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Italia, non è un paese per giovani
Disoccupazione giovanile salita al 29%. Nuovo record negativo: la più alta dal 2004. Partecipa al forum
Inviato da tutuccio il 27/07/2011 ore 16:53
Um paese per nessuno.
Ma guradatevi un pò intorno. I militari, muoiono non si sà per difendere quali interessi, altro che la democrazia. I giovani laureati, quasi tutti precari o disoccupati, quelli non laureati se lavorano lo fanno a paghe di fame. I figli vengono mantenuti dalle famiglie anche dopo il matrimonio. GLI UNICI CHE SE LA SPASSANO SONO I POLITICI SIANO ESSI PARLAMENTARI , PARLAMENTARI EUROPEI, POLITICI ALLE REGIONI, PROVINCE, COMUNI ALTRE ORGANIZZAZIONI IN MANO AI POLITICI. MA FINO A DOVE VOLGIONO FARCI ARRIVARE, ALLA GUERRA CIVILE?
Um paese per nessuno.
Ma guradatevi un pò intorno. I militari, muoiono non si sà per difendere quali interessi, altro che la democrazia. I giovani laureati, quasi tutti precari o disoccupati, quelli non laureati se lavorano lo fanno a paghe di fame. I figli vengono mantenuti dalle famiglie anche dopo il matrimonio. GLI UNICI CHE SE LA SPASSANO SONO I POLITICI SIANO ESSI PARLAMENTARI , PARLAMENTARI EUROPEI, POLITICI ALLE REGIONI, PROVINCE, COMUNI ALTRE ORGANIZZAZIONI IN MANO AI POLITICI. MA FINO A DOVE VOLGIONO FARCI ARRIVARE, ALLA GUERRA CIVILE?
Inviato da mikial78 il 24/06/2011 ore 10:18
l'italia non è per nessuno
in Italia non c'è spazio per i giovani ma per essere onesti tanti giovani non si cercano nenahce spazio!Mi spiego meglio,Il 50% dei giovani neolaureati si sentono " dottori,Ingegneri ecc" non appena hanno un pezzo di carta in mano, bisogna lavorare ed imparare la pratica e questo costa molto, come per esempio trovarsi un posto di lavoro, alzarsi la mattina alle 6 per magari dover andare a fare pratica in uno studio a 100 km di distanza...Sono ben pochi i giovani che accettano questa situazione.Poi il fatto che c'è poco lavoro è vero, non aiuta sicuramente tutto ciò.Noi Italiani ci siamo "accomodati" con il nostro stile di vita.
l'italia non è per nessuno
in Italia non c'è spazio per i giovani ma per essere onesti tanti giovani non si cercano nenahce spazio!Mi spiego meglio,Il 50% dei giovani neolaureati si sentono " dottori,Ingegneri ecc" non appena hanno un pezzo di carta in mano, bisogna lavorare ed imparare la pratica e questo costa molto, come per esempio trovarsi un posto di lavoro, alzarsi la mattina alle 6 per magari dover andare a fare pratica in uno studio a 100 km di distanza...Sono ben pochi i giovani che accettano questa situazione.Poi il fatto che c'è poco lavoro è vero, non aiuta sicuramente tutto ciò.Noi Italiani ci siamo "accomodati" con il nostro stile di vita.
Inviato da jessiejames il 21/03/2011 ore 11:44
Italia, non è un paese per giovani
Purtroppo l'italia non è neppure un paese per vecchi e neanche tanto per le persone di mezza età . E' però un paese per politici e altri soggetti collegati!
Italia, non è un paese per giovani
Purtroppo l'italia non è neppure un paese per vecchi e neanche tanto per le persone di mezza età . E' però un paese per politici e altri soggetti collegati!
Inviato da saracenoM il 11/03/2011 ore 18:26
senza speranze
L'Italia non è un paese per onesti e meritevoli.Punto
senza speranze
L'Italia non è un paese per onesti e meritevoli.Punto
Inviato da massimowichi il 09/03/2011 ore 18:10
la cura
consiglio di leggere il libro di michele ainis la cura infatti siamo in una dittatura oligarchica con parvenze di democrazia per salvare la faccia a livello internazionale1
la cura
consiglio di leggere il libro di michele ainis la cura infatti siamo in una dittatura oligarchica con parvenze di democrazia per salvare la faccia a livello internazionale1
Inviato da TITOLIVIO il 18/03/2010 ore 09:56
L'Italia e i Giovani
Giovani, non abbandonate l'Italia, piuttosto pretendete di far fare un passo indietro a chi ci governa che, dall'avvento della Repubblica sono sempre stati "vecchi"!. Largo ai giovani ma non a parole. Coi fatti. Ciao Titolivio da Milano
L'Italia e i Giovani
Giovani, non abbandonate l'Italia, piuttosto pretendete di far fare un passo indietro a chi ci governa che, dall'avvento della Repubblica sono sempre stati "vecchi"!. Largo ai giovani ma non a parole. Coi fatti. Ciao Titolivio da Milano
Inviato da reset il 17/03/2010 ore 23:18
La verità è che in italia si resta bambinoni sino a 50 anni
Paese di bamboccioni inesperti r************i dalle tv di regime, poi si dice che non sono in grado di lavorare logico no? Vadano all'estero come me e facciano marcire un paese che solo così potrà rinascere
La verità è che in italia si resta bambinoni sino a 50 anni
Paese di bamboccioni inesperti r************i dalle tv di regime, poi si dice che non sono in grado di lavorare logico no? Vadano all'estero come me e facciano marcire un paese che solo così potrà rinascere
Inviato da underzone il 11/03/2010 ore 11:03
Impossibile realizzare progetti di vita
I neolaureati finiamo tutti nelle maglie di stages, tirocini, contrattini a progetto, e altre forme di lavoro precarie con compensi ultraminimi, irrisori o assenti, senza il versamento di contribuzione ai fini pensionistici.Ma quando potremo rischiare di fare, a queste condizioni, dei validi progetti di vita? Vogliono aiutare le famiglie? Aiutateci ad avere un lavoro allora!
Impossibile realizzare progetti di vita
I neolaureati finiamo tutti nelle maglie di stages, tirocini, contrattini a progetto, e altre forme di lavoro precarie con compensi ultraminimi, irrisori o assenti, senza il versamento di contribuzione ai fini pensionistici.Ma quando potremo rischiare di fare, a queste condizioni, dei validi progetti di vita? Vogliono aiutare le famiglie? Aiutateci ad avere un lavoro allora!
Inviato da giudrago il 20/02/2010 ore 15:21
Italia, è un paese fantastico
Coloro che dicono che l'Italia non è il paese per i giovani, vi dico che questi giovani all'estero sono disposti a pulire, in Italia non si piegano a raccogliere nemmeno un pezzo di carta. Siamo noi che non siamo fantastici.
Italia, è un paese fantastico
Coloro che dicono che l'Italia non è il paese per i giovani, vi dico che questi giovani all'estero sono disposti a pulire, in Italia non si piegano a raccogliere nemmeno un pezzo di carta. Siamo noi che non siamo fantastici.
Inviato da orso39 il 16/12/2009 ore 18:52
Italia e giovani
è vero, i giovani devono andare via dall'Italia. Trovano ovunque condizioni che in Italia non ci sono. Ho un fglio che si laureato al Poli di Torino in Ingegneria Aerospaziale con il massimo dei voti. Il dottorato di ricerca lo segue a Stoccolma e non ha nessuna intenzione di tornare in Italia. Paese di raccomandati, baronie e nepotismi vari. All'estero, se sai sei rispettato ed aiutato nonché pagato da viverci.
Italia e giovani
è vero, i giovani devono andare via dall'Italia. Trovano ovunque condizioni che in Italia non ci sono. Ho un fglio che si laureato al Poli di Torino in Ingegneria Aerospaziale con il massimo dei voti. Il dottorato di ricerca lo segue a Stoccolma e non ha nessuna intenzione di tornare in Italia. Paese di raccomandati, baronie e nepotismi vari. All'estero, se sai sei rispettato ed aiutato nonché pagato da viverci.
Inviato da raffa trequa il 09/12/2009 ore 11:42
Italia putrefatta
L'Italia è un Paese vecchio e stantio, retto da una casta politica che rappresenta soltanto se stessa e schiava del Vaticano. Andarsene è l'unica possibilità per condurre una vita da uomini e donne del "terzo millennio"
Italia putrefatta
L'Italia è un Paese vecchio e stantio, retto da una casta politica che rappresenta soltanto se stessa e schiava del Vaticano. Andarsene è l'unica possibilità per condurre una vita da uomini e donne del "terzo millennio"
Inviato da laltamarea il 04/12/2009 ore 21:44
ilalia...povera..poveri ragazzi
Renzo io non riesco a capire dove si è creatformato questo impasse dal quale non riusciamo a toglierci, ma qui pare si faccia a gara ad incolparsi l'un l'altro. Un po' colpa dei genitori che avrebbero dovuto irrobustire le ossa ai figli. Un po' la scuola non forma abbastanza anche sul senso del dovere del senso civico e derivati. Un po' la società e marcia qua dove andiamo chi siamo chi frequentiamo. Pare sia presente da una quindicina di anni e forse più una forma virulenta che contagia sempre più la popolazione italiana. Pare un cane che si morde la coda. Non riusciamo a venirne a capo. Mancano gli strumenti?? Non li forniscono?? Non li vediamo?? O oppure?? Comunque concordo con te. Salve a tutti laltamarea.
ilalia...povera..poveri ragazzi
Renzo io non riesco a capire dove si è creatformato questo impasse dal quale non riusciamo a toglierci, ma qui pare si faccia a gara ad incolparsi l'un l'altro. Un po' colpa dei genitori che avrebbero dovuto irrobustire le ossa ai figli. Un po' la scuola non forma abbastanza anche sul senso del dovere del senso civico e derivati. Un po' la società e marcia qua dove andiamo chi siamo chi frequentiamo. Pare sia presente da una quindicina di anni e forse più una forma virulenta che contagia sempre più la popolazione italiana. Pare un cane che si morde la coda. Non riusciamo a venirne a capo. Mancano gli strumenti?? Non li forniscono?? Non li vediamo?? O oppure?? Comunque concordo con te. Salve a tutti laltamarea.
Inviato da renzo marrucci il 04/12/2009 ore 15:22
Difficile chiedere ai giovani di non lasciare l'Italia...
Difficile chiedere ai giovani di non lasciare l’Italia… Come possono i giovani non andare via? Cosa dovrebbero fare?! Rimanere a fare i bamboccioni, come un ministro del la Repubblica li definì, con una punta di cinismo pseudo borghese di inizio nove cento? Chi studia e vuole affrontare la vita sui propri valori se ne va altrove, qui non trova che porte chiuse e la speranza è senza opportunità e, se qualche speranza esiste, la trova solo nello stare in famiglia. E in quale tipo di famiglia? Non certo in una famiglia normale che oggi fatica a vivere… Non certo in questa società le cui crepe in cui infilarsi sono ormai ben sigillate..Non solo dalla precauzione di scelta, di accesso limitato e preconfezionato da partiti e società , secondo crismi che possono essere definiti come minimo fuori misura… In una realtà in cui l’accesso alle Università è diventato un problema per gli studenti e non è più possibile studiare ciò che vorrebbero, se non attraverso peripezie ecc… Dopo anni di sacrifici nello studio anche i giovani più impegnati trovano vita difficile in Italia e la ricerca del lavoro è sempre più frustrante… Siamo sinceri: che cosa ha preparato a questi giovani il sistema sociale e politico ? Per quale tipo di sacrificio si preparano ? Capisco bene lo spirito del Presidente della Repubblica Napolitano, ma come si fa a chiedere ai giovani di rimanere in Italia ? A quale costo? Un genitore che vuole il bene del figlio che deve fare: invitarlo al sacrificio in patria, oggi che la patria diventa più larga e più grande? Chi non ha un riparo nella famiglia dove deve trovarlo ? Perché signor Presidente o signor ministro…non formare delle case parcheggio per giovani cervelli come ultima possibilità prima dell’espatrio? Almeno avremmo l’occasione di vergognarci e non nascondere sotto al tappeto le nostre inadempienze, non trova? E chi ha invece un cervello normale ed è animato dalla più umile idea di trovare un lavoro e farsi una casa e avere un futuro come deve fare ? Se poi è uno che possiede altre capacità che deve fare? Formiamo anche qui una cassa per i giovani perché le banche pensano ad altro… non trovate? Sarebbe davvero interessante uno specifico impegno… Si parla di cervelli, ma anche solo chi vuole lavorare se ne và … come una volta, ma questa volta in patria larga, l’Europa…e per chi non vuole passare una sorta di umiliante eterno servizio presso Baroni e baronetti, capi e capetti di ogni specie e misura …che fare? Non sarà il caso di osservare meglio la realtà e navigarci dentro ai problemi di oggi,con più realismo ?Lo domando anche a me stesso, ma io non ho che delle preoccupazioni… Come si può chiedere ai giovani di sacrificarsi per la stupidità o l’impotenza dei padri... senza un aiuto che non li condanni a seguire concorsi con la sporca abitudine di esser predestinati?... Bisogna operare affinché in Italia ci sia giustizia e nella società si recuperi il senso del valore... perchè è questo di cui non solo i giovani hanno bisogno più di ogni altra cosa, per trovare e ritrovare un terreno in cui sia possibile sperare e lottare e non solo umiliarsi senza fine, nello sperare in una astratta e fatalistica idea dopo aver fatto il proprio dovere ! Renzo Marrucci
Difficile chiedere ai giovani di non lasciare l'Italia...
Difficile chiedere ai giovani di non lasciare l’Italia… Come possono i giovani non andare via? Cosa dovrebbero fare?! Rimanere a fare i bamboccioni, come un ministro del la Repubblica li definì, con una punta di cinismo pseudo borghese di inizio nove cento? Chi studia e vuole affrontare la vita sui propri valori se ne va altrove, qui non trova che porte chiuse e la speranza è senza opportunità e, se qualche speranza esiste, la trova solo nello stare in famiglia. E in quale tipo di famiglia? Non certo in una famiglia normale che oggi fatica a vivere… Non certo in questa società le cui crepe in cui infilarsi sono ormai ben sigillate..Non solo dalla precauzione di scelta, di accesso limitato e preconfezionato da partiti e società , secondo crismi che possono essere definiti come minimo fuori misura… In una realtà in cui l’accesso alle Università è diventato un problema per gli studenti e non è più possibile studiare ciò che vorrebbero, se non attraverso peripezie ecc… Dopo anni di sacrifici nello studio anche i giovani più impegnati trovano vita difficile in Italia e la ricerca del lavoro è sempre più frustrante… Siamo sinceri: che cosa ha preparato a questi giovani il sistema sociale e politico ? Per quale tipo di sacrificio si preparano ? Capisco bene lo spirito del Presidente della Repubblica Napolitano, ma come si fa a chiedere ai giovani di rimanere in Italia ? A quale costo? Un genitore che vuole il bene del figlio che deve fare: invitarlo al sacrificio in patria, oggi che la patria diventa più larga e più grande? Chi non ha un riparo nella famiglia dove deve trovarlo ? Perché signor Presidente o signor ministro…non formare delle case parcheggio per giovani cervelli come ultima possibilità prima dell’espatrio? Almeno avremmo l’occasione di vergognarci e non nascondere sotto al tappeto le nostre inadempienze, non trova? E chi ha invece un cervello normale ed è animato dalla più umile idea di trovare un lavoro e farsi una casa e avere un futuro come deve fare ? Se poi è uno che possiede altre capacità che deve fare? Formiamo anche qui una cassa per i giovani perché le banche pensano ad altro… non trovate? Sarebbe davvero interessante uno specifico impegno… Si parla di cervelli, ma anche solo chi vuole lavorare se ne và … come una volta, ma questa volta in patria larga, l’Europa…e per chi non vuole passare una sorta di umiliante eterno servizio presso Baroni e baronetti, capi e capetti di ogni specie e misura …che fare? Non sarà il caso di osservare meglio la realtà e navigarci dentro ai problemi di oggi,con più realismo ?Lo domando anche a me stesso, ma io non ho che delle preoccupazioni… Come si può chiedere ai giovani di sacrificarsi per la stupidità o l’impotenza dei padri... senza un aiuto che non li condanni a seguire concorsi con la sporca abitudine di esser predestinati?... Bisogna operare affinché in Italia ci sia giustizia e nella società si recuperi il senso del valore... perchè è questo di cui non solo i giovani hanno bisogno più di ogni altra cosa, per trovare e ritrovare un terreno in cui sia possibile sperare e lottare e non solo umiliarsi senza fine, nello sperare in una astratta e fatalistica idea dopo aver fatto il proprio dovere ! Renzo Marrucci
Inviato da aemilianvs il 03/12/2009 ore 23:43
Andare via
Ogni giorno l'Italia sprofonda sempre. Più in basso. È facile riempirsi la bocca di belle parole, ma la vita è troppo breve per aspettare che la tendenza cambi. Non accontentarsi del poco che questo Paese offre non è snob, è umano. È snob invece chi dice "andatevene, non abbiamo bisogno di voi".
Andare via
Ogni giorno l'Italia sprofonda sempre. Più in basso. È facile riempirsi la bocca di belle parole, ma la vita è troppo breve per aspettare che la tendenza cambi. Non accontentarsi del poco che questo Paese offre non è snob, è umano. È snob invece chi dice "andatevene, non abbiamo bisogno di voi".
Inviato da civico74 il 03/12/2009 ore 13:02
Ottimismo
Questa lettera l'avevo già letta. Che c'é da dire? Nulla! Che c'é da rispondere ? Nulla! Quella descritta é solo la pura e semplice verità . Il problema é che un popolo é fatto dai suoi cittadini e se i suoi cittadini si piegano in massa a questo stato di cose, allora si che non c'é speranza... Io, invece da italiano credo e spero in qualcosa di diverso, credo e spero che chi ha lottato ed é morto prima di me per un qualcosa di giusto non sia morto invano, e se sento l'inno ed ho ancora il coraggio di commuovermi e forse perché la mia coscienza non si é ancora addormentata del tutto. Spero e credo di non essere l'unico.. Sono ottimista benché il pessimismo dilaghi come un oceano immenso (ma questo é anche forse il segno del cambiamento dei tempi in atto). Questo é il profumo della vita e per me che sono vivo non potrebbe essere diverso!
Ottimismo
Questa lettera l'avevo già letta. Che c'é da dire? Nulla! Che c'é da rispondere ? Nulla! Quella descritta é solo la pura e semplice verità . Il problema é che un popolo é fatto dai suoi cittadini e se i suoi cittadini si piegano in massa a questo stato di cose, allora si che non c'é speranza... Io, invece da italiano credo e spero in qualcosa di diverso, credo e spero che chi ha lottato ed é morto prima di me per un qualcosa di giusto non sia morto invano, e se sento l'inno ed ho ancora il coraggio di commuovermi e forse perché la mia coscienza non si é ancora addormentata del tutto. Spero e credo di non essere l'unico.. Sono ottimista benché il pessimismo dilaghi come un oceano immenso (ma questo é anche forse il segno del cambiamento dei tempi in atto). Questo é il profumo della vita e per me che sono vivo non potrebbe essere diverso!
Inviato da Hugo_mi il 01/12/2009 ore 23:56
Concordo anche io.
Giusto giudizio e giusto il commento di Ernesto.
Concordo anche io.
Giusto giudizio e giusto il commento di Ernesto.
Inviato da laltamarea il 01/12/2009 ore 22:04
Povera Italia
In realtà poi non voglio fare il solito commento discriminatorio o creare una dicotomia tra vecchio e giovane. Il problema sta nel fatto che non siamo proprio abituati noi italiani a lavorare in parallelo, a guardare con occhi diversi. Basta girarsi in qualche altro paese europeo. Si procede di pari passo. Nel "vecchio" se cosi vogliamo continuare a chiamarlo dimora l'esperienza, nel giovane risiede la freschezze la voglia, l'esuberanza,la sfacciataggine, lo strumento che vibra...utilizziamolo..buona serata a tutti.
Povera Italia
In realtà poi non voglio fare il solito commento discriminatorio o creare una dicotomia tra vecchio e giovane. Il problema sta nel fatto che non siamo proprio abituati noi italiani a lavorare in parallelo, a guardare con occhi diversi. Basta girarsi in qualche altro paese europeo. Si procede di pari passo. Nel "vecchio" se cosi vogliamo continuare a chiamarlo dimora l'esperienza, nel giovane risiede la freschezze la voglia, l'esuberanza,la sfacciataggine, lo strumento che vibra...utilizziamolo..buona serata a tutti.
Inviato da fabrarca il 01/12/2009 ore 17:02
Emigra, ma poi torna...
Già direttore generale della RAI, oggi direttore generale della Luiss, con gli appannaggi generosi di cui godono questi pseudi manager, avrà accumulato tanti di quei soldi che suonano come un insulto per la povera gente, ch'è costretta ad emigrare per NECESSITA', lo scambio di vedute col figlio: -figlio mio, tesoro, devi emigrare- papino, ci devo pensare. Ma che ci piglia per il c.lo? Può comprare dieci-venti appartamenti per il figlio, può sistemarlo dove vuole e con lo stipendio che deciderà lui, il figlio non ha tutto questo bisogno di emigrare... Gli lancio una proposta: anche s'è vecchio, perchè non emigra lui? Fabrizio
Emigra, ma poi torna...
Già direttore generale della RAI, oggi direttore generale della Luiss, con gli appannaggi generosi di cui godono questi pseudi manager, avrà accumulato tanti di quei soldi che suonano come un insulto per la povera gente, ch'è costretta ad emigrare per NECESSITA', lo scambio di vedute col figlio: -figlio mio, tesoro, devi emigrare- papino, ci devo pensare. Ma che ci piglia per il c.lo? Può comprare dieci-venti appartamenti per il figlio, può sistemarlo dove vuole e con lo stipendio che deciderà lui, il figlio non ha tutto questo bisogno di emigrare... Gli lancio una proposta: anche s'è vecchio, perchè non emigra lui? Fabrizio
Inviato da zeru_tituli il 01/12/2009 ore 13:29
Se non sei della parrocchia meglio emigrare
Ha perfettamente ragione il direttore generale della Luiss. Fintantoché persone come lui rivestono posti di rilevante importanza in un settore così strategico dell'informazione e della cultura è opportuno che le nostre giovani speranze cerchino in altri paesi un valido e serio contesto di formazione culturale ed intellettivo visto quanto le università italiane offrono avendo in posti di dirigenza personalità non in grado di assicurare un valido contributo di democrazia culturale. Fate quindi come Fermi ed Einstein, qui tira purtroppo "aria fritta e stagnante".
Se non sei della parrocchia meglio emigrare
Ha perfettamente ragione il direttore generale della Luiss. Fintantoché persone come lui rivestono posti di rilevante importanza in un settore così strategico dell'informazione e della cultura è opportuno che le nostre giovani speranze cerchino in altri paesi un valido e serio contesto di formazione culturale ed intellettivo visto quanto le università italiane offrono avendo in posti di dirigenza personalità non in grado di assicurare un valido contributo di democrazia culturale. Fate quindi come Fermi ed Einstein, qui tira purtroppo "aria fritta e stagnante".
Inviato da isolinistefano il 01/12/2009 ore 12:08
Figlio mio devi lasciare l'Italia
Bisognerebbe chiedere al direttore della Luis perchè è ancora qui. Sarebbe più opportuno che se ne andasse lui fuori dall'Italia considerando che, molto probabilmente, non sa fare il suo lavoro.
Figlio mio devi lasciare l'Italia
Bisognerebbe chiedere al direttore della Luis perchè è ancora qui. Sarebbe più opportuno che se ne andasse lui fuori dall'Italia considerando che, molto probabilmente, non sa fare il suo lavoro.
Inviato da laltamarea il 01/12/2009 ore 11:52
Italia...vecchia con la non voglia di svecchiare....
Testimonianza....lavoro in un luogo pubblico dove la possibilità di portare una ventata di novità è pressoché difficile. Come nel mio luogo così è ovunque. Difficile consegnare il testimone a quello che appena arrivato pieno di belle speranze e magari bagnandoti il naso ti sorpassa..questa è la paura..coraggio guardiamoci attorno..
Italia...vecchia con la non voglia di svecchiare....
Testimonianza....lavoro in un luogo pubblico dove la possibilità di portare una ventata di novità è pressoché difficile. Come nel mio luogo così è ovunque. Difficile consegnare il testimone a quello che appena arrivato pieno di belle speranze e magari bagnandoti il naso ti sorpassa..questa è la paura..coraggio guardiamoci attorno..
Inviato da skizzo90 il 01/12/2009 ore 11:32
Per blubblub
Ciao, stò cercando lavoro qui in Italia, ma non riesco a trovarlo. Di cosa si occupa il tuo amico in Scozia? E' un dove mi piacerebbe andare a vivere...potresti darmi qualche informazione?
Per blubblub
Ciao, stò cercando lavoro qui in Italia, ma non riesco a trovarlo. Di cosa si occupa il tuo amico in Scozia? E' un dove mi piacerebbe andare a vivere...potresti darmi qualche informazione?
Inviato da blubblub il 01/12/2009 ore 08:15
Partire
Sono d'accordo. Valigia in mano e partire. Il mio vicino di casa, 49 anni, ora vive in scozia, dove ha trovato lavoro nel giro di 4 - quattro - giorni... qui, sarebbe ancora disoccupato. Quindi, giovani, partite. E tornate SOLO se lavorate per una multinazionale che vi offre un SIGNOR CONTRATTO per occuparvi della sede italiana.
Partire
Sono d'accordo. Valigia in mano e partire. Il mio vicino di casa, 49 anni, ora vive in scozia, dove ha trovato lavoro nel giro di 4 - quattro - giorni... qui, sarebbe ancora disoccupato. Quindi, giovani, partite. E tornate SOLO se lavorate per una multinazionale che vi offre un SIGNOR CONTRATTO per occuparvi della sede italiana.
Inviato da saarbruecken il 01/12/2009 ore 01:34
Difficile dare torto al direttore della Luiss..
Laureati a spasso o nei call center, la ricerca è quasi affondata, e grazie a B. per aver preso i nostri soldi dati a Telethon per l' Alitalia. Poi leggi Le Scienze e vedi che un buon numero di scienziati all' estero hanno nomi italiani. Dovrebbero restare in Italia per 800 Euro al mese per tre mesi? In famiglia parliamo tutti due lingue, compresa mia figlia adolescente: ultimati gli studi, si vende tutto e via, Canada o Francia.
Difficile dare torto al direttore della Luiss..
Laureati a spasso o nei call center, la ricerca è quasi affondata, e grazie a B. per aver preso i nostri soldi dati a Telethon per l' Alitalia. Poi leggi Le Scienze e vedi che un buon numero di scienziati all' estero hanno nomi italiani. Dovrebbero restare in Italia per 800 Euro al mese per tre mesi? In famiglia parliamo tutti due lingue, compresa mia figlia adolescente: ultimati gli studi, si vende tutto e via, Canada o Francia.
Inviato da Oscar il 30/11/2009 ore 17:41
Poveretto quest'uomo!
Chi dice a un giovane che oggi bisogna lasciare l'Italia sicuramente è un fallito come padre, come insegnante e come uomo. Oggi farsi strada non è facile per nessuno, ma non lo era nemmeno ieri, come probabilmente non lo sarà domani. Per chi cerca solo la "pappa pronta" forse oggi è più difficile, ma questo è solo un bene. Per raggiungere un obbiettivo non bisogna avere paura di fare la "gavetta", e non bisogna nemmeno credere che 10 lauree risolvano il problema: la vera qualifica (quella veramente richiesta) è l'esperienza che si acquisisce "sul campo", anche mandando giù "rospi". In Italia oggi si sta meglio che in altri Paesi (v. Spagna ad esempio), e bisogna smetterla di sputare sul piatto dove si mangia solo per quelle solite questioni ideologiche che in un passato non troppo lontano tanto male hanno fatto a tanti giovani!
Poveretto quest'uomo!
Chi dice a un giovane che oggi bisogna lasciare l'Italia sicuramente è un fallito come padre, come insegnante e come uomo. Oggi farsi strada non è facile per nessuno, ma non lo era nemmeno ieri, come probabilmente non lo sarà domani. Per chi cerca solo la "pappa pronta" forse oggi è più difficile, ma questo è solo un bene. Per raggiungere un obbiettivo non bisogna avere paura di fare la "gavetta", e non bisogna nemmeno credere che 10 lauree risolvano il problema: la vera qualifica (quella veramente richiesta) è l'esperienza che si acquisisce "sul campo", anche mandando giù "rospi". In Italia oggi si sta meglio che in altri Paesi (v. Spagna ad esempio), e bisogna smetterla di sputare sul piatto dove si mangia solo per quelle solite questioni ideologiche che in un passato non troppo lontano tanto male hanno fatto a tanti giovani!
Inviato da viacovo il 30/11/2009 ore 16:19
Cara Marica
Mi spieghi cosa c'entra Prodi, la situazione che stiamo vivendo è complessa e dare la colpa a uno dei pochi che ha fatto qualcosa di sensato negli ultimi anni è francamente inutile! Si concentri sui giovani...è loro il problema...
Cara Marica
Mi spieghi cosa c'entra Prodi, la situazione che stiamo vivendo è complessa e dare la colpa a uno dei pochi che ha fatto qualcosa di sensato negli ultimi anni è francamente inutile! Si concentri sui giovani...è loro il problema...
Inviato da micaria il 30/11/2009 ore 16:14
La fuga dall'Italia
Il Direttore Generale della Luiss certamente è un disfattista ex comunista. Scommetto che simile consiglio non l'avrebbe mai dato se, nella stesse condizioni (ammesso fosse stato possibile), avesse governato Prodi o qualche altro compagno!
La fuga dall'Italia
Il Direttore Generale della Luiss certamente è un disfattista ex comunista. Scommetto che simile consiglio non l'avrebbe mai dato se, nella stesse condizioni (ammesso fosse stato possibile), avesse governato Prodi o qualche altro compagno!
Inviato da paris91 il 30/11/2009 ore 16:09
Orgoglio?
Mi piace quello che ho letto!! Boia chi molla!! Questo è l'orgoglio
Orgoglio?
Mi piace quello che ho letto!! Boia chi molla!! Questo è l'orgoglio
Inviato da rossonero il 30/11/2009 ore 15:59
Problemi generazionali
Ogni generazione ha i suoi problemi. Negli anni settanta c'era la crisi del petroli, l'inflazione le Br e la crisi industriale. Ma siamo andati avanti! Bisogna avere le spalle larghe!! La vita non è facile per nessuno
Problemi generazionali
Ogni generazione ha i suoi problemi. Negli anni settanta c'era la crisi del petroli, l'inflazione le Br e la crisi industriale. Ma siamo andati avanti! Bisogna avere le spalle larghe!! La vita non è facile per nessuno
Inviato da Ernesto Guevara il 30/11/2009 ore 15:49
Concordo
Per un trentenne vivere in Italia è uno schifo. Non importa quanto sei bravo, quanta voglia hai di fare, ma solo chi conosci e quanto ti sai vendere. Ormai invio curriculum eliminando pian piano tutte le mie specializzazioni e corsi, più di una volta mi è stato detto "sei troppo qualificato". Che stano...sono cresciuto seguendo gente che mi diceva che il mondo del lavoro ha bisogno di persone preparate. La mia generazione è in una situazione di distruzione etica e morale!! Che dire grazie per il futuro che ci avete rubato!!
Concordo
Per un trentenne vivere in Italia è uno schifo. Non importa quanto sei bravo, quanta voglia hai di fare, ma solo chi conosci e quanto ti sai vendere. Ormai invio curriculum eliminando pian piano tutte le mie specializzazioni e corsi, più di una volta mi è stato detto "sei troppo qualificato". Che stano...sono cresciuto seguendo gente che mi diceva che il mondo del lavoro ha bisogno di persone preparate. La mia generazione è in una situazione di distruzione etica e morale!! Che dire grazie per il futuro che ci avete rubato!!
