantenere elastica la mente. In un epoca strana e complessa come la nostra chi più riesce ad adattarsi sono proprio i laureati in filosofia...e lo sai perchè? Perchè sono gli unici a vedere le strade dove le strade non ci sono. Il nostro Paese con voi che fate questi discorsi è destinato a diventare un luogo arido e senza cultura, dove 1+1 farà 2, ma dove anche non si riuscirà mai a creare nessuna 'nuova strada'.

Inviato da dempsey il 20/05/2009 ore 14:01
Lance spezzate...
Caro Ernesto, Ugolino é da interpretare. In maniera corretta appare molto veritiero e io giustamente, concordo con il suo post.

Inviato da Ernesto Guevara il 20/05/2009 ore 12:39
Per Hugo_me
La tua chiusura mentale è a dir poco epica. Beh si vede che è fortemente influenzata da una cultura di destra!!

Inviato da Luca80 il 20/05/2009 ore 12:30
Pragmaticità
Io discriminerei tra diversi indirizzi, diversi ordinamenti(vecchio, nuovo) e diversi atenei. Credo che per chi è veramente orientato al saper fare anche le facoltà umanistiche possono aprire la mente, dare strumenti in più. Ma questo solo se si studia seriamente, non che si debba per forza distruggersi di studio o avere i voti massimi, ma bisogna crederci, assorbire i metodi e le cose utili che ti insegnano. Il problema del mercato del lavoro è che anche quando sei in gamba è difficile che questo venga fuori; figuriamoci quando nei colloqui si accorgono che te all'università eri un fuori contesto.

Inviato da sottiletta il 19/05/2009 ore 22:18
DIPENDE
Chi studia e si impegna seriamente trova lavoro presto e svolge la professione per la quale ha studiato. Chi va a rimorchio con studi di gruppo e sei politici e più che impegnarsi nello studio si impegna nel partito magari andando a distruggere le città come sta accadendo a Torino poi si ritroverà disoccupato o con impieghi per i quali sarebbe bastata la terza media. Faber est suae quisque fortunae. Comunque bisogna lodare questi studenti di Torino: il premier ha proposto il rilancio dell'economia con l'edilizia e loro gli stanno dando una mano distruggendo la città piemontese.

Inviato da dempsey il 19/05/2009 ore 22:07
Crisi universitaria
Scrive in un italiano pessimo, non conosce le regole grammaticali e dovrebbe laurearsi in specializzazioni inesistenti. Chi é costui? Carissimo, storia politica non esiste. Racconta meno idiozie!

Inviato da Hugo_mi il 19/05/2009 ore 22:35
Studiate i numeri.
Ardito, ma Lettere & Filosofia non sarà mica una Laurea. O perlomeno a chi giova? Qual è il valore aggiunto che dà al bene comune. Per imparare a letterare basta leggere libri sotto l’ombrellone, mentre per filosofeggiare basta tifare Milan o Forza Italia. Cosa vorresti fare da grande? Il politico? Basta un paio di tette di una velina mediocre e sei spacciato. Quanto a Ernesto, trovo che abbia ragione, lui a studiato su testi marxisti-leninisti di scuola classica e, in Italia, fare rivoluzioni è dura considerato il capitale umano panzuto, impigrito e bigotto. Non si dovrebbe studiare lettere, ma solo numeri, possibilmente senza darne. I numeri non tradiscono mai e 1+1 a differenza delle ciacole politico sociologiche letterarie, fa sempre 2. Cordialità

Inviato da ardito88 il 19/05/2009 ore 18:32
Bisogna mettersi i gioco
Studio Lettere e filosofia, e mi sto specializzando in storia politica, sarà sicuramente utile per la mia carriera da politico. Oggi se non hai una laurea non si vada nessuna parte!!

Inviato da Ernesto Guevara il 19/05/2009 ore 18:23
No
Non da la possibilità di un inserimento diretto nel mondo del lavoro. Le persone che fanno quello per cui si sono laureate sono davvero poche!!
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