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'SPAGHETTI & STARS', LA PASTA PROTAGONISTA AL CINEMA IN UN LIBRO DI IMMAGINI RUBATE AL SET E ALLA VITA PRIVATA DI CELEBRI ATTORI Caterina d'Amico, i pranzi 'opulenti' nella villa di Luchino Visconti ad Ischia, gli spaghetti pomodoro e basilico di Mario Monicelli, i tortellini di Ugo Tognazzi, 'ritratto' geo-gastronomico dell'Italia. di Carmela Piccione © ADNKRONOS - ottobre 2005
TCorta, spezzata, allungata, zigrinata, tagliata a tubetti, a quadrucci o perline, a semi di melone o 'radiatori', a conchiglie, cavatappi, creste di gallo, dischi volanti ed eliche tricolori. Di semola, all'uovo, dietetica, integrale, fresca, di grano duro o semolato… Nomi insoliti, affascinanti, apparentemente inaffidabili per la pasta. Il piatto cult degli italiani, immortalato al cinema e a teatro, nella pubblicita', da divi e star del grande schermo. Chi non ricorda Toto' in Miseria e nobilta' danzare in un irresistibile baccanale sul tavolo, spaghetti in bocca, in tasca, ovunque…colto da un appetito insaziabile. Ed e' lo stesso Toto' in Fifa e Arena, torero per caso, che ordinando da mangiare ricorda 'qualche panino, qualche acciuga, burro, pesce, spaghetti. E ossobuco. Ma solo il buco, senza l'osso. Perche' l'osso non lo digerisco'. Un bellissimo libro di immagini Spaghetti & Star (edizioni Damiani) celebra la pasta. Momenti conviviali, incontri mondani, scatti rubati ai set. Ci sono tutti, o quasi tutti i nostri grandi attori. Anna Magnani ne L'onorevole Angelina, Sophia Loren mentre prepara un succulento piatto in una pausa della Ciociara, Roberto Rossellini, Jean Paul Belmondo che mangiano spaghetti su tavoli improvvisati durante la lavorazione di Era notte a Roma e Mare matto. Valigie, ventiquattrore, poltrone in velluto, blocchi di pietra trasformati in (scomodi) sgabelli. Un elenco lunghissimo che annovera tra gli altri Marcello Mastroianni, amante della pasta e fagioli, Gina Lollobrigida, mentre imbocca scherzosamente l'astronauta americano Neil Armstrong, Aldo Fabrizi (autore di deliziose liriche… 'Spaghetti ar primo sole', 'La matriciana mia', Pappardelle ar mascarpone'), Fellini e Giulietta Masina, Ugo Tognazzi, gran gourmet e raffinato chef, Franco Zeffirelli, Nino Manfredi e Stefania Sandrelli, un giovanissimo Vittorio Gasmann che fa la pubblicita', in un supermercato, della pasta Barilla. Come faranno piu' tardi Sabrina Ferilli e Maria Grazia Cucinotta. Ogni foto rimanda ad un immaginario cinematografico. ''La pasta e' calore, gusto, fantasia. E' cultura -scrive il sindaco Veltroni nella prefazione al libro- Gli infiniti disegni delle sue forme, i mille modi di cucinarla, il suo essere nutriente, delicata e forte, ma anche raffinata e semplice…La pasta richiama, in qualche modo, il carattere speciale del nostro Paese. Sempre al centro di momenti conviviali, conditi di parole e buon bere. Assolutamente antitetici ai ritmi frenetici della vita moderna''. Confessa nella prefazione Vincenzo Mollica, noto critico cinematografico: ''Ogni foto mette il buonumore, risveglia sentimenti gastronomici assopiti, mai cancellati. Volti immortalati con golosa precisione dagli irriducibili scatti dei paparazzi -aggiunge- Sembra quasi che ogni foto porti con se' quel classico finale da fiaba, che non puo' che nascere dalla sazieta'. 'E vissero felici e contenti…'''. La pasta fa dunque parte della vita degli italiani, un fenomeno di costume e di cultura, trasversale. Numerose sono le leggende e gli aneddoti legati ad uno dei piatti piu' 'consumati' al mondo. Goethe cita la pasta nel suo Viaggio in Italia, Giacomo Casanova scrive un sonetto in onore dei maccheroni ('chi mogliere vuol pigliare…deve fare un calderon tutto pien de Maccheron'), mentre Gioacchino Rossini scrive (disperato) al suo pigro fornitore napoletano firmandosi, a causa del protratto ritardo della spedizione, con un desolato e malinconico 'Rossini senza maccheroni'. E' nota l'avversione di Filippo Tommaso Marinetti verso la pasta. Scrive sul 'Manifesto' della cucina futurista: 'crediamo anzitutto necessaria l'abolizione della pastasciutta, assurda religione gastronomica italiana'. Un'esortazione che non ebbe seguito.
Anche Giacomo Leopardi non amava la pasta. Ne I nuovi credenti attacca i napoletani '…Tutta in mio danno s'ama Napoli a gara alla difesa de' maccheroni', scrive il sommo poeta. Pronta la replica dei napoletani. Gennaro Quaranta gli risponde per le rime: 'E tu fosti infelice e malaticcio perche'… non adoravi i maltagliati, le frittatine all'uovo ed il pasticcio! Ma se tu avessi amato i Maccheroni piu' de' libri, non avresti patito aspri malanni, saresti rubicondo e allegro'. Introdotta in Francia grazie a Caterina de' Medici, la pasta giunse in Inghilterra intorno al XVIII secolo. Una commedia molto in voga nei teatri londinesi si intitolava The Macaoni, mentre negli Stati Uniti sembra fosse stata importata da Thomas Jefferson. Ma forse furono gli italiani, emigrati nel nuovo continente, con le stive delle navi cariche di maccheroni, che decretarono la fortuna della pasta in America. Gia' conosciuta, comunque, nel '700. Il protagonista di una famosa ballata Yankee Doodle, girava per la citta' con un maccherone sul cappello. Ma ritorniamo al cinema. Al pranzo del Padrino, a Spaghetti house nella Londra di Nino Manfredi, a Woody Allen (Misterioso omicidio a Manhattan), a Jack Lemmon protagonista de La strana coppia (un americano purosangue… ma sa gia' distinguere tra spaghetto e linguine, che classe!), alla cena del Gattopardo, il capolavoro diretto da Luchino Visconti. Ricordate il famoso timballo di maccheroni descritto da Giuseppe Tomasi di Lamapedusa? 'L'oro brunito dell'involucro, la fragranza di zucchero e cannella… non era che il preludio della sensazione di delizia che si sprigionava dall'interno quando il coltello squarciava la crosta. Si scorgevano i fegatini di pollo, le ovette dure, le sfilettature di prosciutto, di pollo e di tartufi…'. Luchino Visconti, Claudia Cardinale, Burt Lancaster sono immortalati in Spaghetti & Stars accanto a Richard Gere, Rock Hudson, Deane Martin e John Wayne, intenti a preparare sugo e spaghetti, Sean Connery e Kirk Douglas, Charlton Heston, David Niven e Alberto Sordi. Quest'ultimo ripreso nella celebre sequenza di Un americano a Roma. Ha deciso di cambiare vita il giovane protagonista. Coca cola, hamburger, pop corn, chewingum… Sino a quando decide di buttare tutto, di consegnare il lauto pasto al 'gatto e al sorcio'. Ritorna ai bucatini fatti in casa dalla madre. 'Maccarone tu m' hai provocato ed io me te magno'. Il legame tra la pasta e il cinema e' molto stretto. Battute, raccomandazioni, suggerimenti. In Roma citta' aperta, uno dei film cult di Rossellini, il nonno raccomanda al nipote, promesso sposo e alla fidanzata: 'Non litigherete mica all'ultimo momento…Perche' se dovemo fa 'na magnata'. Mentre ne I soliti ignoti, diretto da Mario Monicelli con Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Toto', Claudia Cardinale, la gang si ferma alle Capannelle, mentre e' in atto la rapina del secolo, per poter assaggiare un piatto di pasta e fagioli. Ma la pasta e' anche passione, romanticismo, seduzione. Corona sogni d'amore. Indimenticabile lo spaghetto che si dividono Lilli e il Vagabondo in uno dei capolavori di Walt Disney. Dal grande schermo alla realta'. Caterina D'Amico, alla guida del Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, ricorda le estati passate ad Ischia con la famiglia (la madre Suso, la piu' grande sceneggiatrice del cinema italiano, i fratelli Masolino e Silvia) nella villa di Visconti. ''Pranzi ricchi con numerose portate, sino ad otto -spiega- Tutti seduti a tavola. E guai ad alzarsi. Noi ragazzi invece sognavamo il mare, la spiaggia, poter restare piu' a lungo in acqua. Visconti ci faceva chiamare con un gong. In pochi minuti dovevamo ritrovarci nel grande salone, per pranzi che oggi definirei 'opulenti'''. Ma i ricordi di Caterina d'Amico non si fermano qui. ''Per Mario Monicelli la pasta era agli antipodi. O spaghetti pomodoro e basilico o rigatoni alla matriciana. Mi raccontava poi di un detto romano 'avere lo spaghetto', ovvero essere colti da un senso di ansia, di timore, di paura -continua- Non era mai riuscito pero' a spiegare il legame tra la pasta e questa inconscia attitudine dello spirito''. Un solo rimpianto. Quello di non aver ripreso uno straordinario exursus geo-gastronomico sulla pasta di cui fu protagonista Tognazzi. ''Ero seduta vicino ad Ugo ad un pranzo a casa di Lina Wertmuller -racconta Caterina d'Amico- Comincio' a parlare dei tortellini, la storia di fantastico viaggio dal nord Italia sino al Mezzogiorno. I tortellini cambiavano in base alla ricchezza, al censo, al ceto sociale. Adattabile ad ogni territorio e per tutte le tasche. Carne, insaccati, ricotta, spinaci, formaggio… fino a trasformarsi in orecchiette, condite semplicemente con olio d'oliva. Lo specchio di un paese 'ritratto' attraverso i tortellini -conclude- Un unico piatto, sfaccettato e diversificato al suo interno, a secondo delle varie regioni''.
E'nota la passione di Marcello Mastroianni per la pasta con i fagioli (sembra che Catherine Deneuve avesse imparato i segreti della buona cucina grazie all'attore italiano), mentre Paolo Panelli la preferiva scotta. Ordinava sempre nei ristoranti di Castiglioncello, dove passava le vacanze estive, spaghetti in bianco conditi con olio d'oliva e parmigiano, essenziali. 'Eduardo De Filippo era uno straordinario buongustaio, amava il cibo e nel suo teatro il pranzo e' sempre al centro di un'azione drammaturgica. Come Natale in casa Cupiello, Sabato, domenica e lunedi' portato sul grande schermo da Lina Wertmuller con Luca De Filippo e Sophia Loren nel ruolo di Rosa, cuoca sopraffina, specializzata nei sughi''. E' il ricordo di Letizia Compatangelo, scrittrice, autrice teatrale, allieva del grande Eduardo, che aggiunge: ''Isabella De Filippo ha scritto un libro di ricette dedicato al marito, Cucine cumme vogli' -aggiunge la Compatangelo- La piu' famosa quella del ragu'. Eduardo amava appassionatamente il pomodoro e il pesce. Non dimentichero' mai un pranzo a casa sua nell'83 -continua- Spaghetti serviti in bianco da condire con il sugo. Un sapore meraviglioso e un profumo inebriante. Eduardo De Filippo non volle pero' rivelarci i segreti di quel piatto''. La coppia Wertmuller -Loren e' ritornata al cinema, tre anni fa, con Francesca e Nunziata. La storia di una donna forte, coraggiosa un' imprenditrice, proprietaria di una pastificio. Tra i protagonisti, accanto a Claudia Gerini, Raoul Bova, habitue' del ristorante di Antonello Colonna a Labico. ''La pasta? -suggerisce il noto chef che cucino' a Roma durante la visita ufficiale della regina Elisabetta d'Inghilterra- Per l'Italia una vera e propria istituzione, un must insostituibile. Da proteggere. Come i nostri beni culturali''. Antonello Colonna ha collaborato al cinema per Hannibal Cannibal, interpretato da Anthony Hopkins (ricordate il menu' preparato con i fegatelli?), ma i suoi piatti, seppur ricercati e sofisticati, si ispirano sempre alla tradizione. Spaghetti cacio e pere, ravioli ripieni di trippa e pecorino, spaghetti in zuppa di pane e vongole veraci. E per il prossimo autunno spaghetti aglio, olio e peperoncino. Mentre per gli amanti della cucina regionale del Trentino Alto Adige da non perdere Balla con i cuochi, il volume di ricette fortemente voluto e promosso dal Festival Oriente Occidente di Rovereto (edizioni Osiride). Il titolo cita, travestendolo, il celebre film diretto nel 1990 da Kevin Costner, Balla con i lupi. Gianfranco Vissani, ormai star della tv, confessa che Robert De Niro gli aveva chiesto di aprire un ristorante insieme a Los Angeles. Offerta gentilmente declinata per motivi di lavoro. Anche per il noto chef, con residenza in Umbria, la pasta da sola, potrebbe sostituire un lauto pranzo. ''Rappresenta la nostra creativita' -spiega- strumento straordinario di comunicazione e invenzione. Oggi si produce persino il gelato al gusto di pasta. Sui primi piatti nessun divieto -esorta Vissani- Possono essere conditi con sughi di carne o di pesce. Allineandosi alla tradizione, anche cinematografica. Basti pensare ai bucatini alla matriciana di Aldo Fabrizi, agli spaghetti alla checca di Ugo Tognazzi''. Grandi star americane sono state ospitate nella capitale all'Hotel de Russie durante la lavorazione di Ocean's Twelve diretto da Steven Soderbergh con Brad Pitt, George Clooney, Catherine Zeta-Jones, Julia Roberts. ''Ricchi primi piatti per i grandi attori -ricorda Nazzareno Menghini, chef del noto albergo di proprieta' di sir Rocco Forte- Come gli spaghetti ai ricci di mare e vongole, i ravioli di pesto e ricotta. Particolarmente apprezzati anche da Monica Bellucci e dal marito Vincent Cassel''. |
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![]() Claudia Cardinale e Renato Salvatori nel film "audace colpo dei soliti ignoti" del 1959 |
![]() Diana Dei e Mario Riva alle prese con un piatto di pasta nel 1958 |
![]() Sophia Loren con un colapasta pieno di spaghetti in una scena del film "La ciociara" del 1962 |
![]() Ugo Tognazzi e Dalidà in una scena del film "Menage all'italiana" del 1965 |
![]() Peppino De Filippo e Totò appena giunti a Milano con scorte di spaghetti nel film "Totò, Peppino e la Malafemmina" del 1956 |
![]() Dean Martin e John Wayne intenti alla cottura degli spaghetti nel 1965 |
![]() L'attore Aldo Fabrizi alle prese con un piatto di spaghetti in una foto del 1960 |
![]() L'attrice Stefania Sandrelli in una scena del film "C'eravamo tanto amati" del 1974" |
![]() Stefano Satta Flores, Vittorio Gassman e Nino Manfredi in una scena del film "C'eravamo tanto amati" del 1974 |
![]() Raffaella Carrà e Gianni Boncompagni in una foto del 1980 |
![]() Franco Franchi in una foto di scena del film "Tango blu" del 1987 |