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Secondo Me » Forum


Università, le matricole preferiscono politecnico e medicina

Inversione di trend tra i neo universitari, maggiormente quotate le lauree che offrono sbocchi occupazionali più certi. Partecipa al forum


Inviato da simone.salis il 12/09/2009 ore 18:03
Sapere per il potere.
La necessità di tenere presenti gli sbocchi occupazionali dopo la laurea è lapalissiana e riguarda ogni corso di laurea. Ciò che mi colpisce e che viene messo in rilievo nel lancio d'agenzia è che ormai è divenuto altrettanto scontato che le lauree ad indirizzo tecnico-scientifico offrano maggiori possibilità di trovare un posto di lavoro. A parer mio non è solo questa la motivazione dell'incremento di iscrizioni in questi corsi di laurea; un'altra motivazione, strettamente connessa all'altra è rappresentata dalle maggiori possibilità di guadagno che l'ambito tecnico-scientifico lascia intravedere. Quest'ultimo punto è, a parer mio, determinante nella scelta del corso di studi. Mi permetto anche l'azzardo di affermare che secondo me l'immaginario degli studenti è inesorabilmente, e direi anche comprensibilmente, orientato ad aspirare ad una laurea di tipo tecnico:nessuna persona di buon senso aspirerebbe a diventare insegnante al giorno d'oggi! Non solo per la poco invidiabile situazione in cui si trovano oggi gli insegnanti" non di ruolo", ma anche perchè la figura del docente, in Italia, si è ridotta notevolmente di carisma proporzionalmente a quanto si è ridotto negli studenti il rispetto, il timore reverenziale e l'ammirazione nei confronti del proprio insegnante. Solo i docenti universitari continuano ad essere dei"mostri sacri"per noi studenti, gli altri sono in buona percentuale diventati oggetto del nostro ludibrio! Aldilà di ciò direi che l'insegnante riveste, ahimè, nell'immaginario collettivo un ruolo vagamente antipatico e,se ha la triste sorte di insegnare una disciplina umanistica, obsoleto! D'altra parte "l'uomo di successo" del nostro tempo non é sicuramente uno studioso di discipline umanistiche. Siamo ben lontani dai tempi del patto fra la neonata Italia e gli intellettuali, quando la cattedra di Storia della Lingua Italiana evocava quasi la sacralità del "vate", lontanissimi dai giorni in cui Schliemann veniva acclamato come un benefattore dell'umanità: oggi l'unico archeologo di successo è Lara Croft. Tutto ciò che è antichità, la stessa sfera semantica della parola, evoca nella nostra mente libri dalle pagine ingiallite, polvere e si associa subito all'idea di inutile.E se nel IV a.C. un tal Aristotele di Stagira individuava l'inutilità dal punto di vista pratico come caratteristica necessaria alla Scienza, appunto con la esse maiuscola, buon per lui! Beati noi moderni che liquidiamo il precettore di Alessandro Magno con un compito in classe di un'ora e poi lo lasciamo blaterare pure rinchiuso dentro l'Abbagnano-Fornero. Conoscere quel Sapere che ci informa sul Perchè ultimo di tutte le cose non è un problema che ci leva il sonno. Sapere perchè noi esistiamo, perchè ciascuno di noi è nato, il problema della causa finale per dirla con il pallosissimo omino di Stagira, ha ben poco a che fare con il nostro modo di pensare. Forse è proprio questo nostro atteggiamento di sufficienza che leva alle scienze umanistiche il loro valore: viste col nostro cinismo tutte le opere letterarie,le creazioni artistiche e architettoniche, perfino le conquiste militari e il potere, tutto il vissuto di chi è morto prima di noi rappresenta una squallida pagina da studiare che ci procuri un sei in pagella. Si capisce perchè Platone individuava il filosofo come governante ideale: metteva le mani avanti, poveraccio, che forse anche sua madre gli rimproverava che le "idee" non si mettono nel piatto! E forse aveva già capito che la qualifica di "filosofo" suonava pericolosamente obsoleta; forse sarebbe stato meglio "opinionista", ma quella parola aveva già il copyright: gliel'aveva fregata Raffaello Tonon; avrebbe voluto chiamare i suoi Dialoghi "Verdetto Finale"o "Sessione pomeridiana del tribunale di Forum"o l'"arena di Buona Domenica" forse sarebbero risultati più gradevoli per i posteri;alla fine dovette raccomandare la politica ai filosofi, ma non come necessaria al benessere dello Stato,quella era una copertura,come fonte di sostentamento..del resto parlava con cognizione di causa:Platone era un insegnante precario in realtà..per giunta di filosofia.Poveraccio..

Inviato da ronda padana il 10/09/2009 ore 16:56
Bene!!
Vuol dire che qualcosa inizia a cambiare nella mente dei nostri ragazzi!!
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